I lavori della Camera in diretta

Consenso all’espianto di organi, il rilancio parte da Camera e Comune

Sulle donazioni d’organi, come su molte altre cose in Italia, la legge c’è ma non funziona a dovere. Quindi, guardando i dati che indicano un calo dei trapianti dovuto proprio alla diminuzione delle disponibilità di donatori, il responsabile del Papa Giovanni XXIII per le operazioni di prelievo e trapianto, Mariangelo Cossolini, non ha potuto che lanciare un richiamo alle istituzioni perché facciano la loro parte. «Un flop totale», così il primario ha definito in un’intervista al Corriere il meccanismo con il quale in Italia si dovrebbe esprimere una volontà sulla donazione dei propri organi. «Preoccupazioni da raccogliere, restano troppi spazi inesplorati per diffondere la cultura della donazione», dice Elena Carnevali. La deputata del Pd annuncia un’iniziativa parlamentare per facilitare l’applicazione della legge, che già dovrebbe consentire a tutti i maggiorenni di esprimere una volontà chiara, non lasciando la responsabilità ad altri, cioè ai parenti, in un momento per altro già drammatico. «Nei prossimi giorni – spiega Carnevali – in commissione Affari sociali, di cui faccio parte, assumerò un’iniziativa per perfezionare un’intesa con i Comuni affinché in occasione del rilascio o rinnovo della Carta d’identità si intensifichi la possibilità di raccogliere il consenso alla donazione degli organi, per dare finalmente attuazione alla legge 91 del 1999». La stessa deputata sottolinea come quella norma abbia trovato finora poca applicazione. E i numeri lo spiegano bene: nel 30% dei casi, di fronte alla richiesta dei medici, i parenti negano il consenso al prelievo degli organi (a Bergamo la media dei no è attorno al 15%); solo 1 milione e 300 mila persone in Italia hanno espresso la propria volontà su questa possibilità e, di queste, oltre 1 milione e 200 mila sono iscritte all’Aido. «Sono dati che devono far riflettere il legislatore e tutte le istituzioni, perché indicano come un tema così importante sia in larga parte delegato al volontariato», dice Leonio Callioni, assessore ai Servizi sociali di Bergamo e presidente del consiglio di rappresentanza dei sindaci all’Asl. Callioni è stato a capo dell’Aido provinciale, ora insieme all’associazione e a Cossolini sta programmando un nuovo lavoro di sensibilizzazione.

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Corriere della Sera – Bergamo, 31 gennaio 2014

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