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«La rinascita del Gleno era un obbligo morale»

«La rinascita del Gleno era un obbligo morale»

L’ex sindaco Roebrto Bruni («papà» dell’omonima lista, oggi diventata Patto civico) lancia una sfida a Franco Tentorio, in corsa per il bis a Palafrizzoni. Bruni, oggi consigliere regionale, si dice pronto a un confronto sul proprio operato da primo cittadino, in risposta alle critiche alla sua Giunta sul tema della cementificazione. (…)

eco-bg-3-maggio-2014-paginaBruni parla (…) delle «cose positive» realizzate dalla sua amministrazione, a partire dall’ex Gleno, oggi Carisma (acronimo di Fondazione Casa di ricovero Santa Maria Ausiliatrice onlus). È alla vigilia del taglio del nastro (oggi l’inaugurazione) che l’ex primo cittadino ricorda il lungo percorso verso la realizzazione, «a cui si è arrivati grazie alla Fondazione Azzanelli Cedrelli Celati e dei privati» sottolinea. «È un bellissimo giorno per la città e una soddisfazione – commenta Bruni riferendosi all’inaugurazione -. È stata la questione più importante che ho dovuto affrontare subito dopo essere stato eletto nel 2004, non dormivo la notte. C’era un deficit strutturale, 2 milioni di euro solo nel 2005. Partì subito un appello alla città raccolto da numerosi privati, entrati come soci nella fondazione. Fu subito cambiato il Cda e nel 2006, con un ordine del giorno approvato in Consiglio comunale, si avviò un percorso lungo e faticoso verso l’accordo di programma».

È sul voto del 2006 che interviene Elena Carnevali, ex assessore e oggi parlamentare del Pd: «Nel vedere oggi lo sforzo che viene realizzato, ricordo chi allora era diffidente, con i voti di astensione di Franco Tentorio e della Lega Nord – afferma -. Fu un’operazione nata da uno sforzo collettivo, dalla nostra Giunta, i privati, come la Fondazione e Italcementi con l’ingegner Barabani, i lavoratori che rinunciarono ai premi di produttività, i sindacati. La rinascita del Gleno era un obbligo morale. Siamo riusciti a non perdere posti letto e a realizzare una struttura all’avanguardia, Bergamo può essere un modello».

L’Eco di Bergamo, 3 maggio 2014

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