I lavori della Camera in diretta

Aggiornare il calendario vaccinale con i nuovi vaccini disponibili ed efficaci

Aggiornare il calendario vaccinale con i nuovi vaccini disponibili ed efficaci

La XII Commissione,

premesso che:

– nel corso della Conferenza su sistemi sanitari e crisi economica, che si è svolta il 17 e 18 aprile 2013 ad Oslo, l’Organizzazione mondiale della sanità, data la situazione congiunturale e i dati relativi al carico di spesa sanitaria dei Paesi europei, ha individuato nella prevenzione e nel trattamento precoce una via efficace per il mantenimento della sostenibilità economica dei sistemi sanitari nei Paesi ad alto reddito;

– l’Unione europea ha avviato il terzo programma in materia di salute per il periodo 2014-2020, Health for Growth, che ha tra i suoi obiettivi la promozione della salute dei cittadini e la prevenzione delle malattie;

– il Ministero della salute afferma che in Italia la spesa destinata al primo livello di assistenza, che comprende, tra le altre, le attività di prevenzione rivolte alla persona, quali vaccinazioni e screening, si attesta al 4,2 per cento della spesa sanitaria, contro il livello fissato nel patto per la salute 2010-2012 del 5 per cento. Il dato risulta differente nelle rilevazioni OCSE, che posizionano il nostro Paese all’ultimo posto in Europa per la spesa destinata alla prevenzione, con appena lo 0,5 per cento;

– il piano nazionale di prevenzione vaccinale 2012-2014 riconosce come priorità di sanità pubblica la riduzione o l’eliminazione del carico delle malattie infettive prevenibili da vaccino e prevede di diffondere la cultura della prevenzione come scelta consapevole e responsabile dei cittadini e di realizzare azioni per potenziare l’informazione e la comunicazione al fine di promuovere l’aggiornamento dei professionisti sanitari;

– il Sottosegretario De Filippo, intervenendo in XII Commissione, ha affermato che è di primaria importanza raggiungere e mantenere elevate coperture vaccinali: la presenza di un’offerta capillare e gratuita, garantita dall’obbligo, è stata negli anni passati un potente fattore di lotta alle disuguaglianze, offrendo gli stessi diritti alla prevenzione ai bambini nati in ogni parte del nostro Paese;

– lo European centre for disease prevention and control ha certificato che l’Italia, così come altri Paesi europei, ha ridotto, dal 2009 al 2012, la copertura vaccinale contro l’influenza stagionale negli over 65, nonostante la prevenzione sia uno dei focus della strategia europea da qui al 2020 e nonostante uno studio europeo abbia dimostrato che il raggiungimento di un tasso di copertura del 75 per cento potrebbe salvare 35.000 vite umane ed evitare costi indiretti per 112 milioni di euro;

– il programma europeo Health for Growth ha tra i suoi obiettivi quello di «combattere le crescenti minacce sanitarie derivanti dagli spostamenti delle popolazioni a livello globale», contribuendo, tra l’altro, a introdurre «una copertura vaccinica ottimale per lottare efficacemente contro la ricomparsa di malattie infettive»;

– nel momento attuale in cui vi è una crescente presenza di migranti provenienti da Paesi ad alta incidenza di patologie infettive, è alto il rischio di ricomparsa di malattie comunemente considerate debellate, come dimostrano i recenti fatti di cronaca che hanno visto un presunto contagio di tubercolosi tra i militari impegnati nell’operazione Mare Nostrum e una ingente diffusione di Ebola in Guinea, Sierra Leone e Liberia;

– si segnala, al contempo, che i vaccini sono oggi oggetto di contestazione da parte di chi obietta che la profilassi abbia conseguenze negative sulla salute di bambini e adulti. In particolare, notizie di stampa e pronunce giurisdizionali stanno amplificando la considerazione che un loro impiego scorretto può causare danni gravissimi. A titolo esemplificativo, due recenti sentenze (2014) del Tar del Friuli Venezia Giulia e della corte d’appello di Lecce si sono pronunciate sulla somministrazione di vaccini in modo ravvicinato e massiccio nei confronti di due militari, deceduti rispettivamente nel 2002 e nel 2008: nel primo caso il tribunale ha invitato il Ministero della difesa a riesaminare la richiesta della famiglia di considerare il proprio figlio «vittima del dovere», mentre nel secondo caso è stato condannato il Ministero della salute a risarcire la famiglia del militare deceduto,

impegna il Governo:

ad aggiornare il calendario vaccinale con l’inserimento dei nuovi vaccini disponibili e di comprovata efficacia e l’ampliamento delle popolazioni che possono usufruire della gratuità assicurando, ad esempio, l’abbassamento dell’età per la vaccinazione antinfluenzale a 60 anni, l’estensione della vaccinazione anti HPV ai maschi, la vaccinazione anti varicella, la vaccinazione anti Herpes Zoster nella popolazione anziana, la vaccinazione contro il meningo B, la vaccinazione antirotavirus;

a potenziare, in attuazione del piano nazionale di prevenzione vaccinale 2012-2014, la formazione e l’informazione sull’importanza delle vaccinazioni nei confronti di genitori, bambini e operatori sanitari, diffondendo, al contempo, informazioni complete sulle possibili conseguenze derivanti da una scorretta somministrazione delle stesse;
ad affrontare il tema dell’importanza delle vaccinazioni nell’agenda per il semestre europeo, anche alla luce del sempre più consistente fenomeno della migrazione.

D’Incecco (primo firmatario), Albini, Amato, Paola Bragantini, Capone, Carnevali, Casati, Miotto, Lenzi, Piccione

Risoluzione in Commissione affari sociali presentata il 9 luglio 2014

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