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Professioni dei beni culturali, approvate modifiche al codice

Professioni dei beni culturali, approvate modifiche al codice

La Camera ha approvato oggi la proposta di legge Madia e altri che apporta alcune modifiche al codice dei beni culturali e del paesaggio che interessano i professionisti del settore.

La proposta, che passa adesso all’esame del Senato, introduce nel codice dei beni culturali un articolo 9-bis che affida gli interventi operativi di tutela, protezione e conservazione dei beni culturali e quelli relativi alla loro valorizzazione e fruizione «alla responsabilità e all’attuazione, secondo le rispettive competenze, di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi, restauratori di beni culturali e collaboratori restauratori di beni culturali, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell’arte, in possesso di adeguata formazione ed esperienza professionale».

Inoltre sono istituiti presso il Ministero dei beni culturali degli elenchi nazionali di archeologi, archivisti, bibliotecari, demoetnoantropologi, antropologi, esperti di diagnostica e di scienze e tecnologia applicate ai beni culturali e storici dell’arte. Modalità e requisiti per l’iscrizione a questi albi saranno determinati da un decreto ministeriale che sarà emanato entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge. Per i restauratori di beni culturali e per i collaboratori restauratori di beni culturali continueranno a valere le disposizioni transitorie previste dall’articolo 182 del codice dei beni culturali (iscritti ai corsi di diploma di laurea statale ovvero di scuola di restauro statale e iscritti ad una scuola di restauro statale o regionale fino all’anno accademico 2002-2003).

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