I lavori della Camera in diretta

Donazione del corpo post mortem, approvato il testo unificato

Donazione del corpo <em>post mortem</em>, approvato il testo unificato

La Commissione affari sociali ha approvato ieri in sede legislativa il testo unificato delle proposte di legge che contengono disposizioni sulla donazione del corpo post mortem a fini di ricerca scientifica. Si conclude così l’iter alla Camera del provvedimento, che era iniziato nel giugno dello scorso anno. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Gero Grassi (Pd), relatore, ha ringraziato tutti i componenti della Commissione per il lavoro svolto, auspicando che la proposta di legge in esame possa essere approvata in tempi rapidi dal Senato, in modo da diventare legge dello Stato.

Paola Binetti (per l’Italia), presentatrice di una delle proposte di legge che sono state abbinate, ha ricordato quanto sia importante che il provvedimento sia portato a conoscenza di tutte le istituzioni interessate, prime fra tutte le università presso le quali si svolge la ricerca medica e scientifica.

Il testo finale che risulta dagli emendamenti approvati in Commissione è il seguente:

Art. 1.
(Norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica).

1. La presente legge detta norme in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica da parte di soggetti che hanno espresso in vita il loro consenso secondo le modalità stabilite dall’articolo 3 della presente legge.

2. L’utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem è informato ai princìpi etici e di solidarietà, nonché a quelli dettati dall’ordinamento giuridico dello Stato, ed è disciplinato secondo modalità tali da assicurare il rispetto del corpo umano.

3. Sono da intendersi utilizzabili ai fini di studio e di ricerca scientifica il corpo e i tessuti dei soggetti la cui morte sia stata accertata da certificato rilasciato dagli organi a ciò preposti, ai sensi della legge 29 dicembre 1993, n. 578, e comunque solo successivamente alla dichiarazione di morte come disciplinata dall’ordinamento dello stato civile di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396.

4. Dopo il decesso e la dichiarazione di morte, il defunto deve restare all’obitorio per ventiquattro ore prima di essere destinato allo studio e alla ricerca scientifica.

Art. 2.
(Promozione dell’informazione).

1. Il Ministro della salute promuove, nel rispetto di una libera e consapevole scelta, iniziative di informazione dirette a diffondere tra i cittadini la conoscenza delle disposizioni della presente legge, utilizzando le risorse disponibili a legislazione vigente per la realizzazione di progetti di comunicazione istituzionale.

2. Le regioni e le aziende sanitarie locali adottano iniziative volte a:

a) diffondere tra i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e tra i medici delle strutture sanitarie pubbliche e private la conoscenza delle disposizioni della presente legge;

b) diffondere tra i cittadini, anche attraverso le organizzazioni di volontariato, una corretta informazione sull’utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica.

Art. 3.
(Manifestazione del consenso).

1. L’atto di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem avviene mediante una dichiarazione di consenso all’utilizzo dei medesimi redatta nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata, utilizzando il sistema informativo della donazione degli organi di cui all’articolo 7, comma 2, della legge 1o aprile 1999, n. 91. Una copia di tale dichiarazione deve essere consegnata al centro di riferimento competente per territorio di cui all’articolo 4 o all’azienda sanitaria di appartenenza, cui spetta comunque l’obbligo di consegnarla al suddetto centro di riferimento. La dichiarazione può essere revocata ed in tal caso la revoca va comunicata al centro di riferimento.

2. È fatto obbligo al centro di riferimento di cui all’articolo 4 di comunicare all’ufficio di stato civile del comune di residenza del disponente del corpo il contenuto della dichiarazione di cui al comma 1 del presente articolo. L’ufficio di stato civile procede all’iscrizione del disponente del corpo in un apposito elenco speciale.

3. Per i minori di età il consenso all’utilizzo del corpo e dei tessuti post mortem deve essere manifestato nelle forme di cui al comma 1 da entrambi i genitori.

Art. 4.
(Centri di riferimento).

1. Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, individua le strutture universitarie e le aziende ospedaliere di alta specialità da utilizzare quali centri di riferimento per la conservazione e l’utilizzazione delle salme ai fini di cui alla presente legge.

Art. 5.
(Restituzione della salma).

1. I centri di riferimento individuati ai sensi dell’articolo 4, che hanno ricevuto in consegna per fini di studio e di ricerca scientifica la salma di un soggetto di cui all’articolo 1, sono tenuti a restituire la salma stessa alla famiglia in condizioni dignitose entro due anni dalla data della consegna.

2. Gli oneri per il trasporto della salma dal momento del decesso fino alla sua restituzione, le spese relative alla tumulazione, nonché le spese per l’eventuale cremazione, sono a carico delle istituzioni in cui hanno sede i centri che l’hanno presa in consegna, entro il limite massimo di spesa di cui all’articolo 8, comma 1.

Art. 6.
(Disciplina delle donazioni di denaro a fini di studio e di ricerca).

1. L’utilizzo del corpo umano e dei tessuti post mortem non può avere fini di lucro.

2. Eventuali donazioni di denaro effettuate da privati a fini di studio e di ricerca scientifica mediante uso delle salme o derivanti dalla finalizzazione di progetti di ricerca sono destinate alla gestione dei centri di riferimento individuati ai sensi dell’articolo 4.

Art. 7.
(Regolamento di attuazione).

1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro della salute, con proprio decreto, di concerto con il Ministero dell’Interno e con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, adotta il regolamento di attuazione della presente legge al fine di:

a) stabilire le modalità e i tempi, comunque non superiori a un anno, per la conservazione, per la richiesta, per il trasporto, per l’utilizzo e per la restituzione in condizioni dignitose alla famiglia della salma da parte dei centri di riferimento di cui all’articolo 4, prevedendo che si possa procedere alla sepoltura delle salme per cui la famiglia di appartenenza non richiede la restituzione, nonché le modalità per le comunicazioni tra l’ufficio di stato civile e i centri di riferimento;

b) indicare le cause di esclusione dell’utilizzo delle salme ai fini di cui alla presente legge;

c) individuare le modalità applicative volte a garantire il rispetto del limite di spesa di cui all’articolo 8;

d) prevedere disposizioni di raccordo con l’ordinamento dello stato civile di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 e successive modificazioni.

Art. 8.
(Copertura finanziaria).

1. Per l’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 5, comma 2, è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014.

2. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, pari a 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2014, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2014, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

3. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 9.
(Abrogazioni).

1. È abrogato l’articolo 32 del RD 31 agosto 1933, n. 1592.

 

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