I lavori della Camera in diretta

Gioco d’azzardo: 1,6 miliardi spesi dai bergamaschi nel 2013

A forza di inserire una monetina dietro l’altra nelle slot machine, di scommettere sui cavalli e di puntare numeri, i bergamaschi nel 2013 hanno speso una fortuna: è di 1.617.586.861,96 euro l’ammontare delle giocate della provincia orobica.

Una cifra impressionante, soprattutto se si tiene conto quale forma di azzardo fa guadagnare di più il Monopolio di Stato (che ha fornito i numeri) cioè le slot machine e Vlt con oltre un miliardo.

eco-di-bergamo-15-giugno-2014Contro la diffusione incontrollata dell’azzardo da mesi si sta battendo la Commissione Affari sociali della Camera che sta elaborando una proposta di legge: «La discussione del documento è quasi terminata – commenta il deputato bergamasco Elena Carnevali – contiamo di chiudere in due settimane, massimo quindici giorni. Abbiamo inserito importanti restrizioni e forme di monitoraggio del denaro in modo che non finisca nelle tasche della criminalità». Tra queste disposizioni, c’è la tessera sanitaria come unica forma di accesso agli apparecchi.

Nella classifica di quanto i giocatori orobici hanno sborsato nel 2013, al primo posto si collocano le slot machine, con 616.262.500,68 euro, seguite dalle videolottery che hanno raggiunto 603.344.918,92 euro. Le lotterie fruttano a Roma 188.779.900 euro, mentre il Loto e 10 e Lotto 80.548.125 il primo, 38.883.509 il secondo. […]

Alla Commissione XII della Camera è in discussione una proposta di legge per limitare la diffusione della ludopatia. Il documento «Disposizioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico», tra le altre cose, intende monitorare i flussi di denaro. «Per questa ragione – spiega Elena Carnevali – abbiamo inserito un articolo che prevede come unica forma di accesso agli apparecchi la carta sanitaria. Questo comporterà la tracciabilità delle somme spese dai giocatori e ricevute dalle agenzie».

Altre disposizioni riguardano «le distanze dai luoghi sensibili – continua Carnevali – sanzioni fino a 500 mila euro per chi non rispetta il divieto di pubblicità, incentivi alla rimozione degli apparecchi». Ora al vaglio sono gli ultimi articoli: «In Commissione c’è una condivisione di vedute sulla necessità di porre al più presto un limite all’azzardo, contiamo di licenziare il testo in una ventina di giorni al massimo».

L’Eco di Bergamo, 15 giugno 2014

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