I lavori della Camera in diretta

Decreto semplificazione, gli emendamenti presentati

Il testo degli emendamenti presentati in Commissione affari costituzionali al disegno di legge di conversione del decreto che contiene misure sulla semplificazione amministrativa:

 

Articolo 1.
(Disposizioni per il ricambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni).

1. Sono abrogati l’articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, l’articolo 72, commi 8, 9, 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e l’articolo 9. comma 31, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

2. Salvo quanto previsto dal comma 3, i trattenimenti in servizio in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto sono fatti salvi fino al 31 ottobre 2014 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore. I trattenimenti in servizio disposti dalle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e non ancora efficaci alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono revocati.

3. Al fine di salvaguardare la funzionalità degli uffici giudiziari, i trattenimenti in servizio dei magistrati ordinari, amministrativi, contabili, militari nonché degli avvocati dello Stato, sono fatti salvi sino al 31 dicembre 2015 o fino alla loro scadenza se prevista in data anteriore.

4. Al fine di garantire l’efficienza e l’operatività del sistema di difesa e sicurezza nazionale, le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai richiami in servizio di cui agli articoli 992 e 993 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 fino al 31 dicembre 2015.

5. Le disposizioni di cui all’articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si applicano al personale delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, inclusi il personale delle autorità indipendenti e i dirigenti medici responsabili di struttura complessa, tenuto conto, con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1o gennaio 2012, della rideterminazione dei requisiti di accesso al pensionamento come disciplinata dall’articolo 24, commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni.

6. All’onere derivante dal presente articolo pari a 2,6 milioni per l’anno 2014, 75,2 milioni per l’anno 2015, 113,4 milioni per l’anno 2016, 123,2 milioni per l’anno 2017 e 152,9 milioni a decorrere dall’anno 2018, si provvede con le seguenti modalità:

a) all’articolo 1, comma 427, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera b) del decreto legge del 28 gennaio 2014 n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50, le parole: «a 1.372,8 milioni di euro
per l’anno 2015, a 1.874,7 milioni di euro per gli anni 2016 e 2017 e a 1.186,7 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018» sono sostituite dalle seguenti: «a 1.448 milioni di euro per l’anno 2015, a 1.988,1 milioni di euro per l’anno 2016, a 1.997,9 milioni di euro per l’anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018»;

b) all’articolo 1, comma 428, primo periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato dall’articolo 2, comma 1, lettera c) del decreto legge del 28 gennaio 2014 n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50, le parole «a 1.028,8 milioni di euro per l’anno 2015, a 1.186,7 milioni di euro a decorrere dal 2016» sono sostituite dalle seguenti «a 1.104 milioni di euro per l’anno 2015, a 1.300,1 milioni di euro per l’anno 2016, a 1.309,9 milioni di euro per l’anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dal 2018»;

c) l’allegato 3 alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, è sostituito dall’allegato 1 al presente decreto;

d) quanto a 2,6 milioni di euro per l’anno 2014 con corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 9, comma 8, del decreto-legge n. 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30.

7. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

 

Emendamento 1.39

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:
2-bis. Le Regioni utilizzano le risorse liberate dalla applicazione dei precedenti commi per assunzioni a tempo indeterminato dei vincitori di concorso, o idonei inseriti nelle graduatorie concorsuali, in servizio da almeno 36 mesi, anche non continuativi, con contratti a tempo determinato o atipici presso le pubbliche amministrazioni al momento dell’entrata in vigore del presente decreto.

Lenzi Donata, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola,
D’Incecco Vittoria, Piccione Teresa, Gelli Federico, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Miotto Anna Margherita, Fossati Filippo, Carnevali Elena

Emendamento 1.45

Al comma 3, aggiungere in fine il seguente periodo: I periodi di lavoro in trattenimento in servizio non danno luogo ad alcuna tipologia di incentivo, né al pagamento di contributi pensionistici e non rilevano ai fini della misura del trattamento pensionistico.

Lenzi Donata, Beni Paolo, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola,
D’Incecco Vittoria, Gelli Federico, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Miotto Anna Margherita, Fossati Filippo, Carnevali Elena

Emendamento 1.47

Al comma 4, aggiungere in fine il seguente periodo: I periodi di lavoro di cui al presente comma non danno luogo ad alcuna tipologia di incentivo, né al pagamento di contributi pensionistici e non rilevano ai fini della misura del trattamento pensionistico.

Lenzi Donata, Beni Paolo, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola,
D’Incecco Vittoria, Gelli Federico, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Miotto Anna Margherita, Fossati Filippo, Carnevali Elena

Emendamento 1.48

Al comma 5, sopprimere le parole: e i dirigenti medici responsabili di struttura complessa.

Miotto Anna Margherita, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo, Lenzi Donata, Carnevali Elena

Articolo 3.
(Semplificazione e flessibilità nel turn over).

1. Le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici ivi compresi quelli di cui all’articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazione, possono procedere, per l’anno 2014, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. La predetta facoltà ad assumere è fissata nella misura del 40 per cento per l’anno 2015, del 60 per cento per l’anno 2016, dell’80 per cento per l’anno 2017, del 100 per cento a decorrere dall’anno 2018. Ai Corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al comparto Scuola si applica la normativa di settore.

2. Gli enti di ricerca, la cui spesa per il personale di ruolo del singolo ente non superi l’80 per cento delle proprie entrate correnti complessive, come risultanti dal bilancio consuntivo dell’anno precedente, possono procedere, per gli anni 2014 e 2015, ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. La predetta facoltà ad assumere è fissata nella misura del 60 per cento nell’anno 2016, dell’80 per cento nell’anno 2017 e del 100 per cento a decorrere dall’anno 2018. A decorrere dal 1 gennaio 2014 non si tiene conto del criterio di calcolo di cui all’articolo 35, comma 3, del decreto-legge 30 dicembre 2008,
n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.

3. Le assunzioni di cui ai commi 1 e 2 sono autorizzate con il decreto e le procedure di cui all’articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, previa richiesta delle amministrazioni interessate, predisposta sulla base della programmazione del fabbisogno, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell’anno precedente e delle conseguenti economie e dall’individuazione delle unità da assumere e dei correlati oneri. A decorrere dall’anno 2014 è consentito il cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni, nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile.

4. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica e il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato operano annualmente un monitoraggio sull’andamento delle assunzioni e dei livelli occupazionali che si determinano per effetto delle disposizioni dei commi 1 e 2. Nel caso in cui dal monitoraggio si rilevino incrementi di spesa che possono compromettere gli obiettivi e gli equilibri di finanza pubblica, con decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono adottate misure correttive volte a neutralizzare l’incidenza del maturato economico del personale cessato nel calcolo delle economie da destinare alle assunzioni previste dal regime vigente.

5. Negli anni 2014 e 2015 le regioni e gli enti locali sottoposti al patto di stabilità interno procedono ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. Resta fermo quanto disposto dall’articolo 16, comma 9, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. La predetta facoltà ad assumere è fissata nella misura dell’80 per cento negli anni 2016 e 2017 e del 100 per cento a decorrere dall’anno 2018. Restano ferme le disposizioni previste dall’articolo 1, commi 557, 557-bis e 557-ter, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A decorrere dall’anno 2014 è consentito il cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni, nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile. L’articolo 76, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 è abrogato. Le amministrazioni di cui al presente comma coordinano le politiche assunzionali dei soggetti di cui all’articolo 18, comma 2-bis, del citato decreto-legge n. 112 del 2008 al fine di garantire anche per i medesimi soggetti una graduale riduzione della percentuale tra spese di personale e spese correnti.

6. I limiti di cui al presente articolo non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette ai fini della copertura delle quote d’obbligo.

7. All’articolo 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 le parole «Per il quinquennio 2010-2014» sono sostituite dalle seguenti «Per il quadriennio 2010-2013».

8. All’articolo 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modifiche:

a) è abrogato il comma 9;

b) al comma 14 è soppresso l’ultimo periodo.

9. È abrogato l’articolo 9, comma 8, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

10. All’articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il secondo periodo è sostituito dal seguente: «Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono autorizzati l’avvio delle procedure concorsuali e le relative assunzioni del personale delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie e degli enti pubblici non economici.»;

b) al terzo periodo, dopo le parole: «all’avvio delle procedure concorsuali» sono inserite le seguenti: «e alle relative assunzioni».

 

Emendamento 3.34 (approvato)

Al comma 5 aggiungere, in fine, le seguenti parole:
fermo restando quanto previsto dall’articolo 4 comma 12-bis del decreto-legge n. 66 del 2014.

Miotto Anna Margherita, Lenzi Donata, Carnevali Elena, Murer Delia, Capone Salvatore, Scuvera Chiara, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Amato Maria, Albini Tea, Gelli Federico, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo

Articolo 5.

(Assegnazione di nuove mansioni).

1. All’articolo 34 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 3 è inserito il seguente: «3-bis. Gli elenchi di cui ai commi 2 e 3 sono pubblicati sul sito istituzionale delle amministrazioni competenti.»;

b) alla fine del comma 4 è inserito il seguente periodo: «Nei sei mesi anteriori alla data di scadenza del termine di cui all’articolo 33, comma 8, il personale in disponibilità può presentare, alle amministrazioni di cui ai commi 2 e 3, istanza di ricollocazione, in deroga all’articolo 2103 del codice civile, nell’ambito dei posti vacanti in organico, anche in una qualifica inferiore o in posizione economica inferiore della stessa o di inferiore area o categoria, al fine di ampliare le occasioni di ricollocazione. In tal caso la ricollocazione non può avvenire prima dei trenta giorni anteriori alla data di scadenza del termine di cui all’articolo 33, comma 8.».

c) il comma 6 è sostituito dal seguente: «6. Nell’ambito della programmazione triennale del personale di cui all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, l’avvio di procedure concorsuali e le nuove assunzioni a tempo indeterminato o determinato per un periodo superiore a dodici mesi, sono subordinate alla verificata impossibilità di ricollocare il personale in disponibilità iscritto nell’apposito elenco. I dipendenti iscritti negli elenchi di cui al presente articolo possono essere assegnati, nell’ambito dei posti vacanti in organico, in posizione di comando presso
amministrazioni che ne facciano richiesta o presso quelle individuate ai sensi dell’articolo 34-bis, comma 5-bis. Gli stessi dipendenti possono, altresì, avvalersi della disposizione di cui all’articolo 23-bis. Durante il periodo in cui i dipendenti sono utilizzati con rapporto di lavoro a tempo determinato o in posizione di comando presso altre amministrazioni pubbliche o si avvalgono dell’articolo 23-bis il termine di cui all’articolo 33 comma 8 resta sospeso e l’onere retributivo è a carico dall’amministrazione o dell’ente che utilizza il dipendente.».

2. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dopo il comma 567 è inserito il seguente:

«567-bis. Le procedure di cui ai commi 566 e 567 si concludono rispettivamente entro 60 e 90 giorni dall’avvio. Entro 15 giorni dalla conclusione delle suddette procedure il personale può presentare istanza alla società da cui è dipendente o all’amministrazione controllante per una ricollocazione, in via subordinata, in una qualifica inferiore nella stessa società o in altra società.».

 

Emendamento 5.02

Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

Art. 5-bis.
(Norme in materia di riordino della Croce Rossa Italiana).

   1. Al fine di completare il riordino della Croce Rossa Italiana così come previsto dal decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, sono fatte salve le norme di maggior favore previste dal predetto decreto, in deroga a quanto disposto dagli articolo 4 e 5 del presente decreto-legge.
2. Al fine di favorire il passaggio del personale a tempo indeterminato all’associazione di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178, e successive modificazioni e integrazioni, che esercita il diritto di opzione per il passaggio all’Associazione privata stessa a far data dal 13 giugno 2014 e fino la 31 dicembre 2016, viene disposto il trasferimento all’associazione delle risorse finanziarie occorrenti alla conservazione dell’attuale trattamento economico per i dipendenti interessati.

Miotto Anna Margherita, Scuvera Chiara, Beni Paolo, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Piccione Teresa, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo, Lenzi Donata, Carnevali Elena

Emendamento 5.03

Dopo l’articolo 5 inserire il seguente:

Art. 5-bis.
(Norme in materia di riordino della Croce Rossa Italiana).

   1. Ai fini delle operazioni di riordino della Croce Rossa Italiana previste dal decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178 – all’articolo 4 comma 10-ter del decreto-legge 31 agosto 2013 n. 101, convertito con modificazioni dall’articolo 1 comma 1 della legge 30 ottobre 2013 n. 125, sono apportate le seguenti modificazioni: dopo le parole «ad eccezione dei comitati» inserire la seguente: «provinciali».

Beni Paolo, Nicoletti Michele, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Capone Salvatore, Miotto Anna Margherita, Fossati Filippo, Lenzi Donata, Carnevali Elena

Articolo 7.

(Prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni).

1. Ai fini della razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, a decorrere dal 1o settembre 2014, i contingenti complessivi dei distacchi, aspettative e permessi sindacali, già attribuiti dalle rispettive disposizioni regolamentari e contrattuali vigenti al personale delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, ivi compreso quello dell’articolo 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono ridotti del cinquanta per cento per ciascuna associazione sindacale.

2. Per ciascuna associazione sindacale, la riduzione dei distacchi di cui al comma 1 è operata con arrotondamento delle eventuali frazioni all’unità superiore e non opera nei casi di assegnazione di un solo distacco.

3. Con le procedure contrattuali e negoziali previste dai rispettivi ordinamenti può essere modificata la ripartizione dei contingenti ridefiniti ai sensi dei commi 1 e 2 tra le associazioni sindacali.

 

Emendamento 7.19

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:
2-bis. Al comma 2 dell’articolo 54 del decreto legislativo n. 150 del 2009 apportare le seguenti modifiche:
a) le parole «quattro comparti» sono sostituite da «cinque comparti»;
b) le parole «quattro aree separate» sono sostituite dalle parole «cinque aree separate»;
c) le parole «cui corrispondono» sono sostitute dalla parola «e»;
d) le parole «una apposita sezione contrattuale di» sono abrogate.

Miotto Anna Margherita, Agostini Roberta, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Amato Maria, Piccione Teresa, Lenzi Donata, Gelli Federico, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo, Carnevali Elena

Articolo 11.
(Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali).

1. All’articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 dell’articolo è sostituito dal seguente: «1. Lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato. Per i posti di qualifica dirigenziale, il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la quota degli stessi attribuibile mediante contratti a tempo determinato, comunque in misura non superiore al 30 per cento dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica e, comunque, per almeno una unità. Fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire, gli incarichi a contratto di cui al presente comma sono conferiti previa selezione pubblica volta ad accertare, in capo ai soggetti interessati, il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalità nelle materie oggetto dell’incarico.»;

b) il comma 5 è sostituito dal seguente: «Per il periodo di durata degli incarichi di cui ai commi 1 e 2, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell’anzianità di servizio.».

2. L’articolo 19, comma 6-quater, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 è abrogato.

3. Per la dirigenza regionale e la dirigenza professionale, tecnica ed amministrativa degli enti e delle aziende del Servizio sanitario nazionale, il limite dei posti di dotazione organica attribuibili tramite assunzioni a tempo determinato è fissato nel dieci per cento.

4. All’articolo 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente: «3-bis. Resta fermo il divieto di effettuazione di attività gestionale anche nel caso in cui nel contratto individuale di lavoro il trattamento economico, prescindendo dal possesso del titolo di studio, è parametrato a quello dirigenziale.».

 

Emendamento 11.55

Al comma 3, apportare le seguenti modifiche:
a) sostituire le parole «è fissato nel» con le seguenti: «può raggiungere il livello massimo del»;
b) dopo le parole «a tempo determinato» aggiungere le seguenti: «previa selezione pubblica come previsto dal comma 1 lettera A) del presente articolo».

Carnevali Elena, Miotto Anna Margherita, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Piccione Teresa, Lenzi Donata, Gelli Federico, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo

Emendamento 11.51

Al comma 3, sostituire le parole: 10 per cento con le seguenti: 5 per cento.

Miotto Anna Margherita, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Piccione Teresa, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo, Lenzi Donata, Carnevali Elena

Articolo 15.
(Disposizioni urgenti relative a borse di studio per le scuole di specializzazione medica).

1. All’articolo 20, comma 3-ter, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 e successive modificazioni, il primo periodo è sostituito dal seguente: «La durata dei corsi di formazione specialistica, come ridotta dal decreto di cui al comma 3-bis, si applica a decorrere dall’anno accademico 2014-2015».

2. Per le finalità di cui al titolo VI del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, è autorizzata l’ulteriore spesa di 6 milioni di euro per l’anno 2014, di 40 milioni di euro per l’anno 2015, e di 1,8 milioni di euro per l’anno 2016. Al relativo onere si provvede, per l’anno 2014, con una quota delle entrate di cui all’articolo 7, comma 39 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, per un importo pari a 6 milioni di euro che resta acquisita all’erario, per l’anno 2015 mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’art. 10, comma 5, del
decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 e per l’anno 2016 mediante riduzione per euro 1,8 milioni del fondo di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537.

3. La procedura di cui all’articolo 4, comma 45, della legge 12 novembre 2011 n. 183, si applica anche alle prove di ammissione alle scuole di specializzazione in medicina di cui all’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo n. 368 del 1999 e successive modificazioni. A tal fine l’importo massimo richiesto al singolo candidato non può eccedere la somma di 100 euro e le corrispondenti entrate, relative alle prove di ammissione alle predette scuole di specializzazione, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e destinate alla copertura degli oneri connessi alle prove di ammissione.

Emendamento 15.4 (approvato)

Sostituire il comma 1 con il seguente:

1. Al comma 3-bis dell’articolo 20 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 e successive modificazioni ed integrazioni le parole «da emanare entro il 31 marzo 2014» sono sostituite dalle seguenti «da emanare entro il 28 febbraio 2015».

Conseguentemente, dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

1-bis. Il comma 3-ter dell’articolo 20 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 e successive modificazioni ed integrazioni, è sostituito dal seguente:

«3-ter. La durata dei corsi di formazione specialistica, come definita dal decreto di cui al comma 3-bis, si applica a decorrere dall’anno accademico 2014-2015 di riferimento per i corsi di specializzazione. Gli specializzandi in corso, fatti salvi coloro che iniziano l’ultimo anno di specialità con l’anno accademico 2014-2015 e per i quali rimane in vigore l’ordinamento previgente, devono optare tra nuovo ordinamento e ordinamento previgente con modalità determinate dal medesimo decreto di cui al comma 3-bis.

Filippo Crimì, Anna Ascani, Tamara Blazina, Luisa Bossa, Paola Bragantini, Salvatore Capone, Elena Carnevali, Ezio Primo Casati, Maria Coscia, Vittoria D’incecco, Umberto D’ottavio, Filippo Fossati, Federico Gelli, Manuela Ghizzoni, Gero Grassi, Donata Lenzi, Patrizia Maestri, Gianna Malisani, Simona Flavia Malpezzi, Irene Manzi, Anna Margherita Miotto, Alessandro Naccarato, Giulia Narduolo, Teresa Piccione, Roberto Rampi, Daniela Sbrollini, Chiara Scuvera

Articolo 18.
(Soppressione delle sezioni staccate di Tribunale amministrativo regionale e del Magistrato delle acque, Tavolo permanente per l’innovazione e l’Agenda digitale italiana).

