I lavori della Camera in diretta

Decreto semplificazione, rinviata l’approvazione del parere

Continua in Commissione affari sociali la discussione in sede consultiva del disegno di legge di conversione del decreto del governo che contiene misure in materia di semplificazione amministrativa.

Nella seduta di ieri il relatore, Federico Gelli (Pd), ha presentato una proposta di parere da approvare sulla quale sono state formulate diverse osservazioni, soprattutto in merito ai corsi di specializzazione per i laureati in medicina.

La formulazione del parere è la seguente:

La XII Commissione (Affari sociali),
esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge C. 2486 Governo, recante «Conversione in legge del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari»;
premesso che:
l’articolo 1 detta norme per favorire il ricambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni, disponendo l’abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio e l’ampliamento dell’ambito applicativo dell’istituto della risoluzione unilaterale del contratto da parte della P.A. nei confronti dei dipendenti che abbiano maturato i requisiti pensionistici al 31 dicembre 2014, ribadendo che tale norma si applica solo per il triennio 2012-2014;
pertanto, in assenza di ulteriori interventi legislativi volti a prorogarne l’efficacia, a decorrere dal 1o gennaio 2015 le pubbliche amministrazioni non potranno più procedere a risoluzioni unilaterali dei contratti nei confronti dei dipendenti che abbiano maturato i requisiti pensionistici, limitando in tal modo gli effetti attesi di un reale ricambio generazionale nelle pubbliche amministrazioni;
il comma 5, nel prevedere che l’istituto del trattenimento in servizio non si applica ai dirigenti medici responsabili di struttura complessa ma continua ad applicarsi ai professori universitari, reca una ingiustificata disparità di trattamento nell’ambito della medesima categoria dei dirigenti responsabili di struttura complessa;
l’articolo 3, che prevede la possibilità di un ampliamento del turn over per le pubbliche amministrazioni, non si applica anche al personale del SSN;
l’articolo 11, comma 3, fissa al 10 per cento il limite massimo dei posti di dotazione organica ricopribili tramite assunzioni a tempo determinato per la dirigenza regionale e per la dirigenza professionale, tecnica ed amministrativa degli enti e delle aziende del Servizio sanitario nazionale, prevedendo un ampliamento consistente rispetto alla normativa previgente di tale quota, fissata entro i limiti del 2 per cento della dotazione organica della dirigenza sanitaria e della dirigenza professionale, tecnica ed amministrativa;
il medesimo comma 3, a differenza dei precedenti commi 1 e 2 – che aumentano dal 10 al 30 per cento dei posti della pianta organica la quota massima di incarichi dirigenziali che gli enti locali possono conferire mediante contratti a tempo determinato – non prevede l’obbligo di selezione pubblica anche per tali incarichi, cosa che appare ingiustificata;
l’articolo 15, nel recare misure volte alla riduzione della durata dei corsi delle scuole di specializzazione medica, alle risorse per il trattamento economico da riconoscere agli specializzandi e al contributo per la partecipazione alle prove di ammissione, non proroga il termine del 31 marzo 2014 per l’emanazione del decreto interministeriale, previsto dal comma 3-bis dell’articolo 20 del decreto legislativo n. 368 del 1999;
il medesimo articolo 15 specifica che la riduzione della durata dei corsi delle scuole di specializzazione medica si applica a decorrere dall’a.a. 2014-2015, con una formulazione suscettibile di dubbi interpretativi;
l’articolo 27, comma 1, di cui si apprezza la finalità di aver chiarito inequivocabilmente che l’obbligo di stipulare copertura assicurativa professionale non si applica ai dirigenti medici dipendenti del SSN, tuttavia introduce solo limitate modifiche alla normativa vigente in materia di responsabilità professionale dell’esercente le professioni sanitarie, lasciando aperte molte problematiche connesse al tema del rischio clinico, prima fra tutte l’obbligo delle strutture sanitarie di dotarsi di copertura assicurativa, che non viene introdotto a fronte del mantenimento dell’esclusione dall’obbligo per il professionista sanitario che opera nell’ambito di un rapporto di lavoro alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale;
l’articolo 27, comma 2, che semplifica le procedure necessarie per la realizzazione di strutture sanitarie e socio sanitarie, prevedendo che il comune non dovrà più acquisire la verifica di compatibilità del progetto da parte della regione, desta qualche perplessità in quanto potrebbe incidere sull’efficacia della programmazione e organizzazione del servizio sanitario regionale, nonché sulle misure introdotte dalla normativa della cd. «spending review»,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) all’articolo 1, valuti la Commissione di merito l’opportunità di introdurre modifiche volte a non limitare l’intervento al solo triennio 2012-2014, ma a prevedere che l’abolizione dell’istituto del trattenimento in servizio abbia carattere permanente;
b) all’articolo 1, comma 5, valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere che ai professori universitari che siano titolari di un incarico di direzione di struttura complessa non si continua ad applicare l’istituto del trattenimento in servizio;
c) all’articolo 3, valuti la Commissione di merito l’opportunità di ampliarne l’ambito di applicazione, estendendolo anche al personale dipendente del Servizio sanitario nazionale;
d) all’articolo 11, comma 3, valuti la Commissione di merito l’opportunità di introdurre l’obbligo di selezione pubblica anche per le assunzioni a tempo determinato per la dirigenza professionale, tecnica ed amministrativa degli enti e delle aziende del Servizio sanitario nazionale, analogamente a quanto disposto ai commi 1 e 2 per i dirigenti degli enti locali, chiarendo in ogni caso che la dirigenza professionale comprende anche la dirigenza sanitaria, medica e non medica;
e) all’articolo 15, valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere una proroga del termine già fissato al 31 marzo 2014 per l’emanazione del decreto interministeriale di cui all’articolo 20, comma 3-bis, nonché di precisare che la durata dei corsi di formazione specialistica si applica a decorrere dall’anno accademico 2014-2015 di riferimento per i corsi di specializzazione;
f) all’articolo 27, comma 1, valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere, accanto al mantenimento dell’esclusione dall’obbligo di assicurarsi per il professionista sanitario che opera nell’ambito di un rapporto di lavoro alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale, che le strutture sanitarie pubbliche e private siano obbligate a dotarsi di copertura assicurativa;
g) all’articolo 27, comma 2, valuti la Commissione di merito l’opportunità di mantenere o meno tale misura di semplificazione.

