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Il ministro si attivi contro la carenza dei farmaci salvavita

Il ministro si attivi contro la carenza dei farmaci salvavita

Il deputato del partito democratico Elena Carnevali ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per sapere quali iniziative urgenti e con quale tempistica intenda adottare per porre fine, fin da adesso, alla carenza di farmaci importanti quali ad esempio i salvavita, quelli per il dolore neuropatico e il disturbo d’ansia generalizzata, antidepressivi, antiepilettici fino a medicinali fondamentali per la cura di malattie degenerative, come il morbo di Parkinson, sul territorio italiano garantendo così la salute dei cittadini italiani. Scendendo nel dettaglio la Carnevali afferma che: “da tempo ormai, come del resto riportano gli organi di stampa sia locali che nazionali, si registra un fenomeno inquietante, che purtroppo stanno provando sulla propria pelle decine e decine di persone affette da patologie gravi che necessitano di farmaci importanti quali ad esempio i salvavita, quelli per il dolore neuropatico e il disturbo d’ansia generalizzata, antidepressivi, antiepilettici fino a medicinali fondamentali per la cura di malattie degenerative, come il morbo di Parkinson, farmaci che però risultano introvabili sugli scaffali delle farmacie. L a loro carenza costringe i farmacisti a penose quanto inutili cacce al tesoro. E lo stesso vale per i malati, che poi ovviamente riversano la loro (giusta) ira sui professionisti. Un problema ben noto a tutti i livelli della sanità italiana, ma finora rimasto senza soluzioni e quello che è assurdo è che il fenomeno cresce e si sviluppa all’interno delle maglie della legalità”. “Infatti, i farmaci scarseggiano perché i grossisti e altri rivenditori autorizzati – incalza la deputata -, preferiscono rivenderli all’estero anziché in Italia in quanto sul territorio nazionale hanno un prezzo di mercato molto più basso come ad esempio un farmaco molto utilizzato per la malattia del Parkinson che costa alla farmacia in Italia 53,10 euro contro gli oltre 270 della farmacia in Germania”. “l’importazione parallela di un medicinale in Europa è una forma di scambio in seno al mercato interno fondata sull’articolo 28 del trattato CE del 1957 e, il mercato delle importazioni parallele dei farmaci è stimato rappresentare circa il 7 per cento del mercato farmaceutico europeo, pari a circa 14 miliardi di euro”. Di fronte a tale situazione le aziende produttrici contingentano i farmaci distribuiti, inviandone solo il quantitativo ritenuto sufficiente a soddisfare le richieste di mercato, ma considerata la difficoltà di individuare chi esporta, molti di questi farmaci vengono distratti e destinati all’esportazione parallela, causando così gravi carenze sul territorio. Nonostante un primo intervento del ministero della salute (che ha reso noto di avere già provveduto, nell’ambito del provvedimento di recepimento della direttiva 2011/62/UE che modifica la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano al fine di impedire l’ingresso di medicinali falsificati nella catena di fornitura legale, a far approvare dal Consiglio dei ministri specifiche disposizioni dirette a garantire che i farmaci ritenuti essenziali e non sostituibili siano presenti sul territorio nazionale, e che, in particolare, è stato attribuito all’AIFA il potere di redigere specifici elenchi di farmaci dei quali sarà per tale via limitata l’esportazione, al fine di garantire il servizio pubblico sanitario e soddisfare le esigenze di tutti i pazienti) il fenomeno continua a persistere – conclude -con grave danno per i malati”.

Agenparl.it, 23 gennaio 2014

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