Ancora su Montelungo

Ancora su Montelungo

Bergamo, 3/6/2014

Egregio direttore,

Non è la prima volta che le parole di questa amministrazione mi lasciano stupita relativamente alla presunta impossibilità di ottenere dal Demanio il trasferimento (anche parziale) a titolo gratuito del compendio Montelungo – Colleoni da parte del comune di Bergamo. Uno stupore che deriva dalla ricostruzione di una vicenda che in realtà, a ben guardare, è ben diversa. L’amministrazione ha voluto un tavolo tecnico, è vero. Ma non ci si può fermare solo su questo aspetto per arrogarsi tutti i meriti di cui apprendo in queste ore. Ci sono passaggi normativi fondamentali, sciaguratamente sottovalutati dall’Amministrazione comunale e che avrebbero permesso un esito ben diverso e assai più favorevole alla città di Bergamo. Si parla ovviamente dell’acquisizione a titolo gratuito della Caserma Montelungo-Colleoni, un’acquisizione che invece non c’è stata.

Riprendo quello che in altre situazioni ho sottolineato. I beni immobili in questione (la cui previsione di PGT prevede sinteticamente un uso pubblico a fini culturali per la Montelungo e una destinazione residenziale e commerciale per la Colleoni) erano oggetto di un protocollo d’intesa siglato dal Comune con l’Agenzia del Demanio e il Ministero dell’Economia e delle Finanze e approvato dal Consiglio comunale di Bergamo il 12 ottobre 2009.

Il decreto legislativo n.85 del 2010 sul federalismo demaniale aveva previsto, all’articolo n.5 comma 5, una particolare procedura di trasferimento dei beni culturali agli enti territoriali, a condizione che – ai sensi del comma 5bis – tali beni non fossero oggetto di accordi o intese tra Stato ed enti territoriali già sottoscritti alla data di entrata in vigore del suddetto decreto legislativo (26 giugno 2010). Tale vincolo impediva il trasferimento del compendio Montelungo – Colleoni, come l’Agenzia del Demanio aveva precisato in una lettera inviata al Comune nel maggio 2011.

Il passaggio chiave, per altro mai smentito dall’amministrazione, avviene il 6 luglio 2012 con l’emanazione del decreto legge n° 95, convertito dalla legge 7 agosto n. 135 e che ha soppresso il comma 5bis, aprendo di fatto la strada all’attivazione, anche per il compendio Montelungo-Colleoni, della procedura di attribuzione a titolo gratuito previsto dall’articolo n.5 comma 5 “nell’ambito di specifici accordi di valorizzazione e dei conseguenti programmi”

L’assessore Pezzotta, ha dichiarato che il Comune non avrebbe avuto le risorse economiche né per l’acquisizione della Montelungo né per la sua riqualificazione. E questo è forse vero. Quello che però non emerge è che l’amministrazione non ha mai colto l’opportunità legislativa del luglio 2012 e, a mio parere, ciò è avvenuto perché l’amministrazione era ed è convinta del trasferimento della Gamec agli ex Magazzini Generali (contrariamente alle ipotesi di PGT) e perché il tavolo tecnico, proprio in seguito a precisa indicazione dell’amministrazione stessa, è pervenuto a un’ipotesi ben diversa sul compendio di pregio, immaginando una valorizzazione economica “fortemente  residenziale” e una porzione pubblica praticamente minima, quella che è sita di fronte alla Torre del Galgario, tanto per intenderci.

Se vengono dati meriti all’Ordine degli Architetti e Ingegneri e ad Ance da parte di Gori è perché grazie a loro il tavolo tecnico ha cambiato indirizzo proponendo nel dicembre 2013 al Demanio, purtroppo troppo tardi, un nuovo progetto di trasformazione urbanistica che prevedesse la cessione gratuita di una parte del compendio – la  caserma Colleoni (a fini pubblici culturali) – e la valorizzazione economica della Montelungo, destinata a residenziale e terziario/commerciale. Nessuno ha mai messo in dubbio che fosse necessario uno specifico piano finanziario, sia perché ciò è previsto dalla norma stessa, sia perché il Demanio, cioè lo Stato, non si priva di beni immobiliari che possono essere utilizzati per la riduzione del debito pubblico se non a fronte di una certa sostenibilità economica da parte, in questo caso, dell’ente comunale. Quello che lascia stupiti è la mancanza di capacità a cogliere le opportunità da parte dell’amministrazione, opportunità che chi lavora a Roma per il bene della propria città ha verificato e segnalato per tempo.

Quali sono allora i meriti di quest’amministrazione sul comparto Montelungo-Colleoni? Come potete intuire facilmente, sono certamente non quelli di cui si fregiano Tentorio e Pezzotta.

Elena Carnevali

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