Fondi per il «Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere»

Fondi per il «Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere»

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere

– premesso che:

– i continui delitti commessi a danno delle donne, riportati dalla cronaca, hanno determinato nell’opinione pubblica la percezione diffusa della violenza nei confronti delle donne come un fenomeno in aumento, sebbene la mancanza di dati ufficiali aggiornati a livello nazionale, disaggregati per genere non consenta di misurare adeguatamente la portata del fenomeno;

– la contribuzione finanziaria con fondi europei ha sostenuto sia direttamente (come il progetto Daphne contro la violenza sulle donne datato di 116,85 milioni di euro e che ha finanziato anche una parte importante delle attività dei centri antiviolenza in Italia) che indirettamente (attraverso i piani operativi regionali e la programmazione nazionale) la maggior parte dei progetti regionali e provinciali per il contrasto della violenza sulle donne. Inoltre, l’indagine svolta dall’Agenzia europea per i diritti ha raccolto dati ufficiali che misurano l’impatto del fenomeno nei 28 Stati membri e sottolineato l’importanza di interventi concertati e strutturali;

– la legge 15 febbraio 1996, n. 115, recante «Norme contro la violenza sessuale» e successivamente il decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11, recante «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori» convertito dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, hanno dotato il nostro ordinamento di nuovi strumenti volti a contrastare la violenza di genere;

– il 25 giugno 2012 è stato presentato all’ONU il primo rapporto tematico sul femminicidio, frutto del lavoro realizzato in Italia da Rashida Manjoo. Tale rapporto rileva, tra le altre cose, la mancanza di strumenti adeguati per monitorare le dimensioni del fenomeno nel nostro Paese;

– il 19 giugno 2013 è stata ratificata in Italia la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, approvata dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011 e aperta alla firma l’11 maggio dello stesso anno a Istanbul;

– tale Convenzione, che introduce il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante volto a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne contro qualsiasi forma di violenza, all’articolo 8, dispone che: «Le Parti stanziano le risorse finanziarie e umane appropriate per un’adeguata attuazione di politiche integrate, di misure e di programmi destinati a prevenire e combattere ogni forma di violenza rientrante nel campo di applicazione della presente Convenzione, ivi compresi quelli realizzati dalle ONG e dalla società civile»;

– l’articolo 5 del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93 recante «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province» convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, demanda al Ministro per le pari opportunità il compito di elaborare un piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere, in sinergia con la nuova programmazione dell’Unione europea per il periodo 2014-2020. Il medesimo articolo prevede, inoltre, un finanziamento di 10 milioni di euro per l’anno 2013 per la realizzazione di azioni a sostegno delle donne vittime di violenza;

– il comma 217 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 14, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014) incrementa di 10 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016, la dotazione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità allo scopo di finanziare il «Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere»;

– per effetto del combinato disposto dalla predetta disposizione con gli articoli 5 e 5-bis del decreto-legge n. 93 del 2013, nonché in virtù del cosiddetto istituto del «riporto» che prevede la facoltà per la Presidenza del Consiglio dei ministri diversamente dalle altre amministrazioni, di mantenere in bilancio anche le risorse non utilizzate nell’anno precedente, nel 2014 risulta disponibile per il già citato piano straordinario la somma di 18 milioni di euro;

– tale somma, secondo quanto si legge nella nota preliminare al bilancio di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri, adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il 20 dicembre 2013, tripartita destinando: 10 milioni di euro per il miglioramento degli interventi delle istituzioni nel contrasto alla violenza sulle donne attraverso l’elaborazione di un piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere; 7 milioni di euro all’attuazione dell’articolo 5-bis del decreto-legge n. 93 del 2013, relativo ad interventi di assistenza e sostegno territoriale a donne vittime di violenza e ai loro figli; 300.000 euro per la stipula di convenzioni o accordi finalizzati all’aggiornamento di statistiche sulla criminalità contro le donne nonché all’istituzione di una banca dati sui servizi offerti attraverso la rete collegata al numero di pubblica utilità 1522 e infine 700.000 euro per la prosecuzione delle attività del servizio 1522 per il contrasto alla violenza di genere e allo stalking –:

se il Governo non ritenga opportuno, alla luce dei moniti espressi a più riprese dall’Unione europea e vista la drammaticità dei dati esposti in premessa, di procedere con la massima urgenza all’erogazione delle somme predette;

se non ritenga altresì di doversi attivare con la massima sollecitudine, anche alla luce del ruolo chiave ricoperto dal nostro Paese in occasione della ratifica della Convenzione di Istanbul, convocando i necessari gruppi di lavoro, per dare un impulso concreto allo sviluppo del piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, di cruciale importanza per la piena attuazione degli strumenti giudici già citati.

Giuliani (primo firmatario), Terrosi, Mazzoli, Rotta, Giorgis, Rossomando, Incerti, Boccuzzi, Misiani, Moscatt, Tartaglione, Pollastrini, Gribaudo, Scuvera, Gasparini, Ginefra, Bergamini, Ferranti, Carnevali, Cimbro, Mariano, Simoni, Piccoli Nardelli, Laforgia, Giulietti, Giuditta Pini, Berretta, Giuseppe Guerini, Manzi, Ghizzoni, Greco, Mariastella Bianchi, Tidei, Manfredi, Bray, Guerra, Marzano, Rostan, Gregori, Rampi, Mura, Zampa, Moretto, Ginoble, Paris, Iori, Locatelli, Centemero, Amoddio, Covello, Sbrollini, Chaouki, Berlinghieri, Marantelli, Mattiello, Petitti, Carlo Galli, Albini, Bonafè, Quartapelle Procopio

Interpellanza urgente presentata il 13 giugno 2014

La risposta del sottosegretario per i rapporti con il parlamento, Ivan Scalfarotto

(seduta del 19 giugno 2014)

Signor Presidente, io ringrazio anche l’onorevole Giuliani per la solidarietà e in realtà non ce n’è alcun bisogno, perché io sono molto onorato di poter rappresentare il Governo nel rispondere a interpellanze che riguardano un argomento che è di assoluta importanza e che non dobbiamo mai perdere di vista.

Lei diceva giustamente che con le azioni che si sono intraprese durante questa legislatura si è fatto un salto di qualità, si è passati da considerare la violenza contro le donne un problema sociale a farlo diventare una priorità politica. Io penso che sia assolutamente la linea giusta e, quindi, credo che il lavoro che stiamo facendo insieme sia assolutamente di primaria importanza, non soltanto per le donne di questo Paese ma per il Paese nella sua interezza.

Ho già risposto in altre occasioni a interrogazioni e interpellanze simili, voglio soltanto ripercorrere le tappe che, in parte anche lei onorevole Giuliani ha ripercorso nell’illustrazione della sua interpellanza. Sappiamo che l’Italia è stato uno dei primi Paesi a ratificare la Convenzione di Istanbul, Convenzione che appunto tra l’altro entra in vigore il 1o agosto perché finalmente abbiamo raggiunto anche il decimo Stato a ratificare questa Convenzione.

Abbiamo convertito in legge il decreto-legge n. 93, che recava «Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonché in tema di protezione civile e di commissariamento delle province», che prevedeva delle azioni molto precise tra cui la creazione di un piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere, da elaborarsi con il contributo di tutte le amministrazioni interessate e delle associazioni di donne impegnate nella lotta contro la violenza e dei centri antiviolenza, proprio come diceva lei giustamente, in sinergia con la nuova programmazione dell’Unione europea per il periodo 2014-2020.

Ora, si tratta di interventi molto complessi e per questo si è costituita una task force interistituzionale che ha visto la partecipazione di una serie di Ministeri interessati (Pari opportunità, Giustizia, Interno, Salute, Istruzione, Esteri, Difesa, Economia e Finanze, Lavoro, Sviluppo economico), quindi anche a testimonianza dell’ampiezza del raggio di azione di questo piano. Ovviamente task force integrata dai rappresentanti delle autonomie territoriali e dal mondo dell’associazionismo, con il coordinamento del Dipartimento per le pari opportunità.

Un Piano molto complesso che ha, quindi, previsto la formazione di sette sottogruppi tematici che hanno anche qui preso a lavorare su azioni finalizzate a interventi molto ampi. Faccio giusto qualche esempio: si va dal sostegno delle vittime di violenza mediante il loro reinserimento sociale e lavorativo, al recupero dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive; alla formazione dei diversi soggetti coinvolti nella presa in carico delle vittime (come gli operatori socio sanitari, le forze dell’ordine, i volontari del soccorso, gli operatori dei centri antiviolenza e così via); alla valutazione dei fattori di rischio cui sono esposte le vittime di violenza; a un’azione, che a me pare tra l’altro molto importante, che è la corretta rappresentazione dei generi nel sistema dei media della comunicazione e via via l’elenco è ancora molto lungo e glielo risparmio perché so che l’onorevole interpellante lo conosce bene.

Quindi, all’ultimazione dei lavori di questi sottogruppi, coordinati come ho detto dal Dipartimento per le pari opportunità, poi sarà compito del Dipartimento investire la task force per la condivisione del piano. Ora – questa è la parte importante – attesa la complessità delle azioni che si intendono perseguire con il Piano, il Governo quindi conta di poter adottare lo stesso entro il mese di ottobre, questa è la scadenza che ci siamo dati.

Passiamo, invece, alla parte finanziaria. In ordine alle risorse stanziate per l’attuazione del Piano d’azione straordinario, è stato incrementato per l’anno 2013 il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità di 10 milioni di euro (questo sulla base dell’articolo 5, comma 4, del decreto legge n. 93 del 2013), stanziando, successivamente, con l’articolo 1, comma 217, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (che poi è la legge di stabilità del 2014), risorse finanziarie aggiuntive pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016. Tali risorse saranno allocate sulle diverse aree d’intervento una volta che il Piano di azione sarà completato.

Per quanto, invece, riguarda il potenziamento delle forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza, secondo quanto previsto dal sopra richiamato articolo 5, comma 2, lettera d), del decreto- legge n. 93 del 2013, sono stati inoltre stanziati ed assegnati dall’articolo 5-bis, comma l, dello stesso decreto-legge, 10 milioni di euro per l’anno 2013 e 7 milioni di euro per l’anno 2014, nonché 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015.

Tali risorse, secondo quanto previsto dall’articolo 5-bis, comma 2, del sopracitato decreto-legge, devono essere annualmente ripartite tra le regioni dal Ministro delegato per le pari opportunità, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, tenendo conto dei criteri stabiliti nella disposizione stessa.

Al fine di accelerare i tempi del riparto delle risorse da trasferire alle regioni per il finanziamento dei centri antiviolenza, il Governo ha predisposto la bozza di decreto, accorpando le risorse riferite agli esercizi finanziari 2013 e 2014, per un complessivo importo pari ad euro 17 milioni. La suddetta bozza è stata già trasmessa alla Conferenza Stato-regioni affinché esprima la prevista intesa nella prima seduta utile. È intenzione del Governo, infatti, erogare le suddette risorse entro il mese di luglio.
Io concludo, ancora, ripeto, con un apprezzamento e un ringraziamento alle onorevoli interpellanti, comunque sottolineando l’attenzione continua del Governo su questo tema, come ho avuto occasione di dire all’inizio.

La discussione in Aula

(seduta del 19 giugno 2014)

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