Certificati di idoneità alloggiativa a Bolgare

Certificati di idoneità alloggiativa a Bolgare

Al Ministro dell’interno, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione . — Per sapere

– premesso che:

– l’amministrazione comunale di Bolgare (Bergamo), con delibera di giunta n. 6 del 15 gennaio 2014, ha adeguato la propria tabella dei diritti di segreteria per il settore tecnico, stabilendo un importo di euro 500,00 (euro cinquecento/00) per il procedimento di rilascio della certificazione di idoneità alloggiativa;

– tale adeguamento viene giustificato dall’amministrazione suddetta nel modo seguente: «Rilevato che i fenomeni delittuosi riscontrati, comportano ulteriori gravosi interventi, controlli e verifiche da parte – per quanto riguarda le competenze di questo Comune – del personale degli uffici comunali, al fine di tentare di garantire migliori sicurezza e tranquillità alla popolazione, incolumità pubblica e sicurezza urbana, mediante individuazione delle misure di contrasto e gestione delle misure di prevenzione e di protezione;

– dato atto che i costi della spiegazione di forze e dell’utilizzo di energie fisiche e mentali e funzionali, nonché gli eventuali necessari interventi di sistemazione del patrimonio pubblico danneggiato in caso di infrazioni materiali, sono genericamente addebitate ai cittadini tutti, gravando sulle casse comunali;

– ritenendo dover circoscrivere almeno in parte tale gravame, e ritenendo equo parzialmente addebitarlo alle individualità extracomunitarie che chiedono di essere iscritte nell’Anagrafe Popolazione Residente di questo Comune, mediante riscossione dell’importo dei diritti di segreteria richiesti per il procedimento di rilascio della certificazione di idoneità alloggiativa necessaria ai fini della predetta iscrizione»;

– la misura appare agli interroganti da un lato del tutto sproporzionata se commisurata all’attività effettivamente svolta dagli uffici, e dall’altro palesemente illogica e discriminatoria ove si consideri che la certificazione citata costituisce un adempimento obbligatorio per ogni cittadino di Paese non appartenente alla UE che intenda attivare la procedura di ricongiungimento familiare oppure richiedere l’iscrizione all’anagrafe dei residenti, e che vedrebbe pertanto pesantemente ostacolato se non addirittura precluso il proprio diritto all’abitazione e all’unità familiare;

– altrettanto illogica e del tutto pretestuosa appare agli interroganti la motivazione posta alla base del provvedimento: non si vede infatti quale sia il nesso causale tra l’intento esplicitato dall’amministrazione de qua di «promuovere e sostenere una riqualificazione sostanziale della vivibilità del paese, del tessuto economico, di interventi strutturali, di riqualificazione urbana» e l’abnorme aumento dell’importo sopra citato –:

di quali elementi disponga e se intenda assumere iniziative normative per garantire ai cittadini stranieri residenti o che intendano ottenere l’iscrizione anagrafica la possibilità di esercitare i propri diritti costituzionalmente garantiti senza essere onerati in maniera che agli interroganti appare incongrua.

Giuseppe Guerini (primo firmatario), Carnevali, Misiani e Sanga

Interrogazione a risposta orale presentata il 2 luglio 2014

La risposta del sottosegretario Gianpiero Bocci

L’interrogante ha sottoposto all’attenzione del Ministro dell’interno la delibera della giunta comunale di Bolgare n. 6 del 15 gennaio 2014, nella parte in cui fissa in 500 euro la tariffa per il rilascio dei certificati di idoneità alloggiativa relativi ad
immobili per i quali gli stranieri non comunitari abbiano richiesto l’iscrizione anagrafica.

Come indicato nell’atto ispettivo, la stessa amministrazione locale nel preambolo del provvedimento in questione, ha fatto esplicito riferimento alla scelta di «circoscrivere almeno in parte tale gravame (n.d.r. si tratta del gravame sulle casse
comunali) ritenendo equo parzialmente addebitarlo alle individualità extracomunitarie che chiedono di essere iscritte nell’Anagrafe popolazione residente di questo Comune, mediante riscossione dell’importo dei diritti di segreteria richiesti per il procedimento di rilascio della certificazione di idoneità alloggiativa necessaria ai fini della predetta iscrizione».

In merito a quanto disposto dal comune di Bolgare, assume valenza dirimente la previsione dell’articolo 6, comma 7, del decreto legislativo n. 286 del 1998 («Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero»), in base alla quale le iscrizioni e le variazioni anagrafiche dello straniero regolarmente soggiornante vanno effettuate alle medesime condizioni dei cittadini italiani.

Inoltre, il Consiglio di Stato, sezione I, con parere n. 4849 del 13 giugno del 2012 – nel confermare la configurazione dell’iscrizione anagrafica in termini di diritto-dovere di ogni cittadino, anche straniero, regolarmente soggiornante nel territorio nazionale –, ha precisato che la mancanza dei requisiti igienico sanitari non preclude, in linea di principio, la fissazione della residenza anagrafica nel luogo inidoneo e ha escluso che il rilascio dei certificati di abitabilità o di idoneità alloggiativa dell’immobile sia necessario all’iscrizione in anagrafe del soggetto ivi dimorante, anche per la considerazione che « in linea di massima, non è necessario appesantire ed aggravare i procedimenti amministrativi con nuove
produzioni documentali».

Il predetto parere è stato diramato al prefetture con circolare ministeriale del 14 gennaio 2013, anche al fine della conseguente informazione ai sindaci.

La questione è stata oggetto di attenta istruttoria da parte del Dipartimento per gli affari interni e territoriali che, a conclusione della medesima, ha invitato la prefettura di Bergamo ad avviare i compiti ispettivi di competenza volti a verificare che l’anagrafe tenuta dal comune di Bolgare sia gestita in conformità alla normativa vigente, assumendo, inoltre, ogni utile iniziativa al fine dell’effettivo esercizio del potere di vigilanza di cui all’articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica n. 223 del 1989.

Il Sottosegretario di Stato per l’interno: Gianpiero Bocci

(dal Resoconto dei lavori d’aula – allegato B del 23 settembre 2014)

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