Riduzione della popolazione carceraria, migliorare la medicina penitenziaria e il rapporto genitori-figli

Concluso oggi in Commissione affari sociali l’esame in sede consultiva del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 146/2013, che contiene «Misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria».
La Commissione ha approvato, con il voto contrario del Movimento 5 Stelle, un parere che chiede alla commissione di merito di prevedere una migliore assistenza medica per i detenuti, misure per eseguire ai domiciliari o in una struttura sanitaria la pena di detenuti gravemente malati, interventi più incisivi a favore dell’incontro genitori-figli negli istituti penitenziari e per donne incinte o con figli di età inferiore a dieci anni perché scontino la pena in case-famiglia. Il parere chiede anche di prevedere nella copertura finanziaria i maggiori oneri che graveranno sui comuni dal momento che il provvedimento prevede un ricorso più ampio all’affidamento ai servizi sociali.

La XII Commissione,
   esaminato, per le parti competenza, il disegno di legge C. 1921 Governo: «Conversione in legge del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 146, recante misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria»;
   evidenziate alcune lacune presenti nel testo approvato dal Governo, pur ritenendo apprezzabili, in linea generale, le misure recate dal provvedimento in titolo nell’ottica di porre rimedio alla grave e drammatica situazione carceraria;
   rilevato, innanzitutto, il mancato riferimento al tema della medicina penitenziaria, ritenuto invece fondamentale nell’ambito di un contesto normativo concernente la tutela dei diritti dei detenuti, anche alla luce dei recenti tragici episodi riguardanti soggetti gravemente malati che si trovano in stato di detenzione;
   rilevata altresì l’assenza di disposizioni attinenti al tema della genitorialità, che sarebbe invece necessario trattare in considerazione dell’importanza di garantire che i rapporti tra i genitori detenuti e i loro figli siano mantenuti anche grazie allo svolgimento di colloqui in luoghi idonei all’interno delle strutture carcerarie;
   ravvisata inoltre, sempre con riferimento alla tutela del diritto alla genitorialità, l’esigenza di considerare specificamente i casi in cui sia imputata una donna incinta ovvero una madre con figli di età non superiore a dieci anni con lei conviventi, prevedendo che la custodia cautelare possa essere disposta presso case-famiglia protette;
   evidenziato infine che la previsione di un maggior ricorso all’affidamento in prova al servizio sociale comporterà necessariamente maggiori oneri per gli enti locali,
  esprime:

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:
   a) valuti la Commissione di merito l’opportunità di inserire nel decreto-legge in titolo una disposizione volta a prevedere misure idonee al fine di garantire la qualità dell’assistenza medica per i carcerati, anche fornendo al personale impegnato nelle carceri quei livelli di formazione e di aggiornamento specifico che consentano loro di fronteggiare con maggiore competenza le situazioni con cui sono obbligati a confrontarsi giorno per giorno;
   b) valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere una disposizione volta a consentire, nel caso in cui il condannato sottoposto a trattamenti terapeutici finalizzati alla cura di malattie ad esito infausto non risponda più ai trattamenti medesimi, che la pena possa essere eseguita presso l’abitazione del condannato o presso una struttura sanitaria pubblica ovvero una struttura privata accreditata;
   c) valuti la Commissione di merito l’opportunità di prevedere nel decreto-legge in oggetto una norma specifica sul tema della genitorialità, al fine di assicurare che gli incontri tra i detenuti e i loro figli minori si svolgano all’interno delle strutture carcerarie in ambienti idonei e secondo modalità specifiche, garantendo ai minori la possibilità di trascorrere tempo ludico e affettivo con il proprio genitore detenuto in quantità superiore ai regolamenti vigenti;
   d) valuti la Commissione di merito l’opportunità di considerare espressamente i casi in cui sia imputata una donna incinta ovvero una madre con figli di età non superiore a dieci anni con lei conviventi, prevedendo che la custodia cautelare possa essere disposta presso case-famiglia protette;
   e) valuti la Commissione di merito l’opportunità di tenere conto, per quanto attiene alla copertura finanziaria del provvedimento, dei maggiori oneri che graveranno sugli enti locali a seguito del maggiore ricorso all’affidamento ai servizi sociali previsti dal provvedimento stesso.

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