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Sanità, assistenza, pensioni: cosa cambia nel 2014

Sanità, assistenza, pensioni: cosa cambia nel 2014

La legge di stabilità 2014 dispone, in tema di sanità e assistenza, il finanziamento di alcuni Fondi, come il Fondo per le non autosufficienze, cui sono assegnati 275 milioni di euro per l’anno 2014 e ulteriori 75 milioni, per il medesimo anno, da finalizzare per interventi di assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime, ivi incluse quelle affette da SLA, sclerosi laterale amiotrofica (commi 128 e 129), ed il Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, incrementato di 20 milioni, per ciascun anno 2015 e 2016 (comma 130). E’ inoltre estesa la platea dei beneficiari della Carta acquisti ordinaria, cui viene destinato uno stanziamento pari a 250 milioni di euro per il 2014, nonché ulteriori 40 milioni per il triennio 2014-2016 da destinare all’estensione su tutto il territorio nazionale della sperimentazione della Carta medesima (comma 133). Viene inoltre disposto (comma 138) un incremento di 50 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2014 e 2015, delle risorse relative all’attuazione della disciplina di cui alla legge n. 210/1992 sugli indennizzi in favore di determinati soggetti danneggiati in ambito sanitario ed istituita l’Anagrafe nazionale degli assistiti (ANA) (commi 144-145). Infine, viene ripristinata l’aliquota IVA ridotta del 4 per cento – anziché del 10 per cento – per le prestazioni socio-sanitarie o educative in favore di specifiche tipologie di soggetti (anziani, disabili ecc..) rese da cooperative sociali e loro consorzi (comma 117) ed incrementato di 10 milioni per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 la dotazione del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità allo scopo di finanziare un Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale (comma 134). Istituisce inoltre per l’anno 2014 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Fondo per i nuovi nati, per contribuire alle spese per il sostegno di bambini nati o adottati appartenenti alle famiglie a basso reddito (comma 129-bis).

Per la previdenza, la legge di stabilità prevede il contenimento della perequazione automatica dei trattamenti pensionistici per il triennio 2014-2016, disponendo che la stessa operi al 100% per i trattamenti pensionistici di importo fino a 3 volte il trattamento minimo INPS, al 90% per i trattamenti pensionistici superiori a 3 volte, al 75% per i trattamenti superiori a 4 volte e al 50% per quelli superiori a 5 volte il trattamento medesimo (comma 322). Si modifica poi, prolungandone i termini di erogazione, la disciplina sui termini temporali della rateizzazione dell’erogazione dei trattamenti di fine servizio (TFS) o di fine rapporto (TFR) dei dipendenti pubblici, con effetto sui soggetti che maturino i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2014 (commi 323 e 324). Si introduce, inoltre, un contributo di solidarietà, per il triennio 2014-2016, sui trattamenti pensionistici obbligatori eccedenti determinati limiti (comma 325), secondo le seguenti aliquote:
– 6% per parte eccedente l’importo superiore a quattordici volte il trattamento minimo I.N.P.S.,
– 12% per la parte eccedente venti volte il trattamento
– 18% per la parte eccedente l’importo di trenta volte il trattamento stesso.
I risparmi derivanti dall’introduzione del contributo di solidarietà, nell’esercizio della propria autonomia, da parte di Organi costituzionali, Regioni e Province autonome, sono versati all’entrata del bilancio dello Stato (comma 325-bis) Inoltre, al fine di neutralizzare la pregressa passività patrimoniale della gestione ex-INPDAP confluita nell’INPS, si precisa che i trasferimenti pubblici in favore di INPS e INPDAP a carico del bilancio dello Stato, a titolo di anticipazione sul fabbisogno finanziario delle gestioni previdenziali nel loro complesso, negli esercizi pregressi al 2012, si intendono effettuati a titolo definitivo (al fine di garantire il pagamento delle prestazioni erogate dall’INPDAP (comma 4-bis): Si provvede inoltre ad estendere la platea dei lavoratori “esodati”, includendovi un massimo di ulteriori 23.000 lavoratori, esclusi dai precedenti interventi di salvaguardia (commi 126, 127 – 127-sexies).

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