Def 2014, approvato il parere

La Commissione affari sociali ha concluso oggi l’esame del Def 2014.
Nel corso del dibattito che ha preceduto la votazione del parere proposto dalla relatrice Anna Margherita Miotto sono intervenuti Marisa Nicchi (Sel) è Donata Lenzi (Pd).
Marisa Nicchi ha espresso preoccupazione in particolare su due punti: la progressiva riduzione dell’impegno finanziario che lo Stato profonde per il settore della sanità pubblica, che registra la terza riduzione annuale consecutiva, prefigurando di fatto, al di là di aumenti nominali, una ulteriore contrazione nel triennio 2015-18, e l’affermazione contenuta nel documento circa il ripensamento del sistema sanitario nell’ottica della sostenibilità e dell’efficienza, che passa attraverso l’individuazione dei soggetti che hanno effettivamente bisogno delle cure del Servizio sanitario nazionale. Poiché l’individuazione di questa categoria di soggetti risulta assai problematica e dal momento che la universalità delle cure mal si presta a ragionamenti di ordine selettivo, si configura una vera e propria antinomia.
Donata Lenzi nel suo intervento ha auspicato che la Commissione possa concludere presto i lavori relativi all’indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, tema sul quale tutti gli interventi hanno fatto riferimento, e ha aggiunto che la parte del Def oggetto delle osservazioni della Commissione potrà anche trovare posto in un prossimo atto di indirizzo da portare all’attenzione dell’Assemblea.
Il testo del parere approvato dalla Commissione dice questo:

La XII Commissione,
   - esaminato, per le parti di competenza, il Documento di economia e finanza 2014 (Doc. LVII, n. 2), con particolare riguardo alle Sezioni II e III;
  - rilevato, preliminarmente, come il Documento, negli ambiti della sanità e delle politiche sociali, dedichi uno spazio maggiore all’illustrazione delle misure già adottate dal Governo nell’anno trascorso piuttosto che alle iniziative da adottare in vista degli obiettivi nazionali di crescita, produttività, occupazione e sostenibilità delineati dalla strategia «Europa 2020»;
   - rilevato in particolare che la previsione (cfr.Sez. III, Par. I.13) di «un ripensamento dell’attuale modello di assistenza per garantire prestazioni rivolte a chi ne ha effettivamente bisogno» non appare coerente con i princìpi universalistici del nostro Servizio sanitario nazionale;
   - considerato inoltre che sul versante investimenti, prevedere l’adozione del modello PPP (Partenariato Pubblico Privato) anche per l’edilizia sanitaria (cfr. Sez III Par.1.11) potrebbe rivelarsi una scelta non idonea alle esigenze da soddisfare in tale settore, come dimostrano gli effetti negativi prodotti nella erogazione dei servizi in numerose esperienze regionali;
   - rilevata l’assenza di iniziative idonee per programmare il fabbisogno di risorse umane di cui il SSN ha necessità a partire dalla osservazione dei dati epidemiologici;
   - riscontrata la necessità di rendere strutturali le misure predisposte per il contrasto alla povertà,
esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
   - segnali la Commissione Bilancio l’esigenza che il Governo, nell’ambito delle politiche in materia sanitaria e sociale, enunciate nel documento in titolo, assuma i seguenti indirizzi:
   - la finalità e la sostenibilità del SSN sono fondate sul finanziamento dei Lea appropriati e pertanto va sostenuta ogni azione tesa a superare ogni tendenza ospedalo-centrica riallocando le risorse sui servizi territoriali;
   - l’avanzamento tecnologico e la necessità di innovazione organizzativa necessitano di una convinta azione di investimenti pubblici in sanità che potrà avvalersi dei «progetti di finanza» solo in parte ed in presenza di una nuova governance all’insegna della trasparenza dei processi di collaborazione fra pubblico e privato;
   - vanno individuate urgenti idonee azioni per programmare il fabbisogno formativo delle professioni sanitarie ed in particolare della specializzazione dei medici;
   - il contrasto alla povertà necessita di azioni strutturali che, a partire dalle sperimentazioni in corso, assicurino agli Enti Locali un quadro normativo (Leas) e risorse, con carattere di stabilità; allo stesso tempo, il grande obiettivo della coesione sociale va perseguito anche mediante il rafforzamento dei fondi per le politiche sociali, per la non autosufficienza e per il sostegno alla famiglia ed all’infanzia.

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