Gian Luigi Gigli (Per l’Italia), intervenendo sual comma 5 dell’articolo 1, ha espresso perplessità sul contenuto del parere poiché, anche sulla base di una giurisprudenza consolidata, non è possibile separare le attività didattiche e di ricerca svolte dai docenti universitari di medicina da quelle di assistenza.

Filippo Fossati (Pd) ha chiesto che sia espressa in modo più diretto la richiesta di abolire l’autorizzazione regionale per la realizzazione delle strutture sanitarie prevista dall’articolo 27, comma 2.

Filippo Crimì (Pd) ha chiesto di modificare l’osservazione relativa all’articolo 15, facendo riferimento per i corsi di specializzazione in medicina all’anno accademico 2013-2014 in luogo di quello 2014-2015. Infatti un riferimento all’anno accademico 2014-2015 comporterebbe implicitamente lo slittamento di un anno della revisione della durata dei corsi di specializzazione. Sul punto il sottosegretario Vito De Filipo ha precisato che è ancora in corso la procedura per modulare diversamente i corsi di specializzazione e che pertanto appare probabile un’applicazione della revisione della durata dei corsi all’anno accademico successivo.

Paola Binetti (Per l’Italia) ha però paventato il rischio che un eccessivo ritardo nella emanazione dei bandi abbia conseguenze negative anche sul numero dei laureati che presentano domanda per l’accesso ai corsi, che potrebbe aumentare considerevolmente rispetto ai posti disponibili. Il presidente Pierpaolo Vargiu ha ricordato che la durata dei corsi di specializzazione è variata numerose volto nel corso degli anni e che più volte si è verificato un ritardo nell’emanazione dei bandi senza eccessive conseguenze negative per coloro che volevano accedere ai corsi. Il sottosegretario Vito De Filippo ha precisato che il bando relativo all’anno accademico 2013-2014 sarà emanato presumibilmente entro il mese di luglio e che il percorso di specializzazione sarà quello indicato nel bando stesso.

Raffaele Calabrò (Nuovo Centrodestra) ha espresso perplessità per la formulazione dell’osservazione relativa all’articolo 1, comma 5, perché potrebbero subire un trattamento discriminatorio i docenti universitari impegnati nella direzione di una struttura complessa rispetto a colleghi che hanno scelto percorsi professionali meno impegnativi. Ha anche chiesto di estendere pure al personale sanitario le agevolazioni alla mobilità previste dall’articolo 4.

Donata Lenzi (Pd), precisando che il comma 5 dell’articolo 1 si riferisce non al trattenimento in servizio ma alla risoluzione unilaterale del contratto, ha sottolineato che il gruppo del Partito Democratico è fermamente contrario alla reintroduzione di differenze in proposito tra docenti universitari e primari ospedalieri. Rguardo alla proposta di Calabrò di estendere le agevolazioni alla mobilità del personale sanitario, ha affermato che ciò potrà avvenire solo in ambito regionale.

L’approvazione del parere è stata rinviata a un’altra seduta per tenere conto delle osservazioni avanzate dai commissari.

Argomenti: