I lavori della Camera in diretta

Ddl ludopatia, il testo emendato inviato alle commissioni per i pareri

Questo è il testo unificato delle proposte di legge Binetti, Fucci, Mongiello, Baroni, Iori, Formisano e Giorgia Meloni sul gioco d’azzardo patologico così come risulta dopo l’esame in Commissione affari sociali e dopo l’approvazione degli emendamenti e che è stato inviato alle commissioni che dovranno esprimere il loro parere in sede consultiva.

Fino a mercoledì 16 luglio sono pervenuti alla Commissione affari sociali il parere favorevole con condizioni e osservazione della VII Commissione, il parere favorevole con osservazione delle Commissioni VIII e XI e il parere favorevole della X e della XIV Commissione. La V Commissione ha invece richiesto la relazione tecnica al Governo, mentre le Commissioni I, II, VI, IX, e la Commissione per le questioni regionali devono ancora esprimere il parere.

In questa pagina è possibile consultare il testo dei pareri approvati dalle varie commissioni.

Art. 1
(Oggetto e finalità).

1. La presente legge introduce misure volte ad assicurare:

a) la tutela, la cura e la riabilitazione dei soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico, definiti ai sensi dell’articolo 2, e dei loro familiari;

b) la protezione dei minori e dei soggetti vulnerabili;

c) la prevenzione della diffusione dei fattori di rischio del gioco d’azzardo patologico, anche attraverso un approccio consapevole al gioco.

Art. 2.
(Definizione).

1. Sono considerati affetti da gioco d’azzardo patologico, in conformità a quanto definito dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), i soggetti che presentano sintomi clinicamente rilevanti legati alla perdita di controllo sul proprio comportamento di gioco, con evidente coazione a ripetere e con condotte compulsive tali da arrecare grave deterioramento alla loro personalità, assimilabile ad altre dipendenze.

Art. 3.
(Livelli essenziali di assistenza per la cura del gioco d’azzardo patologico e relativa certificazione).

1. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni dell’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, i servizi preposti alle attività di prevenzione della patologia da gioco d’azzardo patologico (GAP) e di cura e riabilitazione dei soggetti che ne sono affetti sono individuati nei servizi per le dipendenze istituiti dalle regioni nell’ambito dei rispettivi sistemi sanitari regionali.

2. I medesimi servizi promuovono e attuano interventi di prevenzione, di cura e di riabilitazione ambulatoriale e residenziale delle persone affette da patologia da GAP, anche mediante gruppi di mutuo aiuto, in analogia a quanto previsto per le altre dipendenze, sulla base delle linee guida predisposte dal Ministero della salute, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito l’Osservatorio di cui all’articolo 7.

3. La certificazione della diagnosi di gioco d’azzardo patologico è rilasciata dai servizi di cui al comma 1.

4. La certificazione di diagnosi di gioco d’azzardo patologico dà diritto a:

a) l’esenzione dalla compartecipazione al costo della spesa sanitaria, relativamente alle prestazioni correlate al trattamento della patologia;

b) l’accesso alle strutture dei presìdi regionali per la valutazione e la diagnosi, l’assistenza psicologica e farmacologica e il ricovero, se necessario, in centri specializzati nella cura della patologia.

5. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al suddetto articolo 5, comma 1, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, il Ministro della salute apporta le necessarie integrazioni al decreto ministeriale 28 maggio 1999, n. 329, come modificato dal decreto ministeriale 21 maggio 2001, n. 296, al fine di inserire il gioco d’azzardo patologico (GAP) tra le malattie e le condizioni che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza sanitaria.

Art. 4
(Piano nazionale a favore delle persone affette da gioco d’azzardo patologico)

1. Nelle more dell’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, il Ministro della salute con decreto di natura regolamentare, previa intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, adotta un Piano nazionale per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da GAP.

Art. 5
(Informazioni istituzionali ai cittadini)

1. Al fine di garantire il sostegno e l’aiuto alle famiglie dei soggetti affetti da GAP, nell’ambito del sito istituzionale del Ministero della salute, è dedicata una specifica sezione per fornire indicazioni sul trattamento della patologia, sulle strutture a cui rivolgersi nella zona di residenza e sulle reti di servizi pubblici e progetti di piani di zona di cui alla legge 8 novembre 2000, n. 328, nonché per fornire informazioni inerenti agli aspetti legali ed economici relativi alle perdite, ai debiti accumulati e alla possibilità di usufruire dell’amministrazione di sostegno.

Art. 6
(Divieto di introdurre nuovi apparecchi e nuovi giochi d’azzardo e moratoria delle concessioni)

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è vietata l’introduzione di nuovi apparecchi e piattaforme on line per il gioco d’azzardo a valere sulle concessioni già in essere e di nuove tipologie di giochi d’azzardo per un periodo di almeno cinque anni.

Art. 7.
(Osservatorio nazionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo patologico).

1. Con decreto del Ministro della salute, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito, presso il Ministero della salute, l’Osservatorio nazionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo patologico, di seguito denominato «Osservatorio». L’Osservatorio è presieduto dal Ministro della salute o da un suo delegato e svolge le sue attività in collaborazione con le regioni, anche ove istituiti attraverso gli osservatori regionali sulle dipendenze.

2. L’Osservatorio:

a. effettua il monitoraggio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico, con particolare riferimento ai costi sociali, economici e psicologici ad essa associati, nonché ai relativi fattori di rischio, in relazione alla salute dei giocatori e all’indebitamento delle famiglie;

b. redige e trasmette al Ministro della salute un rapporto annuale sull’attività svolta; tale rapporto può contenere anche proposte volte a migliorare il sistema degli interventi socio- sanitari e socio-assistenziali in favore dei soggetti affetti da GAP;

c. entro sei mesi dalla sua istituzione, definisce le linee guida per la promozione e la realizzazione di campagne informative, volte a prevenire comportamenti patologici e forme di assuefazione connessi al gioco d’azzardo;

d. definisce linee guida per lo svolgimento di corsi di formazione sui rischi collegati al gioco d’azzardo, rivolti ai soggetti privati che esercitano attività commerciali relative ai giochi d’azzardo e tenuti da soggetti dotati di comprovata competenza ed esperienza nella materia, individuati prioritariamente tra gli operatori dei servizi per le tossicodipendenze;

e. propone al Ministero della salute le caratteristiche del logo identificativo no slot, di cui all’articolo 13, nonché le modalità per il rilascio in uso e per la revoca;

f. raccoglie le osservazioni dei cittadini o di associazioni in merito al rispetto del divieto di propaganda pubblicitaria dei giochi con vincite in denaro provvedendo alla comunicazione alle autorità competenti.

3. Fanno parte dell’Osservatorio:

a. cinque esperti designati, rispettivamente, due dal Ministero della salute, uno dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, uno dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, e uno dal Ministero dell’economia e delle finanze;

b. tre componenti designati dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, scelti tra gli operatori dei servizi delle dipendenze patologiche;

c. tre componenti designati dall’Associazione nazionale dei comuni italiani;

d. tre componenti individuati dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali tra le associazioni di volontariato a carattere nazionale rappresentative delle famiglie e dei giovani;

e. tre componenti individuati dal Ministro della salute tra le associazioni del terzo settore aventi carattere nazionale che svolgono attività di prevenzione della patologia da GAP e di cura e riabilitazione dei soggetti che ne sono affetti;

f. tre esperti nella cura delle dipendenze designati dal Ministro della salute.

4. Ai componenti dell’Osservatorio non spettano compensi, gettoni, emolumenti o indennità comunque definiti né rimborsi spese. Al funzionamento dell’Osservatorio si provvede nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

5. A decorrere dalla costituzione dell’Osservatorio di cui al presente articolo, cessa l’attività dell’Osservatorio istituito ai sensi dell’articolo 7, comma 10, ultimo periodo, del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni dalla legge 8 novembre 2012, n. 189.

Art. 8
(Informazione ed educazione sui fattori di rischio del gioco d’azzardo).

1. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, d’intesa con il Ministero della salute, su proposta dell’Osservatorio, predispone campagne di informazione e promuove progetti di educazione sui fattori di rischio connessi al gioco d’azzardo nelle scuole di ogni ordine e grado.

2. Il Ministero della salute, su proposta dell’Osservatorio, predispone apposite campagne di informazione e sensibilizzazione ai cittadini finalizzate:

a) ad aumentare la consapevolezza sui fenomeni di dipendenza correlati al gioco d’azzardo nonché sui rischi che ne derivano per la salute;

b) a pubblicizzare il sito internet di cui all’articolo 5 al fine di fornire informazioni sui servizi predisposti dalle strutture pubbliche e del terzo settore per affrontare il problema della dipendenza da gioco d’azzardo;

c) ad informare i genitori e le famiglie sui programmi di filtraggio e blocco dei giochi on line;

d) a diffondere la conoscenza del logo identificativo no slot di cui all’articolo 13.

3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentito l’Osservatorio, sono definite le linee guida per lo svolgimento di attività formative e di aggiornamento degli operatori dei servizi per le tossicodipendenze, dei servizi di salute mentale e degli operatori delle associazioni di volontariato e del terzo settore che svolgono attività di prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da GAP. Tali corsi sono volti all’acquisizione delle competenze necessarie ad affrontare e a prevenire i problemi socio-sanitari connessi al gioco d’azzardo.

4. All’interno dei luoghi dove vengono effettuati giochi a pagamento è obbligatorio esporre in modo visibile e nelle vicinanze delle postazioni di gioco la documentazione informativa relativa ai servizi di assistenza disponibili a livello locale e nazionale in favore dei soggetti affetti da patologia da GAP. Presso i medesimi locali, in maniera visibile e immediatamente individuabile, sono altresì disponibili i moduli, predisposti dall’azienda sanitaria locale competente per territorio, tramite cui i giocatori possono sottoporsi a un test di autovalutazione per la determinazione del rischio di dipendenza dal gioco d’azzardo.

Art. 9
(Amministratore di sostegno).

1. Al soggetto affetto da dipendenza da gioco d’azzardo patologico si applica, ove ne ricorrano i presupposti, l’articolo 404 del codice civile. Sono fatte salve le disposizioni di cui al capo II del Titolo XII del Libro Primo del codice civile.

Art. 10
(Misure di contrasto e azioni positive per la tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili).

1. All’articolo 24, comma 21, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, le parole: “da euro cinque mila a euro venti mila” sono sostituite dalle seguenti: “da euro 10.000 a euro 30.000”.

2. L’accesso agli apparecchi da intrattenimento e ai videogiochi previsti dall’articolo 100, comma 6, lettere a) e b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, nonché ai giochi online è consentito esclusivamente mediante l’utilizzo della tessera sanitaria.

3. L’Agenzia delle dogane e dei monopoli, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta un decreto per rendere obbligatoria l’introduzione di meccanismi idonei a bloccare in modo automatico l’accesso dei minori ai giochi, mediante l’inserimento, nei software degli apparecchi da intrattenimento, dei videogiochi e dei giochi online, di appositi sistemi di filtro.

4. I dati anagrafici dei giocatori sono registrati attraverso il sistema “tessera sanitaria”, il quale mette a disposizione funzioni per rilevare il numero e l’entità delle somme giocate anche in modo progressivo dai giocatori, al fine di consentire agli stessi di autoescludersi dal gioco, anche temporaneamente, e che permettano ai giocatori medesimi di prevedere un limite alla somma giocata. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero della salute, sentiti l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e l’Osservatorio di cui all’articolo 7 della presente legge, da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità tecniche per l’attuazione del presente comma in coerenza con le misure di sicurezza previste nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e nel relativo disciplinare tecnico (allegato B).

5. I dati rilevati dal sistema tessera sanitaria ai sensi del comma 4, privi di elementi identificativi diretti, sono trasmessi al Ministero della salute, ai fini di cui all’articolo 7, comma 2. Tali dati non possono in alcun modo essere utilizzati da parte dei concessionari, degli esercenti e dei gestori. Con il decreto di cui al comma 4 sono definite le modalità di attuazione del presente comma, nel rispetto del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni.

6. Al fine di rilevare in modo sistematico le informazioni relative ai soggetti affetti da GAP, il Sistema Informativo Nazionale delle Dipendenze (SIND) di cui al decreto del Ministro della salute 11 giugno 2010, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 160 del 12 luglio 2010, è integrato con i dati relativi alla patologia da GAP.

7. Ciascun apparecchio e videoterminale di gioco deve recare avvertenze generali e supplementari sui rischi derivanti dal gioco d’azzardo patologico e concernenti i disturbi riconducibili a tale patologia. Le avvertenze sono stampate in modo facilmente leggibile, inamovibile e indelebile su ciascun apparecchio o videoterminale di gioco. Le stesse avvertenze debbono comparire automaticamente sullo schermo degli apparecchi di gioco, per non meno di 15 secondi, all’avvio di ogni giocata.

8. Con il decreto di cui al comma 3 sono definite le diciture nonché le caratteristiche grafiche e cromatiche delle avvertenze generali e supplementari da apporre su ciascun apparecchio o videoterminale di gioco, nonché di quelle che debbono apparire automaticamente sugli schermi degli apparecchi di gioco.

9. Chiunque installi in locali aperti al pubblico apparecchi o videoterminali di gioco non conformi ai criteri di cui al comma 3 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 50.000 a carico del trasgressore. In caso di recidiva si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 100.000, nonché il sequestro dell’apparecchio o del videoterminale.

10. Unica forma ammessa per il pagamento delle prestazioni rese dagli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è quella elettronica, mediante carte nominative. Al termine di ogni sessione di gioco gli apparecchi di cui al comma precedente devono rilasciare apposita ricevuta, indicante l’ammontare complessivo della somma spesa e di quella vinta, evidenziando la differenza. La ricevuta deve altresì indicare il tempo complessivo di collegamento con l’apparecchio e riportare formule di avvertimento contro i rischi del gioco d’azzardo patologico.

11. Le disposizioni di cui al presente articolo, si applicano, in quanto compatibili, al gioco on line con corresponsione in denaro.

12. Le disposizioni di cui ai commi 10 e 11 sono efficaci a far data dal 1o gennaio 2016.

13. È fatto divieto ai concessionari di prevedere penalizzazioni od oneri a carico dei gestori e/o esercenti in caso di richiesta di rimozione degli apparecchi da gioco previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni.

Art. 11
(Etichettatura dei tagliandi delle lotterie istantanee).

1. I tagliandi delle lotterie istantanee devono contenere messaggi in lingua italiana su entrambi i lati, indicati a stampa e in modo da coprire almeno il 20 per cento della corrispondente superficie, recanti avvertenze relative ai rischi e ai danni connessi al gioco d’azzardo.

2. Con decreto del Ministero della salute, sentito l’Osservatorio di cui all’articolo 7, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti il contenuto delle avvertenze di cui al comma 1 e le caratteristiche grafiche con cui deve essere stampato il relativo testo.

3. I tagliandi delle lotterie istantanee devono in ogni caso riportare, su entrambi i lati e con dimensioni adeguate, e comunque tali da assicurarne l’immediata visibilità, almeno le seguenti diciture:

a) «Questo gioco nuoce alla salute»;

b) «Questo gioco può provocare dipendenza»;

c) «Questo gioco può ridurti in povertà»;

d) «Questo gioco è vietato ai minori di 18 anni».

4. Le avvertenze di cui ai commi precedenti sono stampate in modo inamovibile ed indelebile, senza poter essere in alcun modo dissimulate, coperte od interrotte da altre indicazioni od immagini.

5. I tagliandi delle lotterie istantanee prodotti fino alla data di entrata in vigore della presente legge possono essere posti in vendita anche successivamente a tale data, per un periodo massimo di 12 mesi.

 

Art. 12.
(Divieto di propaganda pubblicitaria del gioco d’azzardo).

1. La propaganda pubblicitaria diretta e indiretta del gioco d’azzardo è vietata nel territorio nazionale.

2. Chi trasgredisce al divieto di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 100.000 euro a 500.000 euro.

3. La violazione delle disposizioni di cui al comma 1, se reiterata per tre volte, comporta la decadenza dalla concessione o dalle autorizzazioni.

Art. 13.
(Incentivi alla rimozione degli apparecchi per il gioco d’azzardo).

1. Gli esercizi commerciali e i circoli privati che rimuovono dai propri locali gli apparecchi per il gioco lecito previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1941, n. 773, e successive modificazioni, installati precedentemente al 31 dicembre 2013, possono usufruire, per i due anni successivi alla rimozione, di un apposito indennizzo economico.

2. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge, sentita l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, vengono stabilite l’entità e la modalità dell’indennizzo di cui al comma 1, nonché le procedure per effettuarne la richiesta.

Art. 14.
(Logo identificativo «no slot»).

1. Gli esercizi commerciali e i circoli privati che non installano apparecchi per il gioco lecito previsti dall’articolo 110, comma 6, lettera a) e b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni, possono richiedere il rilascio in uso del logo identificativo «no slot».

2. Con apposito decreto da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministero della salute, su proposta dell’Osservatorio, definisce le condizioni per il rilascio in uso del logo identificativo, nonché per la revoca del suo utilizzo.

3. Le funzioni di vigilanza e controllo sull’osservanza del corretto utilizzo del logo identificativo «no slot», sulla base delle linee guida indicate nel decreto di cui al comma 2, sono effettuate dai Comuni nei quali sono ubicati gli esercizi commerciali e i circoli privati.

Art. 15.
(Obblighi relativi ai luoghi per il gioco d’azzardo).

1. I comuni sono tenuti ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un regolamento comunale che stabilisce i criteri in materia di ubicazione, di orari di apertura, di caratteristiche logistiche e di funzionamento dei locali in cui si svolge l’attività di gioco con vincita in denaro, nel rispetto dei criteri fissati ai successivi commi 2, 3, 4, 5, 6 e 7. Il regolamento comunale stabilisce altresì i termini, in ogni caso non superiori a diciotto mesi dalla data della sua adozione, entro i quali i locali in cui si svolge l’attività di gioco con vincita in denaro operanti alla data di entrata in vigore della presente legge devono adeguarsi ai suddetti requisiti.

2. L’esercizio di nuove sale da gioco e di nuovi punti vendita in cui si esercita come attività principale l’offerta di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, o non sportivi, e l’installazione di nuovi apparecchi idonei per il gioco lecito previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, sono vietati a una distanza inferiore a 500 metri da scuole di ogni ordine e grado, strutture ospedaliere e residenziali o semiresidenziali operanti nel settore sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto, caserme, centri di aggregazione giovanile, centri per anziani, nonché banche e uffici postali.

3. L’installazione degli apparecchi idonei per il gioco lecito previsti dall’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, all’interno di locali aperti al pubblico, può essere effettuata esclusivamente in spazi appositi e circoscritti, e comunque separati dal resto del locale, in cui si svolge l’ordinaria attività.

4. È vietata all’interno delle sale gioco e dei locali di cui al comma 2 del presente articolo l’installazione di sportelli per il prelievo automatico di contanti.

5. In deroga all’articolo 51, comma 1, lettera b), della legge 16 gennaio 2003, n. 3, nei luoghi in cui si svolgono attività di gioco d’azzardo è sempre vietato fumare, anche in presenza di impianti per la ventilazione e il ricambio di aria. Tale divieto è esteso anche alle sigarette elettroniche.

6. All’interno delle sale da gioco e dei locali in cui si esercita come attività principale l’offerta di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, o non sportivi sono vietati la vendita e il consumo di bevande alcoliche.

7. L’orario giornaliero di apertura delle sale da gioco e dei locali in cui si esercita come attività principale l’offerta di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, o non sportivi, nonché dei locali in cui sono installati apparecchi idonei per il gioco lecito previsti dall’articolo 110, comma 6, lettera a) e b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni, non può comunque prevedere un orario giornaliero di apertura superiore alle otto ore. Per i locali in cui l’attività di gioco con vincita in denaro non rappresenta l’attività esclusiva o principale, il regolamento comunale può prevedere che tale limite orario valga esclusivamente per l’attività di gioco.

8. Al fine di garantire che lo svolgimento delle attività di gioco d’azzardo non determini danni alla salute dei cittadini, con il medesimo regolamento di cui al comma 1 i comuni possono stabilire ulteriori misure per evitare che nei luoghi in cui si svolgono attività di gioco con vincita in denaro siano introdotti strumenti idonei a indurre la dipendenza dal gioco e a favorire la perdita dell’autocontrollo da parte dei giocatori, nonché le misure per prevedere un tempo minimo che intercorra tra una giocata e l’altra.

9. La condanna del responsabile della sala giochi o del titolare dell’esercizio commerciale dove sono ubicati gli apparecchi per mancato rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge e della normativa vigente in materia comporta l’inabilitazione all’attività commerciale per una durata da uno a cinque anni.