1. A decorrere dal 1o ottobre 2014 sono soppresse le sezioni staccate di tribunale amministrativo regionale, ad eccezione della sezione autonoma per la Provincia di Bolzano. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, da adottare entro il 15 settembre 2014, sono stabilite le modalità per il trasferimento del contenzioso pendente presso le sezioni soppresse, nonché delle risorse umane e finanziarie, al tribunale amministrativo della relativa regione. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto, i ricorsi sono depositati presso la sede centrale del tribunale amministrativo regionale.

2. All’articolo 1 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il terzo comma è abrogato;

b) al quinto comma, le parole: «, oltre una sezione staccata,» sono soppresse.

3. È soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova. Le funzioni svolte dal suddetto magistrato delle acque ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257, sono trasferite al provveditorato alle opere pubbliche competente per territorio.

4. All’articolo 47 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, comma 2, terzo periodo, le parole da: «presieduto» fino a «Ministri» sono sostituite dalle seguenti: «Il Presidente del predetto Tavolo è individuato dal Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione».

Emendamento 18.9

Sopprimere i commi 1 e 2.

Giuseppe Beretta, Luisella Albanella, Sofia Amoddio, Demetrio Battaglia, Alfredo Bazoli, Fulvio Bonavitacola, Enza Bruno Bossio, Salvatore Capone, Sabrina Capozzolo, Elena Carnevali, Antonio Castricone, Miriam Cominelli, Vittoria D’Incecco, Cinzia Maria Fontana, Guido Galperti, Giuseppe Guerini, Maria Iacono, Tino Iannuzzi, Patrizia Maestri, Ernesto Magorno, Antonio Misiani, Nicodemo Nazzareno Oliverio, Giuseppe Romanini, Giovanni Sanga, Assunta Tartaglione, Simone Valiante, Andrea Vecchio

Emendamento 18.10

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: ad eccezione aggiungere le seguenti: di quelle ubicate nei capoluoghi che sono sede di Corte di Appello, ai sensi del R.D. 30 gennaio 1941 n. 42 e.

Tino Iannuzzi, Luisella Albanella, Sofia Amoddio, Demetrio Battaglia, Alfredo Bazoli, Giuseppe Berretta, Fulvio Bonavitacola, Enza Bruno Bossio, Salvatore Capone, Sabrina Capozzolo, Elena Carnevali, Miriam Cominelli, Alfredo D’Attorre, Cinzia Maria Fontana, Guido Galperti, Giuseppe Guerini, Maria Iacono, Ernesto Magorno, Antonio Misiani, Nicodemo Nazzareno Oliverio, Giovanni Sanga, Assunta Tartaglione, Simone Valiante, Andrea Vecchio

Articolo 19.
(Soppressione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e definizione delle funzioni dell’Autorità nazionale anticorruzione).

1. L’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni, è soppressa ed i relativi organi decadono a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

2. I compiti e le funzioni svolti dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sono trasferiti all’Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza (ANAC), di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, che è ridenominata Autorità nazionale anticorruzione.

3. Il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, entro il 31 dicembre 2014, presenta al Presidente del Consiglio dei ministri un piano per il riordino dell’Autorità stessa, che contempla:

a) il trasferimento definitivo delle risorse umane, finanziarie e strumentali, necessarie per lo svolgimento delle funzioni di cui al comma 2;

b) la riduzione non inferiore al venti per cento del trattamento economico accessorio del personale dipendente, inclusi i dirigenti;

c) la riduzione delle spese di funzionamento non inferiore al venti per cento.

4. Il piano di cui al comma 3 acquista efficacia a seguito dell’approvazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

5. In aggiunta ai compiti di cui al comma 2, l’Autorità nazionale anticorruzione:

a) riceve notizie e segnalazioni di illeciti, anche nelle forme di cui all’articolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

b) salvo che il fatto costituisca reato, applica, nel rispetto delle norme previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, una sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a euro 1.000 e non superiore nel massimo a euro 10.000, nel caso in cui il soggetto obbligato ometta l’adozione dei piani triennali di prevenzione della corruzione, dei programmi triennali di trasparenza o dei codici di comportamento.

6. Le somme versate a titolo di pagamento delle sanzioni amministrative di cui al comma 5 lett. b), restano nella disponibilità dell’Autorità nazionale anticorruzione e sono utilizzabili per le proprie attività istituzionali.

7. Il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione formula proposte al Commissario unico delegato del Governo per l’Expo Milano 2015 ed alla Società Expo 2015 p.a. per la corretta gestione delle procedure d’appalto per la realizzazione dell’evento.

8. Allo svolgimento dei compiti di cui ai commi 2 e 5, il Presidente dell’ANAC provvede con le risorse umane, strumentali e finanziarie della soppressa Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, nelle more dell’approvazione del piano di cui al comma 4.

9. Al fine di concentrare l’attività dell’Autorità nazionale anticorruzione sui compiti di trasparenza e di prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni, le funzioni della predetta Autorità in materia di misurazione e valutazione della performance, di cui agli articoli 7, 10, 12, 13 e 14 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono trasferite al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

10. Con regolamento da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 2988, n. 400, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, il Governo provvede a riordinare le funzioni di cui al comma 9 in materia di misurazione e valutazione della performance, sulla base delle seguenti norme generali regolatrici della materia:

a) semplificazione degli adempimenti a carico delle amministrazioni pubbliche;

b) progressiva integrazione del ciclo della performance con la programmazione finanziaria;

c) raccordo con il sistema dei controlli interni;

d) validazione esterna dei sistemi e risultati;

e) conseguente revisione della disciplina degli organismi indipendenti di valutazione.

11. Il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri può avvalersi ai sensi dell’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, di personale in posizione di fuori ruolo o di comando per lo svolgimento delle funzioni relative alla misurazione e valutazione della performance.

12. Il comma 7, dell’articolo 13, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 è abrogato.

13. All’articolo 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 è abrogato;

b) al comma 5, secondo periodo, le parole: «sino a diversa disposizione adottata ai sensi del comma 2,» sono soppresse.

14. Il Comitato tecnico-scientifico di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 12 dicembre 2006, n. 315 è soppresso.

15. Le funzioni del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di prevenzione della corruzione di cui all’articolo 1 della legge 6 novembre 2012 n. 190, sono trasferite all’Autorità nazionale anticorruzione.

16. Dall’applicazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Emendamento 19.01

Dopo l’articolo 19, inserire il seguente:

«Art. 19-bis.
(Modifiche alla legge n. 400 del 1988).

1. Dopo l’articolo 17-bis della legge n. 400 del 1988, è inserito il seguente articolo:

«Art. 17-ter.
(Potere sostitutivo del Presidente del Consiglio dei ministri in caso di inadempienza nell’emanazione dei decreti attuativi).

   1. Al fine di garantire l’efficacia e l’efficienza dell’Amministrazione, in caso di inerzia dei Ministri delegati all’emanazione di decreti attuativi previsti da atti aventi forza di legge, decorsi 15 giorni successivi al termine massimo previsto dalla normativa di riferimento, il Presidente del Consiglio dei ministri avoca a sé il potere di emanazione di tali decreti.
2. Limitatamente ai casi di inadempimento di cui al comma precedente, il Presidente del Consiglio dei ministri nomina un Commissario Straordinario individuato nell’ambito delle figure di comprovata professionalità e indipendenza del personale di ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, cui attribuisce il potere sostitutivo di emanazione di cui al presente articolo.».
3. Dall’applicazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri alla finanza pubblica.

Gianpiero D’Alia, Cristina Bargero, Caterina Bini, Salvatore Capone, Elena Carnevali, Ezio Primo Casati, Umberto D’Ottavio, Maria Chiara Gadda, Guido Galperti, Anna Giacobbe, Giampiero Giulietti, Antonella Incerti, Vanna Iori, Simona Flavia Malpezzi, Raffaella Mariani, Michela Marzano, Antonio Misiani, Sara Moretto, Vinicio Peluffo, Roberto Rampi, Veronica Tentori, Alessandra Terrosi, Liliana Ventricelli

Emendamento 19.04 (approvato)

Dopo l’articolo 19, inserire il seguente:

«Art. 19-bis.

1. Al comma 3-bis dell’articolo 33 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, aggiungere infine il seguente periodo: «Per i Comuni istituiti a seguito di fusione l’obbligo di cui al primo periodo decorre dal terzo anno successivo a quello di istituzione».

Guerra, Pastorino, Borghi, Ginefra, Giuseppe Guerini, Giovanna Sanna, Fragomeli, Gribaudo, Mura, Lodolini, Cinzia Maria Fontana, Casati, Giulietti, Rampi, Marzano, Gadda, Giacobbe, Malpezzi, D’Ottavio, Peluffo, Bargero, Terrosi, Galperti, Misiani, Carnevali, Moretto, Mariani, Iori, Tentori, Incerti, Fabbri

Articolo 23.
(Interventi urgenti in materia di riforma delle province e delle città metropolitane).

1. All’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 15, all’ultimo periodo le parole «il consiglio metropolitano» sono sostituite con le seguenti: «la conferenza metropolitana»;

b) al comma 49, sono apportate le seguenti modifiche:

1) nel primo periodo, dopo le parole: «Provincia di Milano» sono inserite le seguenti: «e le partecipazioni azionarie detenute dalla Provincia di Monza e Brianza».

2) dopo il primo periodo è inserito il seguente: «Entro il 30 giugno 2014 sono eseguiti gli adempimenti societari necessari per il trasferimento delle partecipazioni azionarie di cui al primo periodo alla Regione Lombardia, a titolo gratuito e in regime di esenzione fiscale.»;

3) l’ultimo periodo è sostituito con il seguente: «Alla data del 31 dicembre 2016 le partecipazioni originariamente detenute dalla provincia di Milano sono trasferite in regime di esenzione fiscale alla città metropolitana e le partecipazioni originariamente detenute dalla provincia di Monza e della Brianza sono trasferite in regime di esenzione fiscale alla nuova provincia di Monza e di Brianza»;

c) dopo il comma 49 sono inseriti i seguenti:

«49-bis. Il subentro della regione Lombardia, anche mediante società dalla stessa controllate, nelle partecipazioni detenute dalla provincia di Milano e dalla Provincia di Monza e Brianza avviene a titolo gratuito, ferma restando l’appostazione contabile del relativo valore. Con perizia resa da uno o più esperti nominati dal Presidente del Tribunale di Milano tra gli iscritti all’apposito Albo dei periti, viene operata la valutazione e l’accertamento del valore delle partecipazioni riferito al momento del subentro della Regione nelle partecipazioni e, successivamente, al momento del trasferimento alla città metropolitana. Gli oneri delle attività di valutazione e accertamento sono posti, in pari misura, a carico della Regione Lombardia e della città metropolitana. Il valore rivestito dalle partecipazioni al momento del subentro nelle partecipazioni della Regione Lombardia, come sopra accertato, è quanto dovuto rispettivamente alla città metropolitana e alla nuova Provincia di Monza e Brianza. L’eventuale differenza tra il valore rivestito dalle partecipazioni al momento del trasferimento, rispettivamente, alla città metropolitana e alla nuova Provincia di Monza e Brianza e quello accertato al momento del subentro da parte della Regione Lombardia costituisce il saldo, positivo o negativo, del trasferimento delle medesime partecipazioni a favore della città metropolitana e della nuova Provincia, che sarà oggetto di regolazione tra le parti. Dal presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

49-ter. Contestualmente al subentro da parte della regione Lombardia, anche mediante società dalla stessa controllate, nelle società partecipate dalla provincia di Milano e dalla provincia di Monza e della Brianza di cui al primo periodo del comma 49, i componenti degli organi di amministrazione e di controllo di dette società decadono e si provvede alla ricostituzione di detti organi nei modi e termini previsti dalla legge e dagli statuti sociali. Per la nomina di detti organi sociali si applica il comma 5 dell’articolo 4 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, fermo restando quanto previsto dal comma 4 del medesimo articolo 4. La decadenza ha effetto dal momento della
ricostituzione dei nuovi organi. Analogamente i componenti degli organi di amministrazione e di controllo delle società partecipate nominati ai sensi del primo periodo del comma 49-bis decadono contestualmente al successivo trasferimento delle relative partecipazioni in favore della città metropolitana e della nuova Provincia previsto dal terzo periodo del comma 49, provvedendosi alla ricostituzione di detti organi nei modi e termini previsti dalla legge e dagli statuti sociali. La decadenza ha effetto dal momento della ricostituzione dei nuovi organi».

d) al comma 79, le parole «l’elezione ai sensi dei commi da 67 a 78 del consiglio provinciale, presieduto dal presidente della provincia o dal commissario, è indetta» sono sostituite dalle seguenti «l’elezione del presidente della provincia e del consiglio provinciale ai sensi dei commi da 58 a 78 è indetta e si svolge»;

e) al comma 81 sono soppressi il secondo e terzo periodo;

f) il comma 82, è sostituito con il seguente: «82. Nel caso di cui al comma 79, lettera a), in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 325, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il presidente della provincia in carica alla data di entrata in vigore della presente legge ovvero, in tutti i casi, qualora la provincia sia commissariata, il commissario a partire dal 1o luglio 2014, assumendo anche le funzioni del consiglio provinciale, nonché la giunta provinciale, restano in carica a titolo gratuito per l’ordinaria amministrazione, comunque nei limiti di quanto disposto per la gestione provvisoria degli enti locali dall’articolo 163, comma 2, del testo unico, e per gli atti urgenti e indifferibili, fino all’insediamento del presidente della provincia eletto ai sensi dei commi da 58 a 78». Conseguentemente, al secondo periodo del comma 14 sono aggiunte infine le seguenti parole «, secondo le modalità previste dal comma 82»;

g) al comma 143, aggiungere alla fine il seguente periodo «Gli eventuali incarichi commissariali successivi all’entrata in vigore della presente legge sono comunque esercitati a titolo gratuito».

Emendamento 23.29 (approvato)

Al comma 1, dopo la lettera g) aggiungere le seguenti:

h) dopo il comma 61 è inserito il seguente comma:

«61-bis. All’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53 dopo le parole: “legge 25 maggio 1970, n. 352 si aggiunge quanto segue” e per le elezioni previste dalla legge 7 aprile 2014, n. 56.

i) dopo il comma 118 è inserito il seguente comma:

118-bis. L’articolo 20 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito nella legge 7 agosto 2012, n. 135, è sostituito dal seguente:

Art. 20.
(Disposizioni per favorire la fusione di comuni e razionalizzazione dell’esercizio delle funzioni comunali).

   1. A decorrere dall’anno 2013, il contributo straordinario ai comuni che danno luogo alla fusione, di cui all’articolo 15, comma 3, del citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 o alla fusione per incorporazione di cui all’articolo 1, comma 130 della legge 7 aprile 2014, n. 56, è commisurato al 20 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010, nel limite degli stanziamenti finanziari previsti in misura comunque non superiore a 1,5 milioni di euro.
1-bis. Alle fusioni per incorporazione, ad eccezione di quanto per esse specificamente previsto, si applicano tutte le norme previste per le fusioni di cui all’articolo 15, comma 3, del decreto legislativo n. 267 del 2000.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per le fusioni di comuni realizzate negli anni 2012 e successivi.
3. Con decreto del Ministero dell’interno di natura non regolamentare sono disciplinate modalità e termini per l’attribuzione dei contributi alla fusione dei comuni e alla fusione per incorporazione di cui ai commi 1 e 2.
4. A decorrere dall’anno 2013 sono conseguentemente soppresse le disposizioni del regolamento concernente i criteri di riparto dei fondi erariali destinati al finanziamento delle procedure di fusione tra i comuni e l’esercizio associato di funzioni comunali, approvato con decreto del Ministro dell’interno del 1o settembre 2000, n. 318, incompatibili con le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo.».

Guerra, Pastorino, Borghi, Ginefra, Giuseppe Guerini, Giovanna Sanna, Fragomeli, Gribaudo, Mura, Lodolini, Cinzia Maria Fontana, Casati, Giulietti, Rampi, Marzano, Gadda, Giacobbe, Malpezzi, D’Ottavio, Peluffo, Bargero, Terrosi, Galperti, Misiani, Carnevali, Moretto, Mariani, Iori, Tentori, Incerti, Fabbri

Articolo 25.
(Semplificazione per i soggetti con invalidità).

1. All’articolo 330, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, dopo le parole: «laurea in ingegneria» sono inserite le seguenti: «, nonché da un rappresentante designato delle Associazioni di persone con invalidità esperto in materia. La partecipazione del rappresentante di queste ultime è comunque a titolo gratuito».

2. All’articolo 119, comma 4, lettera a), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, recante nuovo codice della strada, e successive modificazioni e integrazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Qualora, all’esito della visita di cui al precedente periodo, la commissione medica locale certifichi che il conducente presenti situazioni di mutilazione o minorazione fisica stabilizzate e non suscettibili di aggravamento né di modifica delle prescrizioni o delle limitazioni in atto, i successivi rinnovi di validità della patente di guida posseduta potranno essere esperiti secondo le procedure di cui al comma 2 e secondo la durata di cui all’articolo 126, commi 2, 3 e 4.».

3. All’articolo 381, comma 5, terzo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche: le parole: «Il comune può inoltre stabilire» sono sostituite dalle seguenti: «Il comune inoltre stabilisce»; dopo le parole: «n. 503, e» è inserita la parola: «può».

4. Al decreto-legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito dalla legge 27 ottobre 1993, n. 423, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2 dell’articolo 2, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) la parola «novanta» è sostituita dalla parola «quarantacinque»;

2) le parole «ai soli fini previsti dall’articolo 33 della stessa legge» sono sostituite dalle seguenti: «ai soli fini previsti dagli articoli 21 e 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 e dall’articolo 42 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151».

b) al comma 3-bis dell’articolo 2, la parola «centottanta» è sostituita dalla parola «novanta»;

c) dopo il comma 3-ter dell’articolo 2, è inserito il seguente comma: «3-quater. Ai fini delle agevolazioni lavorative previste dagli articoli 21 e 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e dall’articolo 42 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, la Commissione medica competente, previa richiesta motivata dell’interessato, è autorizzata a rilasciare un certificato provvisorio al termine della visita. Il certificato provvisorio produce effetto fino all’emissione dell’accertamento definitivo da parte della Commissione medica dell’INPS.».

5. Ai minori già titolari di indennità di frequenza, che abbiano provveduto a presentare la domanda in via amministrativa entro i sei mesi antecedenti il compimento della maggiore età, sono riconosciute in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno di età, le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni. Rimane fermo, al raggiungimento della maggiore età, l’accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti previsti dalla normativa di settore.

6. Ai minori titolari dell’indennità di accompagnamento per invalidi civili di cui alla legge 11 febbraio 1980, n. 18, ovvero dell’indennità di accompagnamento per ciechi civili di cui alla legge 28 marzo 1968, n. 406, e alla legge 27 maggio 1970, n. 382, ovvero dell’indennità di comunicazione di cui all’articolo 4 della legge 21
novembre 1988, n. 508, nonché ai soggetti riconosciuti dalle Commissioni mediche, individuate dall’articolo 20, comma 1, del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, affetti dalle patologie di cui all’articolo 42-ter, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, sono attribuite al compimento della maggiore età, e previa presentazione della domanda in via amministrativa, le prestazioni economiche erogabili agli invalidi maggiorenni, senza ulteriori accertamenti sanitari, ferma restando la sussistenza degli altri requisiti previsti dalla normativa di settore.

7. All’articolo 42-ter, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, le parole «che hanno ottenuto il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione» sono soppresse.

8. All’articolo 97, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, il primo periodo è soppresso.

9. All’articolo 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 è aggiunto in fine il seguente comma:

«2-bis. La persona handicappata affetta da invalidità uguale o superiore all’80% non è tenuta a sostenere la prova preselettiva eventualmente prevista.».

 

Emendamento 25.9 (approvato)

Al comma 1 sostituire le parole: nonché da un rappresentante designato delle associazioni di persone con invalidità esperto in materia con le seguenti: nonché dal rappresentante dell’associazione di persone con invalidità individuata dal soggetto sottoposto ad accertamento sanitario. ( nuova formulazione)

Carnevali Elena

Emendamento 25.5

Al comma 2 dopo le parole: mutilazione o minorazione fisica aggiungere le seguenti: o sensoriale-sordità riconosciuta ai sensi della legge n. 381 del 1970.

Carnevali Elena, Beni Paolo, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Piccione Teresa, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo, Lenzi Donata

Emendamento 25.6

Al comma 6, sopprimere le parole:
«, nonché ai soggetti riconosciuti dalle Commissioni mediche, individuate dall’articolo 20, comma 1, del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, affetti dalle patologie di cui all’articolo 42-ter, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,».

Carnevali Elena, Beni Paolo, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Miotto Anna Margherita, Fossati Filippo, Lenzi Donata

Emendamento 25.4 (approvato)

Dopo il comma 6 aggiungere il seguente:
«6-bis. Nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità, conservano tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura. La convocazione a visita, nei casi di verbali per i quali sia prevista la rivedibilità è di competenza dell’INPS».

Carnevali Elena, Miotto Anna Margherita, Scuvera Chiara, Beni Paolo, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Lenzi Donata, Piccione Teresa, Gelli Federico, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo

Emendamento 25.7

Sostituire il comma 1 con il seguente:

1. All’articolo 330 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495 sono introdotte le seguenti modifiche:
a) al comma 4 dopo le parole «ai servizi territoriali della riabilitazione», sono inserite le seguenti: «e, eventualmente, dal rappresentante dell’associazione di persone con invalidità individuata dalla persona sottoposta ad accertamento sanitario. La partecipazione del rappresentante di queste ultime è comunque a titolo gratuito;
b) al comma 5 le parole: «nonché da un rappresentante designato delle Associazioni di persone con invalidità esperto in materia» sono sostituite dalle seguenti: «e, eventualmente, dal rappresentante dell’associazione di persone con invalidità individuata dalla persona sottoposta ad accertamento sanitario. La partecipazione del rappresentante di queste ultime è comunque a titolo gratuito».
c) al comma 9 dopo le parole: «da un medico di fiducia» sono inserite le seguenti: «o, eventualmente, dal rappresentante dell’associazione di persone con invalidità individuata dalla persona sottoposta ad accertamento sanitario».

Elena Carnevali, Paolo Beni, Paola Bragantini, Salvatore Capone, Ezio Primo Casati, Vittoria D’Incecco, Filippo Fossati, Gero Grassi, Anna Margherita Miotto, Daniela Sbrollini

Emendamento 25.8 (approvato)

Al comma 1 premettere il seguente:
01. All’articolo 330, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, primo periodo, dopo le parole «sia richiesto» inserire le seguenti «da disabili sensoriali o».

Elena Carnevali, Paolo Beni, Paola Bragantini, Salvatore Capone, Ezio Primo Casati, Vittoria D’Incecco, Filippo Fossati, Federico Gelli, Gero Grassi, Donata Lenzi, Daniela Sbrollini

Articolo 27.

(Disposizioni di semplificazione e razionalizzazione in materia sanitaria).

1. All’articolo 3, del decreto legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 2, lettera a), primo periodo, dopo le parole «di garantire idonea copertura assicurativa agli esercenti le professioni sanitarie» sono aggiunte le seguenti: «nei limiti delle risorse del fondo stesso»;

b) al comma 2, lettera a), secondo periodo, le parole «in misura definita in sede di contrattazione collettiva» sono sostituite dalle seguenti: «nella misura determinata dal soggetto gestore del fondo di cui alla lettera b)»;

c) al comma 4, primo periodo, le parole «Per i contenuti» sono sostituite dalle seguenti: «Nel rispetto dell’ambito applicativo dell’articolo 3, comma 5, lettera e) del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, per i contenuti».

2. All’articolo 8-ter, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, il comma 3 è abrogato.

3. All’articolo 7, comma 1, primo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44, le parole «da quaranta» sono sostituite dalle seguenti: «da trenta».

4. Al trentesimo giorno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, i componenti in carica del Consiglio superiore di sanità decadono automaticamente. Entro il medesimo termine, con decreto del Ministro della salute il Consiglio superiore di sanità è ricostituito nella composizione di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 44, come modificato dal comma 3 del presente articolo.

 

Emendamento 27.8 (approvato)

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente 1-bis:
1-bis: È fatto obbligo a ciascuna azienda del Servizio sanitario nazionale (SSN), a ciascuna struttura o ente privato operante in regime autonomo o accreditato con il SSN ed a ciascuna struttura o ente che, a qualunque titolo, renda prestazioni sanitarie a favore di terzi, di dotarsi di copertura assicurativa o di altre analoghe misure per responsabilità civile verso terzi (RCT) e per responsabilità civile verso prestatori d’opera (RCO), a tutela dei pazienti e del personale.

Miotto Anna Margherita, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Piccione Teresa, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo, Lenzi Donata, Carnevali Elena

Emendamento 27.9

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente 1-bis:
Gli obblighi assicurativi di cui all’articolo 3, comma 5, lettera e), del decreto-legge n. 138 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148 del 2011, non trovano applicazione nei confronti del professionista sanitario che opera nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente con il Servizio sanitario nazionale. Restano fermi gli obblighi delle Aziende sanitarie nei confronti del proprio personale dipendente.

Miotto Anna Margherita, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo, Lenzi Donata, Carnevali Elena

Emendamento 27.20 (approvato)

Sopprimere il comma 2.

Lenzi Donata, Bindi Rosy, Miotto Anna Margherita, Pollastrini Barbara, Carnevali Elena, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Amato Maria, Romanini Giuseppe, Lauricella Giuseppe, Fassina Stefano, Piccione Teresa, Agostini Roberta, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Fossati Filippo, Gribaudo Chiara

 Emendamento 27.23

Al comma 3, dopo le parole: da trenta. aggiungere le seguenti: All’ articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013 n. 44 sostituire il comma 2 con il seguente:
I componenti non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità sono individuati tra i docenti universitari in materie scientifiche, i dirigenti di strutture complesse del servizio sanitario nazionale e, in numero non superiore a 3 , tra i magistrati ordinari e avvocati dello Stato. Entro sei mesi dalla sua costituzione il Consiglio Superiore di Sanità approva un proprio regolamento interno che disciplina gli eventuali casi di conflitto di interesse.

Lenzi Donata, Gelli Federico, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Capone Salvatore, Miotto Anna Margherita, Fossati Filippo, Carnevali Elena

Emendamento 27.28

Dopo il comma 4 aggiungere i seguenti:
4-bis. Le prescrizioni e i trattamenti medici devono essere ispirati ad aggiornate e sperimentate acquisizioni scientifiche tenuto conto dell’uso appropriato delle risorse, sempre perseguendo il beneficio del paziente secondo criteri di equità. È vietata l’adozione e la diffusione di terapie segrete e di terapie o pratiche non sottoposte al vaglio della comunità scientifica e delle autorità competenti. Il medico può sempre rifiutare di collaborare direttamente a terapie non provate scientificamente o non supportate da adeguata sperimentazione e documentazione clinico scientifica o non rientranti in sperimentazioni cliniche autorizzate secondo la normativa vigente permanendo comunque l’obbligo di assistenza del paziente.
4-ter. Per quanto attiene ai medicinali per terapie avanzate preparati su base non ripetitiva il responsabile dei laboratorio di fabbricazione o ospedaliero risponde della qualità e della sicurezza del prodotto, della completa tracciabilità dello stesso sin dal materiale di partenza nonché della documentazione e registrazione di ogni singola fase di produzione.

Lenzi Donata, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Miotto Anna Margherita, Carnevali Elena

Emendamento 27.010

Dopo l’articolo 27, è aggiunto il seguente:

Art. 27-bis.
(Disposizioni in materia di medicinali omeopatici).

  1. All’articolo 20 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
1-bis. Al fine di procedere al rinnovo dell’autorizzazione alla commercializzazione, le aziende titolari possono presentare, per ciascun medicinale, una domanda secondo specifiche modalità semplificate, che prevedono la presentazione di dichiarazioni autocertificative del legale rappresentante dell’azienda richiedente concernenti la parte di qualità, la parte di sicurezza e la parte relativa all’uso omeopatico e che verranno stabilite con decreto dei Ministro della Salute da emanarsi entro il 30 novembre 2014, sentito il parere del Tavolo di Lavoro Tecnico presso l’Agenzia Italiana del Farmaco (determinazione del 3 luglio 2007) attualizzato nei suoi componenti.

2. All’articolo 158, comma 12. dopo il secondo periodo è aggiunto il seguente: «In ogni caso, per il rinnovo dei medicinali omeopatici presenti sul mercato alla data del 6 giugno 1995, la tariffa è pari ad euro ottocento per i medicinali unitari, indipendentemente dalle diluizioni e dalla forma farmaceutica, e ad euro milleduecento per i medicinali complessi, indipendentemente dal numero dei componenti e dalla forma farmaceutica.
3. All’articolo 6, comma 8-undecies del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, le parole: «31 dicembre 2015» sono sostituite con le seguenti: «31 dicembre 2018».

Fossati Filippo, Beni Paolo, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Albini Tea, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Miotto Anna Margherita, Lenzi Donata, Carnevali Elena

Emendamento 27.011

Dopo l’articolo 27, inserire il seguente:

Art. 27-bis.
(Disposizioni di semplificazione e razionalizzazione in materia di medicina fiscale).

   1. A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge le funzioni di accertamento medico-legale relative alle assenze per malattia dei dipendenti pubblici e privati sono svolte, in via esclusiva, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dall’Istituto nazionale della previdenza sociale.
2. L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per l’effettuazione degli accertamenti medico legali relative alle assenze per malattia, si avvale, ai sensi dell’articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dei medici inseriti nelle liste speciali di cui all’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013. n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013. n. 125.
3. Il comma 3 dell’articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è sostituito dal seguente: «L’Istituto nazionale della previdenza sociale svolge in via esclusiva le attività di cui al comma 2» nei limiti delle risorse stanziate dal comma 5 dell’articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
4. Al comma 5 dell’articolo 17 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole: «dalle aziende sanitarie locali, in applicazione dell’articolo 71, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’articolo 17, comma 23, del decreto-legge 10 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102;» sono sostituite dalle seguenti: «dall’INPS».
5. Il comma 339 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è sostituito dal seguente: «A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge la quota delle risorse di cui all’articolo 17, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, da attribuire alle regioni, a fronte degli oneri da sostenere per gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia effettuati dalle aziende sanitarie locali è destinata all’Inps».
6. Con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, d’intesa con il Ministro della Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali di categoria, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sulla base delle valutazione dei fabbisogni da effettuare dopo il completamento delle assegnazioni delle funzioni, sono definite; la tipologia del rapporto contrattuale dei medici addetti agli accertamenti medico legali, con esclusione di chi si trova già in quiescenza, l’incompatibilità con altre funzioni che prevedano il rilascio di certificati di malattia di malattia, i requisiti ed i criteri per la definizione di graduatorie provinciali per reinserimento di eventuali ulteriori medici, fatto salvo il prioritario utilizzo dei medici inseriti nelle liste speciali di cui al comma 2 del presente articolo. Fino all’adozione del decreto di cui al comma 5 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al decreto del Ministro lavoro e delle politiche sociali dell’8 maggio 2008.
7. Il Ministro della Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, di concerto il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentito il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e l’Inps definisce con proprio atto il riparto, per ogni pubblica amministrazione, delle risorse finanziarie da destinare alle visite fiscali. Ogni pubblica amministrazione è tenuta al pagamento, con fondi propri, delle visite fiscali richieste che non siano ricomprese nei fondi assegnati.

Lenzi Donata, Murer Delia, Capone Salvatore, Grassi Gero, Bragantini Paola, D’Incecco Vittoria, Amato Maria, Albini Tea, Moretto Sara, Piccione Teresa, Gelli Federico, Sbrollini Daniela, Casati Ezio Primo, Miotto Anna Margherita, Fossati Filippo, Carnevali Elena

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