I lavori della Camera in diretta

Slot, giro di vite in una legge. Carnevali: lavoro serio alla Camera

Slot, giro di vite in una legge. Carnevali: lavoro serio alla Camera

Il percorso non è ancora finito (mancano dei passaggi nelle commissioni e poi lo sbarco in aula), ma da giovedì 26 giugno la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco hanno preso forma in un testo «restrittivo e rigoroso», che punta a diventare legge. La commissione Affari sociali della Camera ha infatti licenziato la sua proposta di provvedimento, frutto di un lavoro durato diversi mesi.

eco-bg-27-giugno-2014-paginaE il giro di vite è lì, nero su bianco: tra i punti introdotti nel provvedimento ci sono il divieto di pubblicità per il gioco d’azzardo, l’obbligo di indicare sulle slot e sui tagliandi delle lotterie istantanee i rischi connessi alla dipendenza (un po’ come accade per le sigarette), non più di otto ore di apertura al giorno per le sale gioco. Che comunque, per quanto riguarda le nuove aperture, non potranno collocarsi a meno di 500 metri da scuole, ospedali, centri anziani e altre strutture pubbliche.

Poi ci sono i due anni di indennizzi economici per chi rimuove le macchinette dal proprio locale o circolo, e il rilascio di un logo «no slot» per chi ne fa a meno. «Si è fatto un lavoro serio e approfondito. È necessario intervenire, c’è già stato un ritardo nel rendersi conto di come questo fenomeno sia diventato una forma di dipendenza», dice la parlamentare Pd Elena Carnevali.

Altro punto cardine della proposta è che «l’accesso a videogiochi e giochi online sarà permesso solo con la tessera sanitaria – spiega Carnevali -. Alla fine di ogni giocata sarà visualizzato l’ammontare complessivo della somma spesa e vinta. Inoltre il pagamento avverrà solo tramite carta elettronica», il che consentirà di tracciare i flussi di denaro. C’è poi lo stop di cinque anni sull’introduzione di nuove apparecchiature, e un ruolo più forte degli enti locali: entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, i Comuni dovranno dotarsi di un regolamento specifico, stabilendo i criteri su collocazione, orari, funzionamento dei locali in cui si gioca e si vince denaro.

Questa serie di azioni non è ovviamente a costo zero, e la proposta di legge chiarisce anche le cifre e la loro provenienza: si parla di 200 milioni all’anno, che verranno da un aumento (fino allo 0,7%) del prelievo erariale sugli apparecchi da gioco. «Serviranno tra l’altro a istituire un fondo per le famiglie delle persone affette da gioco d’azzardo patologico – spiega Carnevali -. Spesso infatti a fare le spese della situazione è tutto il nucleo famigliare, che va quindi sostenuto».

Ora la palla passa alle altre commissioni (compresa quella delle Finanze, che dovrà valutare le coperture economiche) per i pareri, poi l’ok finale della Commissione affari socialie  l’arrivo in aula. Insomma, il testo potrebbe essere ancora modificato, ed è difficile ipotizzare tempi certi per l’approvazione, ma Carnevali rileva che c’è stato un clima di grande collaborazione tra le forze politiche: si è acquisita la consapevolezza di quanto un intervento sia necessario». Con la scelta, però, di non bandire il gioco lecito, bensì regolamentarlo. «Un atteggiamento eccessivamente restrittivo – conclude la parlamentare – avrebbe solo l’effetto di andare ad alimentare il gioco illecito, e quindi la criminalità organizzata».

L’Eco di Bergamo, 27 giugno 2014

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