I lavori della Camera in diretta

Numeri certi sui «falsi invalidi»

Numeri certi sui «falsi invalidi»

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere

– premesso che:

– in questi ultimi anni la campagna contro i cosiddetti «falsi invalidi», quale causa principale dei disastri del bilancio italiano, è stata prima di tutto una campagna strumentale e mediatica, assumendo in alcuni momenti anche toni drammatici;
– a partire dal 2008, con il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria si prevede all’articolo 80 un «Piano straordinario di verifica» di 200.000 accertamenti nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile da attuarsi da parte dell’Inps nel periodo dal 1o gennaio 2009 al 31 dicembre 2009;
– in questo caso l’individuazione del primo campione di 200.000 persone da sottoporre a visita fu demandata a un successivo decreto ministeriale del 29 gennaio 2009 che escluse dai controlli le persone affette dalle patologie di cui al decreto del 2 agosto 2007 (gravi patologie stabilizzate o ingravescenti), i residenti in regione Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano, ma anche le persone di età inferiore ai 18 anni e di età superiore ai 78 anni, i titolari di prestazioni sospese, gli invalidi inviati o da inviare a visita sanitaria di revisione rispettivamente dopo il 1o luglio 2007 o entro il 30 giugno 2010;
– ancora in corso questi primi accertamenti con il decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, recante «provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali» all’articolo 20, comma 2, si predispose per il triennio 2010-2012 da parte dell’INPS, con le risorse umane e finanziarie previste a legislazione vigente, in via aggiuntiva all’ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, un programma di 100.000 verifiche per l’anno 2010 e di 250.000 verifiche annue per ciascuno degli anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile;
– in questo caso l’Inps prese a campione i titolari di indennità di accompagnamento (ciechi e invalidi) e di comunicazione, ma solo di età compresa fra i 18 e i 67 anni compiuti; i titolari di assegno mensile di assistenza (invalidi parziali), ma solo di età compresa fra i 40 e i 60 anni. Inoltre, il campione è stato estratto solo su chi percepisce assegni o indennità da prima del 1o aprile 2007 (Circolare INPS n. 76 del 22 giugno 2010). Le verifiche non riguardarono, quindi, né i minori, né gli anziani oltre i 67 anni di età (cioè la fascia più ampia dei percettori di indennità di accompagnamento), né gli invalidi al 100 per cento che ricevono la sola pensione di invalidità;
– nel 2010 con il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica all’articolo 10 venne previsto un potenziamento dei programmi di verifica per gli anni 2011 e 2012 portandoli a 250.000 l’anno per un totale di: 500.000 verifiche in due anni;
– per il 2011 l’Inps prese come campione quello già evidenziato per il nel 2010 aggiungendo anche gli invalidi civili, ciechi civili e sordi – titolari di provvidenze economiche – il cui certificato di invalidità preveda una revisione fra luglio e dicembre 2011 mentre per il 2012 il campione comprese (circolare 76/2010 e messaggio 6763/2011) gli invalidi titolari di provvidenze economiche in scadenza prima della fine dell’anno (esclusi quelli per la quale la scadenza è prevista entro due mesi dal Messaggio); non viene fissato alcun limite di età; i titolari di indennità di accompagnamento (ciechi e invalidi) e di comunicazione ma solo di età compresa fra i 18 e i 67 anni compiuti; i titolari di assegno mensile di assistenza (invalidi parziali) ma solo di età compresa fra i 40 e i 60 anni;
– infine con la legge di stabilità 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228) all’articolo 1, comma 109 si predispone per il periodo 2013-2015 da realizzarsi, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, un ulteriore un piano di 150.000 verifiche straordinarie annue, aggiuntivo rispetto all’ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità;
– alla luce di tutti i piani di verifica approvati dal 2008 ad oggi, con un numero di controlli potenziali pari a 800.000 quanti siano effettivamente:

a) le persone disabili che attualmente percepiscono e, in che misura, una provvidenza economica;
b) le persone chiamate a verifica nei singoli anni dal 2009 al 2013, quale sia la loro dislocazione territoriale e quante siano quelle le cui provvidenze economiche siano state revocate;
c) le persone chiamate a verifica nei singoli anni dal 2009 al 2013, quale sia la loro dislocazione territoriale e quante siano quelle le cui provvidenze economiche siano state ridotte –:

– quali siano in percentuale, nei singoli anni dal 2009 al 2013, le disabilità controllate e quali abbiano riportato una maggiore incidenza di revoche;
– quali siano in percentuale, nei singoli anni dal 2009 al 2013, le disabilità controllate e quali abbiano riportato una maggiore incidenza di riduzioni;
– quanti siano, nei singoli anni dal 2009 al 2013, i contenziosi aperti;
– quanti siano costati, in termini di spesa, questi piani di verifica a fronte dei risparmi guadagnati;
– quanto abbia inciso l’adozione di questi piani rispetto all’ordinaria attività dell’Inps.

Lenzi (primo firmatario); Gelli, Miotto, Carnevali, Argentin, Casati, Capone, Iori, Sbrollini, Grassi, Murer

Interrogazione a risposta in Commissione affari sociali presentata il 20 marzo 2014

 

La risposta del sottosegretario Franca Biondelli

(seduta della Commissione affari sociali del 29 maggio 2014)

L’onorevole Lenzi – nell’atto parlamentare che passo ad illustrare – richiama l’attenzione sui cosiddetti «Piani straordinari di verifica» disposti dall’INPS, nei singoli anni, per il periodo dal 2009 al 2013.
Al riguardo, è opportuno ricordare, in via preliminare, che i «Piani straordinari di verifica» – espressamente previsti da disposizioni di legge – sono predisposti dall’INPS nei confronti dei soggetti titolari di benefici economici legati alla invalidità civile, cecità civile, sordità o handicap al fine di accertare la permanenza dello stato invalidante a distanza di tempo dall’originario riconoscimento.
Il giudizio medico-legale di permanenza, infatti, pur presupponendo la continuità nel tempo del complesso menomativo – sulla base di un criterio di ragionevole certezza o, quantomeno, di elevata probabilità – non esclude tuttavia in termini teorici ipotesi di miglioramenti o di aggravamenti nel corso del tempo.
Proprio in virtù di ciò, è stato introdotto in ambito assistenziale e previdenziale l’istituto della revisione, che consente una diversa valutazione di una patologia esistente ma in evoluzione nel tempo, fatta eccezione per le patologie ingravescenti o stabilizzate di cui al decreto ministeriale 2 agosto 2007.
Da quanto detto discende che i giudizi di mancata conferma dei requisiti sanitari, formulati all’esito delle nuove verifiche, non possono essere assimilati sic et simpliciter a false invalidità, qualificazione giuridica connessa a comportamenti dolosi finalizzati al conseguimento di erogazioni non spettanti, il cui accertamento esula dai compiti dell’Istituto.
Per espressa definizione di legge, invece, l’attività di verifica comporta giudizi attualizzati al momento della verifica e aventi ad oggetto le patologie riscontrate all’atto del primo accertamento.
Ciò premesso, riguardo ai quesiti formulati con il presente atto parlamentare, passo ad illustrare sommariamente i dati contenuti nelle tabelle predisposte dall’INPS che, in ogni caso, metto a disposizione della Commissione ai fini di una più dettagliata verifica.
In particolare, l’Istituto ha reso noto che:
1) alla data del 1o gennaio 2013, sono 2.781.621 i soggetti titolari di prestazioni economiche, di cui 857.641 titolari di pensione e 1.923.980 titolari di indennità (vedi Tabelle A);
2) le verifiche straordinarie sui titolari di benefici economici di invalidità civile – disposte dall’INPS nei singoli anni dal 2009 al 2013 – ammontano complessivamente a 854.192 (vedi Tabella B, con suddivisione per singoli anni e singole regioni);
3) nel periodo dal 2010 al 2013, le verifiche straordinarie hanno comportato 67.225 revoche – per mancata conferma dei requisiti sanitari o assenza a visita medico legale – e 41.862 ricostituzioni (vedi Tabella C, con suddivisione per regioni);
4) in due distinte tabelle (D1 e D2) l’INPS ha riportati i dati sulle percentuali delle patologie verificate, e delle relative revoche, nei singoli anni dal 2009 al 2013;
5) analogamente, i dati relativi all’andamento del contenzioso civile in materia di invalidità per i singoli anni dal 2009 al 2013 sono riportati nella Tabella E;
6) i dati relativi alla spesa sostenuta dall’INPS per l’impiego di risorse esterne (medici convenzionati, medici rappresentanti di categoria e operatori sociali) sono i seguenti: euro 10.294.192,96 (per l’anno 2010); euro 27.282.797,71 (per l’anno 2011); euro 32.737.917,20 (per l’anno 2012) ed euro 30.974.719,86 (per l’anno 2013);
7) infine, per quanto attiene al risparmio di spesa, le stime per il periodo 2010-2013 derivanti sia dalle revoche sia dalle ricostituzioni di prestazioni, secondo i dati aggiornati, si attestano a circa 352.727.000 di euro.

L’INPS, tuttavia, ha tenuto a precisare che i predetti dati sono soggetti a possibili variazioni legate agli esiti dell’eventuale contenzioso giudiziario sfavorevole all’Istituto.

Le tabelle dell’Inps allegate alla risposta (formato pdf).

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