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Disabili e famiglie, un documentario racconta le storie

Il delicato tema della disabilità è stato affrontato nei giorni scorsi in un incontro promosso da Anffas nel castello Colleoni di Solza.

E’ stato presentato un progetto finanziato dal dipartimento per le Pari opportunità che punta a mettere a confronto storie di vita di persone disabili nel rapporto con i loro fratelli e sorelle all’interno della famiglia e nel loro vivere quotidiano. Il risultato di questo percorso è stato la realizzazione del film-documentario «Fratelli e sorelle d’Italia. Storie di vita a confronto», presentato da Domenico Tripodi, presidente Anffas di Bergamo: «Questo documentario è stato girato dal Trentino alla Sicilia per mostrare storie di vita differenti non solo dal punto di vista territoriale, ma anche emozionale, perché ogni singola esperienza si differenzia dall’altra e ci arricchisce».

Ieco-di-bergamo-15-luglio-2014l film è già stato presentato in prima nazionale a Roma il 12 maggio alla presenza del presidente del Senato Pietro Grasso e dell’onorevole Livia Turco. Il sindaco di Solza Maria Carla Rocca ha espresso tutto il suo entusiasmo per questa iniziativa: «Sono lieta che sia stata scelta Solza per questo evento. Essendo responsabile dei servizi sociali questo è un tema che mi tocca molto da vicino. Tutti in fondo siamo imperfetti, ma la cosa più importante è sentirsi amati». Cristina, referente della sede Anffas di Bergamo, racconta come uno degli aspetti più interessanti sia stato quello di fare incontrare il gruppo di fratelli di disabili di Bergamo con quello di Roma: «Questo ci ha permesso di costruire relazioni più ampie e di affrontare con naturalezza la disabilità dei propri fratelli, senza contare che per molti ragazzi disabili questo è stato il primo viaggio senza genitori in un’altra città, un viaggio che li ha fatti sentire più indipendenti e responsabili».

Durante la proiezione-conferenza sono intervenuti Elena Carnevali (membro della commissione Affari sociali), i consiglieri regionali della Lombardia Silvana Saita e Angelo Capelli, il neo assessore comunale alla Coesione sociale Maria Carolina Marchesi e i rappresentanti dell’Asl. Un aspetto importante che è emerso è il ruolo che le istituzioni devono svolgere nell’aiutare i disabili, riscoprendo una dimensione più umana e non sostituendosi alla famiglia, ma lasciando che sia quest’ultima il luogo principale di scambi affettivi, crescita e sviluppo della persona.

L’Eco di Bergamo, 15 luglio 2014

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