I lavori della Camera in diretta

Delega fiscale e ludopatia, divieto di pubblicità meno rigido

Delega fiscale e ludopatia, divieto di pubblicità meno rigido

Discussione-lampo, tra commissioni e aula, per la delega fiscale al governo, già approvata dalla Camera e in parte modificata dal Senato.

Il testo trasmesso da Palazzo Madama è stato esaminato stamane, in sede consultiva, anche dalla Commissione affari sociali, che si è soffermata sull’articolo 14, l’unico tra quelli a cui il Senato aveva apportato modifiche che si occupa di materie di pertinenza della commissione.

La relatrice Anna Margherita Miotto (Pd) ha ricordato che l’articolo 14, rattribuendo la delega al governo per il riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici, conferma il modello organizzativo basato sul regime concessorio e autorizzatorio, in quanto ritenuto indispensabile per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblici, per la prevenzione del riciclaggio dei proventi di attività criminose e per garantire il regolare afflusso del prelievo tributario che grava sui giochi.

I principi contenuti nell’articolo e a cui l’esecutivo dovrà attenersi nel riordino della materia sono:

– procedere alla raccolta sistematica ed organica delle disposizioni vigenti e al loro adeguamento ai più recenti princìpi stabiliti a livello dell’Unione europea,

– prevenire i fenomeni di ludopatia e di gioco minorile, con abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili oppure non più attuali.

Nelle parti modificate dal Senato la lettera v) dell’articolo prevede ora la definizione di un concorso statale mediante istituzione di un apposito fondo, la cui dotazione è stabilita annualmente con la legge di stabilità; il concorso è finalizzato al contrasto al gioco d’azzardo patologico, anche in concorso con la finanza regionale e locale ed è finanziato attraverso modifiche mirate alla disciplina fiscale dei giochi pubblici idonee ad incrementare le risorse erariali.

Altra modifica approvata nel corso dell’esame al Senato riguarda il principio direttivo che stabilisce l’introduzione del divieto di pubblicità nelle trasmissioni radiofoniche e televisive per i giochi con vincita in denaro che inducono comportamenti compulsivi e prevedendo che ciò avvenga nel rispetto dei princìpi sanciti in sede europea relativi alla tutela dei minori.

La relatrice ha quindi preannunciato una proposta di parere favorevole, anche perché il provvedimento non sarà ulteriormente modificato nel corso dell’esame in seconda lettura alla Camera.

Paola Binetti (Per l’Italia) ha espresso perplessità sulle modifiche volute dal Senato. Sulla pubblicità, la formulazione approvata dalla Camera avrebbe garantito una maggiore tutela per i minori, in quanto stabiliva che la pubblicità dei giochi con vincite in denaro che inducono comportamenti compulsivi sarebbe stata «sempre» vietata e non solo nelle fasce protette, mentre il testo approvato dal Senato fa riferimento ad un generico rispetto dei principi sanciti in sede europea relativi alla tutela dei minori. Anche la previsione della lettera v) fa dipendere la cura della dipendenza da gioco d’azzardo da un eventuale incremento delle risorse erariali, quasi lasciando sottintendere che il fine della norma non sia quello della salute ma dell’aumento delle entrate fiscali.

Osservazioni analoghe sono state formulate da Paolo Beni (Pd), Matteo Mantero (M5s), Massimo Enrico Baroni (M5s) e Giovanni Monchiero (Scelta civica).

Anna Margherita Miotto, rispondendo alle perplessità dei commisari, ha detto di condividerle ma ha invitato a non perdere di vista la visione complessiva del provvedimento, che all’articolo 16 prevede espressamente la invarianza finanziaria delle norme attuative della delega. Pertanto, non essendo stato possibile finanziare il Fondo destinato al contrasto della ludopatia con una maggiorazione delle aliquote, si è convenuto di prevedere che il medesimo sia finanziato attraverso l’omogeneizzazione della disciplina fiscale che molto probabilmente porterà ad un aumento del gettito.

Riguardo ai dubbi manifestati circa la determinazione della dotazione del Fondo demandata alla legge di stabilità, si tratta di una soluzione provvisoria, in quanto a breve le cure per la ludopatia rientreranno tra le prestazioni previste nei livelli essenziali di assistenza.

Per la pubblicità ha fatto presente che si potrebbe predisporre un ordine del giorno in occasione dell’esame in aula per impegnare il governo a chiarire quale sia esattamente la normativa europea cui si fa riferimento nel testo e a verificare se sia o meno più restrittiva rispetto a quanto approvato dalla Camera in prima lettura.

Donata Lenzi (Pd) ha invitato la relatrice a inserire nella proposta di parere una premessa per segnalare quello che ritiene l’aspetto di maggior criticità del testo dell’articolo 14, come modificato dal Senato, cioè il conflitto tra le competenze del Ministero dell’economia e quelle del Ministero della salute: queste ultime, infatti, dovrebbero avere la priorità sulle prime, in particolare sulle parti che attengono maggiormente alla tutela della salute.

Il parere favorevole approvato dalla Commissione dice questo:

La XII Commissione,

   esaminata, per le parti di competenza, la proposta di legge C. 282-950-1122-1339-B, approvata dalla Camera e modificata dal Senato, recante: «Delega al Governo recante disposizioni per un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita»;

   ritenuto opportuno che il Ministero della salute venga coinvolto nella predisposizione dei decreti legislativi di cui all’articolo 14, in particolare per quanto riguarda le disposizioni che riguardano profili connessi alla tutela della salute,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

Nel tardo pomeriggio, in aula si è svolta la discussione generale sul provvedimento.

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