I lavori della Camera in diretta

Diminuzione della pressione fiscale sui risparmi

Diminuzione della pressione fiscale sui risparmi

La Camera,

premesso che:

– l’articolo 3 del provvedimento in esame aumenta la tassazione sulle rendite finanziarie dal 20 al 26 per cento;

– la norma interviene dopo appena due anni dalla revisione del sistema impositivo dei redditi di natura finanziaria che aveva disposto l’unificazione delle due precedenti aliquote del 12,5 per cento e del 27 per cento, previste sui redditi di capitale e sui redditi diversi, ad un livello intermedio fissato al 20 per cento;

– di conseguenza, nell’arco di appena diciotto mesi parte dei redditi di natura finanziaria si trova ad essere sottoposta ad una tassazione più che raddoppiata;

– la norma in esame va a colpire il risparmio, oltretutto tassando ancora una volta somme che, per la maggior parte, provengono da redditi di lavoro già tassati;

– secondo i dati a disposizione, dal 2008 ad oggi, il reddito disponibile degli italiani è diminuito del dieci per cento, anche a causa di una pressione fiscale che nel 2013 ha raggiunto il 43,8 per cento del PIL;

– l’aumento della pressione fiscale a qualsiasi livello, compreso i risparmi, ha effetti depressivi sull’economia;

– inoltre, i proventi attesi da tale misura appaiono difficilmente realizzabili, posto che nei mercati finanziari si realizzerà un effetto di sostituzione,

impegna il Governo:

ad adottare i provvedimenti opportuni a realizzare una diminuzione della pressione fiscale, anche sui risparmi;

a valutare l’istituzione di un Fondo Sovrano cui attribuire la gestione economica dei beni culturali e dei siti archeologici nazionali, una quota del quale potrà essere collocata su un mercato finanziario regolamentato, utilizzando i proventi dello stesso Fondo per la riduzione delle imposte sui risparmi fino a 2 miliardi di euro e oltre tale soglia per ridurre l’imposta sul reddito delle attività produttive prevista nel decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446;

a disporre un’indagine conoscitiva in merito ai risparmi che possono essere ottenuti attraverso una riconversione, anche parziale, del debito bancario in finanziario, ovvero negli strumenti di cui alla legge di cui alla legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Boc, Bor, Bop) e al loro collocamento sui mercati finanziari regolamentati.

Rampelli (primo firmatario), Giorgia Meloni, Cirielli, Corsaro, La Russa, Maietta, Nastri, Taglialatela, Totaro, Carnevali

Ordine del giorno collegato al disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 («Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l’adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria») presentato in Aula il 17 giugno 2014 è accolto dal governo con rinuncia alla votazione

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