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Agricoltura sociale, approvato il parere

Agricoltura sociale, approvato il parere

Concluso ieri in Commissione affari sociali l’esame in sede consultiva del nuovo testo unificato delle proposte di legge sull’agricoltura sociale.

E’ stato approvato il parere da trasmettere alla Commissione agricoltura e che contiene due osservazioni: una chiede di inserire fra i promotori di agricoltura sociale anche le cooperative sociali la cui quota di attività nel settore è inferiore al 30 per cento del bilancio; l’altra si riferisce alle procedure per riconoscere gli operatori dell’ambito per evitare un uso improprio de reclutamento agevolato di lavoratori che è consentito dalla proposta di legge.

La XII Commissione (Affari sociali),
esaminato, per le parti di competenza, il nuovo testo unificato delle proposte di legge delle proposte di legge C. 303 Fiorio e abb., recante «Disposizioni in materia di agricoltura sociale, quale risultante dagli emendamenti approvati,
espresso apprezzamento per il valore del provvedimento, che interviene per costruire le condizioni e dettare i requisiti affinché nel settore agricolo si possano sviluppare, a cura delle imprese e in collaborazione con le istituzioni pubbliche e con i soggetti sociali interessati, attività di rilevanza sociale;
preso atto delle modifiche che il testo propone rispetto alle osservazioni poste dalla XII Commissione nella passata legislatura nel parere allora espresso su un provvedimento analogo, in particolare per quanto riguarda l’inserimento delle cooperative sociali fra i soggetti promotori delle attività di agricoltura sociale,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
a) valuti la Commissione di merito l’opportunità di considerare, fra i promotori delle attività di agricoltura sociale, le cooperative sociali che svolgano tali attività anche per una quota inferiore al trenta per cento del proprio bilancio;
b) valuti la Commissione di merito l’opportunità di precisare i contenuti fondamentali delle procedure di riconoscimento degli operatori e di monitoraggio e valutazione delle attività da parte delle regioni in modo da escludere utilizzi impropri delle possibilità di reclutamento agevolato di forza lavoro promosse dalla legge.

 

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