Art. 16
(Fondo per la prevenzione, la cura e la riabilitazione del gioco d’azzardo patologico e Fondo per le famiglie dei soggetti affetti da GAP).

1. È istituito, nello stato di previsione del Ministero della salute, il Fondo per la prevenzione, la cura e la riabilitazione del gioco d’azzardo patologico, al fine di finanziare gli interventi di prevenzione, di informazione, di formazione e di cura in favore delle persone affette da patologia da GAP, nell’ambito del Piano obiettivo previsto dal Ministero della salute.

2. Al fine di ridurre il disagio delle famiglie, anche attraverso il numero verde di cui all’articolo 4, è istituito altresì il Fondo per le famiglie dei soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

3. Le somme di cui all’articolo 17, comma 6, al netto degli utilizzi previsti dall’articolo 17, commi 1, 2, 3 e 4, sono destinate al Fondo di cui al comma 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della prima legge di stabilità successiva all’attuazione della delega di cui all’articolo 14, comma 1, della legge 11 marzo 2014, n. 23, le risorse destinate al Fondo di cui al primo periodo confluiscono nel fondo di cui all’articolo 14, comma 2, lettera v) della medesima legge n. 23 del 2014.

4. Al Fondo di cui al comma 2 sono altresì destinate le maggiori entrate derivanti dall’incremento delle sanzioni amministrative pecuniarie, di cui all’articolo 24, comma 21, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, previsto dall’articolo 8, comma 1, della presente legge, e le nuove entrate derivanti delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dagli articoli 10, comma 9, e 12, comma 2 della presente legge.

Art. 17
(Disposizioni finanziarie)

1. Per l’attuazione del piano nazionale a favore delle persone affette da gioco d’azzardo patologico di cui all’articolo 4, comma 1, è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2015.

2. Per l’attuazione degli interventi in materia di informazione ed educazione sui fattori di rischio del gioco d’azzardo di cui all’articolo 8, commi 1, 2 e 3, è autorizzata la spesa annua di 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015.

3. Per l’assegnazione degli indennizzi economici di cui all’articolo 13, comma 1, è autorizzata la spesa di 15 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015.

4. Per il finanziamento del Fondo per le famiglie dei soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico di cui all’articolo 16, comma 2, è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2015 e di 30 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016.

5. Agli oneri derivanti dai commi 1, 2, 3 e 4, pari a 47 milioni di euro annui a decorrere dal 2015, si provvede utilizzando quota parte delle risorse di cui al comma 6.

6. Il Ministero dell’economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, con propri decreti dirigenziali adottati entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dispone l’incremento a decorrere dal 1° gennaio 2015 – entro il limite dello 0,7 per cento – del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, al fine di assicurare maggiori entrate in misura non inferiore a 200 milioni di euro annui a decorrere dal 2015.

Art. 18
(Accesso delle famiglie al Fondo Antiusura).

1. È garantito l’accesso al «Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura» di cui all’articolo 15 legge 7 marzo 1996, n. 108, ai sensi dell’articolo 2, anche al coniuge e ai parenti entro il primo grado conviventi di soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico, nel caso in cui l’indebitamento del nucleo familiare sia stato causato dalla dipendenza dal gioco.

2. L’articolo 14 della legge 7 marzo 1996, n. 108, è modificato come segue:

a) dopo il comma 2 è inserito il seguente: «2-bis. L’erogazione dei mutui può avvenire con le medesime modalità e limiti di cui al comma 2 anche in favore di persone fisiche o nuclei familiari vittime del delitto di usura per dipendenza da gioco d’azzardo patologico e parti offese nel relativo procedimento penale;

b) dopo il comma 5 è inserito il seguente: «5-bis. Nel caso di erogazione del mutuo in favore dei soggetti di cui al comma 2-bis la domanda deve essere corredata da un piano di utilizzo delle somme per le necessità personali o familiari e per la copertura dei debiti, nonché dell’attestazione di una fonte di reddito idonea a garantire la restituzione delle somme concesse a titolo di mutuo.

Art. 19
(Entrata in vigore)

1. Ad esclusione delle disposizioni di cui all’articolo 10, commi 10 e 11, la presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2015.

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