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I viticoltori indipendenti di Sette Terre promuovono il territorio bergamasco

I viticoltori indipendenti di Sette Terre promuovono il territorio bergamasco

Dopo lo statuto con atto notarile, mancava solo il logo per completare l’identikit della nuova “Associazione Viticoltori Indipendenti di Bergamo-Sette Terre”. È stato presentato nella sede di una delle sette aziende vitivinicole associate, Casa Virginia di Villa d’Almè (Bg).[…]

Lo slogan scelto dall’associazione (“La terra, l’ambiente, la qualità, l’anima di Bergamo nel bicchiere”) è molto esplicito della volontà e dell’entusiasmo che animano i protagonisti. Come ha ripetuto nell’incontro di ieri il presidente Carlo Ravasio, il nome Sette Terre è stato scelto perché sette sono i terreni vocati che rappresentano le peculiarità vitivinicole di ciascuna azienda: Maiolica, Marna di Bruntino, Volpinite, Sass de Luna, Arenaria, Flysch e Torbiditi.

«Sono alcune delle tipologie di terreno – ha commentato l’agronomo Giacomo Groppetti – che caratterizzano gli 80 chilometri della fascia collinare bergamasca, da Sotto il Monte a Costa Volpino. E – si sa – la tipologia del terreno, insieme all’esposizioni e ad altri fattori climatici, fanno la tipicità e la bontà del vino».

Le sette aziende che compongono l’associazione sono – oltre a Casa Virginia – la Caminella di Cenate Sotto, Cascina Lorenzo di Costa Volpino, Eligio Magri di Torre de’ Roveri, Le Corne di Grumello del Monte, Sant’Egidio di Sotto il Monte e Valba di Cenate Sopra, per un totale di 58 etichette prodotte complessivamente nelle denominazioni Valcalepio Doc e Bergamasca Igt. Un’associazione di produttori indipendenti che vuole aprire un dialogo con le istituzioni pubbliche e private per promuovere insieme l’identità storica, culturale, ambientale e sociale del territorio bergamasco.

Far sì che i turisti arrivino a Bergamo per gustare la sua enogastronomia di qualità. Ad ascoltare questi auspici due parlamentari Ds, Elena Carnevali e Antonio Misiani, e i sindaci dei sette Comuni in cui hanno sede le aziende associate. Tra i buoni propositi – come ha ricordato il vicepresidente Antonio Lecchi – la ricerca di un nome unico per tutto il vino bergamasco, per identificare insieme vino e territorio. Per non ingannare il consumatore, il marchio “Sette Terre” andrà solo sulle bottiglie di vini che una apposita commissione di esperti avranno giudicato con voto minimo di 85/100».

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Italia a tavola, 24 luglio 2014

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