I lavori della Camera in diretta

Sottoscrizione del Patto per la salute

Sottoscrizione del Patto per la salute

Al Ministro della salute . — Per sapere

– premesso che:

– le manovre finanziarie degli ultimi anni e la legge sulla spending review del 2012 hanno agito profondamente sul fabbisogno finanziario del servizio sanitario nazionale, violando gli impegni stabiliti dal precedente Patto per la salute 2010-2012 e generando indiscutibili effetti sull’erogazione dei livelli essenziali di assistenza;

– i tagli al servizio sanitario nazionale sono stati fortemente contestati dalle regioni la cui conseguenza è stata la mancata approvazione del nuovo Patto per la salute 2013-2015;

– il nuovo Patto per la salute dovrebbe definire:

a) il fabbisogno del servizio sanitario nazionale e i costi standard, nonché l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza;

b) il sistema di monitoraggio e verifica degli adempimenti regionali e organismi di monitoraggio, la rivisitazione cosiddetti piani di rientro;

c) il regolamento ai sensi dell’articolo 15, comma 13, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, di definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera;

d) la mobilità interregionale e transfrontaliera;

e) l’edilizia sanitaria, fondi strutturali e politiche di coesione;

f) attività intramoenia-professioni sanitarie. Accordi collettivi nazionali per la medicina generale, per la pediatria di libera scelta, per gli specialisti ambulatoriali, formazione specifica in medicina generale, personale del servizio sanitario nazionale, nonché assistenza primaria-continuità assistenziale;

g) assistenza farmaceutica e dispositivi medici;

h) piano nazionale di prevenzione, riordino istituti zooprofilattici sperimentali; ricerca sanitaria;

– il nuovo Patto per la salute potrebbe, quindi, contenere scelte significative per una vera e propria riforma del servizio sanitario nazionale, che dovrebbero, comunque, rafforzare il suo carattere pubblico ed universalistico, partendo dall’elemento imprescindibile che è la quantificazione e la certezza del budget complessivo del fondo sanitario nazionale per il prossimo triennio e la revisione dei livelli essenziali di assistenza, riformandoli e correlandoli con la dotazione finanziaria dello stesso fondo, senza che venga meno il principio della dignità sociale per i cittadini che ricorrono al servizio sanitario nazionale;

– nell’attesa della stipula del nuovo patto per la salute, in molte regioni vi è un forte allarme per ciò che riguarda la riorganizzazione della rete ospedaliera –:

quali siano stati i motivi che hanno impedito, fino ad oggi, la conclusione e la sottoscrizione del nuovo Patto per la salute e quali termini e modalità siano previsti affinché, nel più breve tempo possibile, si possa arrivare alla sua sottoscrizione.

Lenzi (primo firmatario), Amato, Argentin, Beni, Bossa, Paola Bragantini, Burtone, Capone, Carnevali, Casati, D’Incecco, Fossati, Gelli, Grassi, Iori, Miotto, Murer, Patriarca, Piccione, Sbrollini, Scuvera, Martella, Rosato e De Maria

Interrogazione a risposta immediata presentata il 13 maggio 2014

La risposta della ministra Lorenzin

Signor Presidente, essere proprio precisa mi sarà praticamente impossibile visto che ho solo tre minuti per descrivere quello che è in atto. Come i colleghi sanno, il Patto per la salute è un elemento centrale della nostra azione di riqualificazione della spesa sanitaria ma anche di una nuova programmazione della spesa sanitaria. I lavori che sono cominciati con l’accordo nella Conferenza Stato-regioni hanno avuto un allungamento dei tempi originari dovuti al cambio di Governo e poi all’incertezza derivante dal budget finanziario.

Per le regioni era essenziale non avere ulteriori tagli lineari. Questo obiettivo è stato raggiunto e, quindi, in questo momento i nostri tecnici del Ministero e della Conferenza Stato-regioni stanno lavorando per definire gli aspetti che erano rimasti sospesi prima del mese di maggio. Pensiamo che saremo in grado di affrontare in modo politico, in Conferenza Stato-regioni, tutti gli aspetti conclusivi tra i primi giorni di giugno e la metà di giugno. Quindi, il Patto sta arrivando a conclusione. Il punto centrale del Patto è, ovviamente, quella che è stata definita una spending interna, cioè la possibilità di risparmiare e reinvestire in sanità; i LEA sono l’unico articolo che è stato approvato definitivamente da entrambe le parti e riguardano uno stanziamento di 900 milioni di euro in tre anni per il riaggiornamento dei livelli essenziali di assistenza. I costi standard, per fortuna, li abbiamo già applicati, il Fondo è stato ripartito nel 2013 con i criteri dei costi standard che sono a regime, ormai, nel nostro Stato. Quello che noi ci poniamo come obiettivo è una maggiore efficienza, una razionalizzazione della spesa, ma anche una nuova fase in cui i LEA, cioè i livelli essenziali di assistenza, divengano veramente l’elemento principe dell’offerta sanitaria.

Stiamo cercando, quindi, nuovi modelli, di sviluppare una nuova armonizzazione tra l’esigenza di erogare una sempre maggiore appropriatezza della prestazione e di mantenere, al contempo, anche i costi in regime. Credo che il momento sia pronto, i tempi siano maturi, credo che questo sia un obiettivo che insieme alle regioni potremmo raggiungere in modo molto efficace con una quantificazione e una misurazione degli obiettivi che ci siamo dati e delle performance che vogliamo raggiungere.

 

La discussione in Aula

(seduta del 14 maggio 2014)

Argomenti: