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Il mio punto di vista sulla vicenda Expo2015

Il mio punto di vista sulla vicenda Expo2015

Alla notizia delle presunte tangenti e dei presunti atti di corruzione avvenuti nell’ambito di Expo2015 la risposta non può essere solo affidata alla rabbia o allo sconforto. La risposta deve trovarsi nella determinazione e nella ferma volontà di non credere che questo Paese non possa o non sia capace di liberarsi dalle prassi dell’illegalità. Confidare nel corso della giustizia e nel lavoro della magistratura non basta. Siamo reduci da un ventennio in cui il malaffare e l’aggiramento della legge sono divenuti sistematici: ora sentiamo la necessità di rieducare il Paese alla cultura e alle regole della legalità. La politica ha il dovere di modificare (non certo abbreviandoli, ma dilatandoli) i tempi della prescrizione, di accelerare sulla reintroduzione del falso in bilancio e il cosiddetto “auto-riciclaggio”, di snellire la burocrazia e rafforzare la trasparenza. Ma all’azione della politica deve corrispondere quella del mondo imprenditoriale, con l’espulsione delle aziende colluse alla malavita dalle associazioni di categoria e con l’introduzione di codici etici in sinergia con le prefetture.

Non possiamo sacrificare la manifestazione di Expo2015, lo sforzo economico, imprenditoriale e culturale messo in campo dalle forze sane e straordinarie dell’Italia e del mondo all’altare di coloro che, felici nello sgretolare il Paese non la sua corruzione, gradirebbero vedere morto questo evento mondiale e gettare altro fango sull’Italia.

È al via una nuova società: un responsabile del settore costruzione, Marco Rettighieri (Italfer), un ufficio per il coordinamento tecnico amministrativo, la presenza di Anac e del suo presidente Cantone nella supervisione della trasparenza delle procedure di gara.

Sul tavolo impegni importanti: oltre all’ampliamento della legge speciale a favore di Fiera Milano (affinché possa gestire con poteri maggiori gli appalti e l’assegnazione dei lavori per gli allestimenti della manifestazione), il premier Renzi è al lavoro per la copertura finanziaria di Expo2015, recuperando 60 milioni di euro che la Provincia di Milano avrebbe dovuto versare allo stato. La città di Milano chiede infatti 130 milioni di euro per le cosiddette “city operations”, ovvero il miglioramento dei trasporti pubblici e della sicurezza, l’organizzazione di eventi culturali per far fronte ai 20 milioni di visitatori previsti per il prossimo anno.

Si sente dire che Expo2015 è un’opportunità per far ripartire l’economia del paese, ma si tratta di un’occasione per la politica di rompere con il passato, di lasciarsi alle spalle, attraverso impegno e dedizione, quell’illegalità che non vogliamo torni a governare il nostro Paese.

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