I lavori della Camera in diretta

Riformare il project financing per garantire la parte pubblica

Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere

– premesso che:

– nell’ottobre 2003 il comune di Cologno al Serio (Bergamo) ha avviato le procedure per la costruzione e la gestione di una piscina e dei relativi impianti sportivi attraverso lo strumento del project financing;
risulta agli interroganti che l’Istituto per il credito sportivo ha concesso un credito per la realizzazione dell’opera. Rispetto al mutuo il comune citato si presenta come fideiussore rispetto al debitore principale, un raggruppamento temporaneo di imprese la cui capogruppo era la Sangalli srl;

– il procedimento di realizzazione di tale struttura, iniziato nel 2003, non si è ancora concluso ma nel frattempo i costi dell’opera sono lievitati; il project financing scelto dal comune per la realizzazione della struttura si è rivelato assolutamente svantaggioso per l’amministrazione locale che si è accollata costi sempre maggiori ad esempio assumendosi il compito di realizzare le opere di urbanizzazione, prolungando i termini di concessione in gestione al privato dell’opera e concedendo ulteriori aree da destinare ad iniziative imprenditoriali private;

– nel 2013 il comune avviava la procedura di risoluzione del contratto, e nel corso dell’anno 2014 procedeva ad un collaudo tecnico-amministrativo delle opere realizzate, rilevando una serie di vizi ed alcune esigenze di riparazione foriere di ulteriori costi; nel giugno dello stesso anno le attrezzature sportive presenti nella struttura formavano oggetto di pignoramento; è attualmente in corso una procedura di subentro amministrativo nella concessione a condizioni ancora più onerose per l’ente locale;

– a seguito della citata vicenda amministrativa, assai articolata e complessa, è emerso che il costo complessivo dell’opera, pari a 11.409.801,94 euro, eccede di ben il 68 per cento quanto previsto dai costi standard dei tabellari del Coni;
gli interroganti ritengono che lo strumento del project financing andrebbe riformato onde evitare che situazioni come quella descritta possano ripetersi. Inoltre occorrerebbe rivedere i criteri in base ai quali l’Istituto per il credito sportivo concede prestiti, commisurandoli in ogni caso al valore tabellare standard per gli impianti da realizzare –:

se, anche alla luce di quanto indicato in premessa, non reputi necessario assumere iniziative normative per riformare le disposizioni in materia di project financing in senso più garantista per la parte pubblica;

se il Governo non intenda assumere iniziative al fine di limitare entro i limiti parametrici dei costi standard dei tabellari del Coni i prestiti concessi dall’Istituto del credito sportivo.

Misiani (primo firmatario), Giuseppe Guerini, Carnevali

Interrogazione a risposta scritta presentata il 22 luglio 2014

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