Uniti per il futuro della nostra città

Uniti per il futuro della nostra città

«Penso di poter essere utile»: così mi ero espressa lo scorso 4 dicembre, rispondendo all’appello di numerosi consiglieri comunali e circoscrizionali del Partito Democratico, oltre che al sollecito delle molte persone che in questi mesi hanno incoraggiato una mia possibile candidatura per le amministrative del 2014 a Bergamo.

Penso di poter essere utile, mi sento di confermarlo, ma non da candidata alle primarie del centrosinistra. Ritengo, infatti, che in un passaggio così cruciale il PD debba presentarsi unito, solido e forte, all’interno di un’ampia coalizione di forze politiche e civiche.

La nostra forza dipenderà da quanto saremo capaci di attrarre, allargando il nostro perimetro, perché il progetto per un futuro della nostra città non si esaurisce in ciò che rappresentiamo come centrosinistra, e richiede la capacità di comporre la forza di innovazione delle nuove generazioni e la competenza di una classe politica e amministrativa cresciuta in questi anni.

Non posso nascondere che vivo un legame intenso e profondo con questa città, con molti dei suoi gangli vitali, che hanno contribuito a formarmi umanamente oltre che politicamente. Con essi e con molte persone del PD in questi mesi mi sono confrontata. È mia convinzione, infatti, che la maturità di una leadership si manifesti anche nella propensione a condividere le decisioni importanti, oltre che un progetto.

Non farò in nessun modo mancare il mio contributo: senza indugi, con la determinazione di perseguire gli interessi della città, come ho fatto in questi mesi da parlamentare. Sarò a fianco di Giorgio Gori, perché condividiamo il progetto di città da proporre agli elettori impostando un positivo lavoro di squadra per Bergamo. Sarò a fianco di tutte le donne e gli uomini della coalizione, perché questa sfida non potrà che essere collettiva, corale; perché questa città, che pure sta soffrendo gli effetti della crisi economica e sociale, ha grandi potenzialità che potrà esprimere se tutti insieme sapremo tracciare un programma di lungo respiro.

Dovremo essere più ambiziosi e coraggiosi, non aver timore di pensare con una “testa europea”, perché la competitività di un territorio in questi tempi si misura sulla capacità di promuovere ricerca, innovazione e internazionalizzazione; si fonda sul sapere, sulla conoscenza e sulla cultura, sul sostenere un modo innovativo di fare impresa, sia essa profit o no profit, sull’offrire un nuovo welfare, assicurando il sostegno alle progettualità nate e consolidate nei nostri quartieri.

Dovremo utilizzare le occasioni di trasformazione degli spazi urbani come investimento per un nuovo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, dovremo scommettere sui settori indicati dall’Europa come trainanti per i prossimi anni, dovremo saper corrispondere alle esigenze delle nuove generazioni, alla fame di spazi pubblici come occasione di bellezza e fruibilità. Rigenerare questa città dovrà essere il nostro obiettivo primario. Per queste ragioni, con questi obiettivi, io ci sarò, in prima linea come sempre.

Elena Carnevali

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