“Destinazione Italia”, il parere della commissione

“Destinazione Italia”, il parere della commissione

La Commissione affari sociali ha svolto ieri l’esame in sede consultiva del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 145 del 2013, il cosiddetto decreto «Destinazione Italia».

Il relatore Giovanni Burtone (Pd) ha segnalato come siano limitate le norme che interessano le competenze della commissione. In particolare, l’articolo 8 contiene alcune disposizioni sull’assicurazione RC-auto, che modificano il Codice delle assicurazioni private (CAP). Le norme, in chiave antifrode, disciplinano le clausole contrattuali concernenti la scatola nera; il risarcimento in forma specifica presso carrozzerie convenzionate; il divieto di cessione del diritto al risarcimento; le prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti convenzionati con le imprese assicurative.

Il comma 2 dell’articolo 8 prevede l’obbligo per le imprese assicurative di proporre clausole contrattuali, facoltative per l’assicurato, che prevedono prestazioni di servizi medico-sanitari resi da professionisti convenzionati con le medesime imprese e pubblicati sul sito internet della compagnia. Nel caso in cui l’assicurato accetta l’inserimento di tali clausole, l’impresa applica una significativa riduzione del premio a beneficio dell’assicurato, in misura comunque non inferiore al sette per cento della media dei premi applicati su base regionale nell’anno precedente. Il mancato rispetto da parte dell’impresa assicuratrice dell’obbligo di riduzione del premio comporta l’applicazione alla medesima impresa, da parte dell’IVASS (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni), di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 40.000 euro e la riduzione automatica del premio di assicurazione relativo al contratto in essere (ai sensi del successivo comma 4).

Burtone ha definito criticabile la scelta di incentivare i consumatori ad avvalersi dei medici pagati dalle compagnie per le visite e le prestazioni professionali e per il rilascio dei certificati e dei documenti peritali necessari all’ottenimento del risarcimento in caso di incidente stradale. Inoltre, non è accertato che dall’applicazione del comma 2 derivi un impatto positivo sui costi assicurativi.

Il comma 3 dell’articolo 8, poi, modifica la disciplina concernente il risarcimento del danno alla persona per lesioni di lieve entità, prevista dall’articolo 32, comma 3-quater, del decreto-legge n. 1 del 2012. Tale tipo di danno è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti strumentalmente accertata l’esistenza della lesione, eliminando il riferimento alla diagnosi di tipo visivo. Anche quest’ultima disposizione, secondo il relatore, presenta «profili di criticità», in quanto l’accertamento visivo si rende necessario per lesioni quali ferite e cicatrici, per cui è discutibile la previsione del riscontro medico legale delle lesioni lievi solo con accertamenti strumentali.

Un’altra disposizione che tocca le competenze della commissione è il comma 1 dell’articolo 4, che modifica la disciplina per la riconversione industriale dei siti inquinati nazionali di preminente interesse pubblico dettata dall’articolo 252-bis del decreto legislativo 152/2006 (il cosiddetto Codice dell’ambiente).

La finalità della norma è quella di consentire la stipula, da parte dei Ministri dell’ambiente e dello sviluppo economico, d’intesa con la regione interessata, di accordi di programma con uno o più proprietari di aree contaminate o altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di messa in sicurezza o bonifica, e di riconversione industriale e sviluppo economico produttivo in siti di interesse nazionale che siano stati individuati entro il 30 aprile 2007 ai sensi della legge n. 426 del 1998,per promuovere il riutilizzo di tali siti in condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale e preservare le matrici ambientali non contaminate.

L’articolo 14, infine, dispone l’incremento delle sanzioni previste per l’impiego di lavoratori subordinati senza la preventiva comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro e per la violazione delle norme sulla durata massima dell’orario settimanale di lavoro, nonché in caso di violazioni di norme poste a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro (comma 1, lettere a) e b)), destinando le relative risorse a rendere più efficaci le attività di vigilanza in materia di lavoro e di legislazione sociale, e le iniziative di contrasto al lavoro sommerso e irregolare, nonché quelle di prevenzione e promozione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (comma 1, lettera c)).

Donata Lenzi (Pd) ha invitato a formulare una proposta di parere che tenga conto dell’esigenza di segnalare alla Commissione di merito le criticità relative all’articolo 8.

Il parere proposto dal relatore è favorevole al provvedimento ma chiede la soppressione dei commi 2 e 3 dell’articolo 8. Questo è il testo:

La XII Commissione,

   esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge C. 1920 Governo, recante «Conversione in legge del decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, recante interventi urgenti di avvio del Piano “Destinazione Italia”, per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015»,

   considerato che all’articolo 8, comma 2, sia eticamente discutibile la scelta di incentivare i consumatori ad avvalersi dei medici fiduciari delle compagnie per le visite e le prestazioni professionali, nonché per il rilascio dei certificati e dei documenti peritali necessari all’ottenimento del risarcimento in caso di sinistro stradale, non essendo peraltro accertato che dall’applicazione del predetto comma derivi un impatto positivo sui costi assicurativi;

   preso atto altresì che il comma 3 dell’articolo 8, modificando la disciplina concernente il risarcimento del danno alla persona per lesioni di lieve entità, prevista dall’articolo 32, comma 3-quater, del decreto-legge n. 1 del 2012, dispone che tale tipo di danno è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti strumentalmente accertata l’esistenza della lesione, eliminando la possibilità di altra diagnosi clinica;

   ritenuto come anche quest’ultima disposizione presenti profili di criticità, in quanto è noto che l’accertamento clinico non sempre può fondarsi sui soli riscontri strumentali (si pensi, ad esempio, agli esiti cicatriziali), per cui è discutibile la previsione del riscontro medico legale delle lesioni lievi attraverso il solo accertamento strumentale,

esprime:

PARERE FAVOREVOLE

con la seguente condizione:

   a) all’articolo 8, siano soppressi i commi 2 e 3.

 

Argomenti: