I lavori della Camera in diretta

Soglie, listini, premio di maggioranza: l’Italicum

Soglie, listini, premio di maggioranza: l’Italicum

Con il sì dell’aula di Montecitorio la riforma della legge elettorale muove il primo passo in Parlamento, in attesa che nelle prossime settimane se ne occupi il Senato. Il nuovo sistema di voto, pensato solo per la Camera, è un proporzionale con premio di maggioranza e ballottaggio eventuale che mantiene però le liste bloccate (anche se molto corte).

Ecco, in dettaglio, le novità dell’Italicum.

Soglie di sbarramento
Sono tre le soglie di sbarramento che la nuova legge stabilisce: una per le coalizioni al 12 per cento; una per i partiti coalizzati al 4.5 per cento; la terza per i partiti che corrono da soli all’8 per cento. Le soglie sono uno dei punti piu’ contestati dai partiti piu’ piccoli visto che i loro voti, se in coalizione, contribuiranno all’ottenimento del premio di maggioranza ma non prenderanno seggi senza superare il 4.5 per cento. Considerato troppo alto lo sbarramento per le forze politiche che non fanno alleanze.

Listini bloccati e multicandidature
Le liste restano bloccate (l’aula ha bocciato tutti gli emendamenti sulle preferenze comprese quelle di genere). Saranno pero’ listini molto corti con un minimo di tre e un massimo di sei candidati. La parità tra uomo e donna, pur essendoci una norma sul 50 e 50 nelle liste, resta comunque disattesa perchè gli aspiranti parlamentari saranno inseriti in base al principio di due candidati di un genere alternati al candidato del genere opposto. Le donne contestano il fatto che non essendoci quote rosa garantite per i capilista non saranno equamente rappresentate come gli uomini visto che in genere sono i primi della lista a poter contare su un’elezione sicura. Possibili le pluricandidature (che avvantaggiano i leader) ma fino a un massimo di otto.

Premio di maggioranza fisso e ballottaggio eventuale
Il sistema elettorale resta di base proporzionale ma con un premio di maggioranza che verra’ attribuito al primo turno alla lista o alla coalizione che otterranno il 37 per cento al primo turno. Nel caso in cui nessuno raggiunga tale soglia si andrà al ballottaggio. Il bonus di maggioranza non potrà mai portare i vincitori oltre il 55 per cento dei seggi (pari a 340 deputati al primo turno; al secondo turno i seggi per chi si afferma primo si abbassano a 327).

Collegi plurinominali
Le circoscrizioni saranno sostituire da 120 collegi plurinomminali, corrispondenti grosso modo alle Province attuali. Sarà il governo, con una legge delega, a disegnarle entro 45 giorni dall’entrata in vigore della legge.

L’algoritmo
La formula matematica, il cosiddetto algoritmo, che trasforma i voti in seggi non piace ai partiti minori che parlano di soluzione algebrica che avvantaggia i piu’ grandi (rendendo l’Italicum molto vicino alla spagnolo). I ‘piccoli’ inoltre sostengono che l’alogritmo scelto dalla maggioranza renderà per loro casuale l’assegnazione dei seggi.

La legge vale solo per la Camera
La nuova legge varrà solo per la Camera sul presupposto che il Senato, dopo il percorso di riforme istituzionali e costituzionali, verrà trasformato in Camera delle Regioni. Si anticipa cosi’, per via elettorale, una sorta di monocameralismo. Nel caso si arrivi a elezioni anticipate si creerà pero’ il paradosso che i deputati veranno eletti con l’Italicum e i senatori con un metodo proporzionale puro, ossia la legge rimasta in piedi dopo la sentenza della Corte costituzionale (il cosiddetto ‘Consultellum’).

Niente raccolta firme per gruppi nati prima del 1° gennaio 2014
Approvata una norma che il Movimento 5 stelle ha già ribattezzato salva Fdi, Ncd e Per l’Italia. Si tratta dell’esonero dalla raccolta firme necessarie per presentare le liste elettorali per i partiti che alla data del primo gennaio 2014 hanno formato un gruppo in almeno una delle due Camere.

italicum_infografica_revisione

Tra le questioni che restano irrisolte, e di cui dovrà occuparsi Palazzo Madama, c’è la parità di genere. Le donne hanno condotto una battaglia durissima per avere le quote rosa. Non è passata nemmeno (anche se per soli 20 voti) la doppia preferenza di genere. Il Partito democratico ha però assicurato le sue deputate sul fatto che a Palazzo Madama ci sarà una discussione sul tema.

(fonte. agenzia Dire)

Argomenti: