Città metropolitane e province, i tempi della riforma

Il disegno di legge che istituisce le città metropolitane e dispone la progressiva sostituzione di queste alle province prevede due fasi: la costituzione degli organi provvisori della città metropolitana e l’approvazione dello statuto prima, il subentro della città metropolitana alla provincia dal 1° gennaio 2015.

Lo scadenzario
entrata in vigore della legge  

Le città metropolitane si costituiscono sul territorio della provincia omonima. Il sindaco del comune capoluogo indice le elezioni per una conferenza statutaria e del consiglio metropolitano.

30 settembre 2014  

La Conferenza statutaria termina i suoi lavori e invia la proposta di statuto al consiglio metropolitano. Entro tale data si svolgono le elezioni del consiglio metropolitano. La conferenza statutaria e il consiglio si insediano entro la medesima data.

fino al 31 dicembre 2014  

Sono prorogati gli organi provinciali in carica, comprese le gestioni commissariali.

entro il 31 dicembre 2014   Il Consiglio metropolitano approva lo statuto.
1 gennaio 2015  

Le città metropolitane subentrano in tutto e per tutto alle province e il sindaco del comune capoluogo assume le funzioni di sindaco metropolitano. Se a tale data non fosse stato approvato lo statuto si applica quello della provincia.

30 giugno 2015  

In caso di mancata approvazione dello statuto a tale data, scatta il potere sostitutivo da parte dello Stato.

 

La nuova disciplina delle province le configura come enti di area vasta destinate a svolgere funzioni non attribuibili ai comuni, individuate non solo in applicazione di un criterio dimensionale ma al loro contenuto. Arrivando a definire in maniera precisa le funzioni di area vasta si organizza, così come è avvenuto e avviene in tutti i Paesi europei, quella dimensione intermedia tra i comuni e la regione, che è presente in tutte le democrazie europee. L’area vasta non è quindi un consorzio di comuni, né tanto meno una grande unione di comuni, ma un ente di secondo livello espressione territoriale dei comuni, per impedire sovrapposizioni di competenze e conflitti politici. Un ente intrinsecamente raccordato con le regioni, che possono riorganizzare le proprie funzioni amministrative come meglio ritengono. Si ottiene così il risultato che i comuni possono cedere la gestione di proprie competenze all’area vasta e che la regione eviti di “amministrativizzare” se stessa, cedendo funzioni all’area vasta e privilegiando la propria vocazione costituzionale di ente di legislazione e di programmazione. Il fatto che le funzioni fondamentali siano definite con legge dello Stato garantisce anche da tentazioni neocentraliste da parte della regione.

La trasformazione delle province si avvia, in via transitoria, con l’indizione dell’elezione del consiglio provinciale:

a) entro il 30 settembre 2014, per le province i cui organi scadono per fine mandato nel 2014;

b) successivamente a quanto previsto alla lettera a), entro trenta giorni dalla scadenza per fine mandato ovvero dalla decadenza o scioglimento anticipato degli organi provinciali.

Una volta eletto, il consiglio provinciale svolge fino al 31 dicembre 2014 le funzioni relative ad atti preparatori e alle modifiche statutarie che saranno approvate entro la medesima data dall’assemblea dei sindaci. Sempre entro il 31 dicembre 2014 viene eletto il presidente della provincia. Qualora lo statuto non venisse approvato nel termine del 30 giugno 2015 scatta il potere sostitutivo dello Stato.

Così come avviene per la Città metropolitana, per le province i cui organi scadono naturalmente nel 2014, si prevede la permanenza in carica fino al 31 dicembre 2014 a titolo gratuito.

Lo scadenzario
30 settembre 2014  

Indizione delle elezioni del consiglio provinciale per le province i cui organi scadono naturalmente nel 2014.

30 giorni dalla scadenza del mandato  

Per tutte le altre province i cui organi non scadono naturalmente nel 2014, vengono indette le elezioni del consiglio metropolitano entro 30 giorni dalla scadenza del mandato.

entro il 31 dicembre 2014  

Il consiglio provinciale finisce i propri lavori e presenta la proposta di statuto che deve essere approvata entro la medesima data dall’assemblea dei sindaci. Viene eletto il presidente della provincia.

30 giugno 2015  

In caso di mancata approvazione dello statuto a tale data, scatta il potere sostitutivo da parte dello Stato.

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