Sostenere il “Programma Italia 2019”

La Camera,

premesso che:

– nel 2019 l’Italia avrà di nuovo l’occasione di esprimere la Capitale Europea della Cultura, e che, quindi, dopo Firenze, Bologna e Genova, un’altra città potrà testimoniare a livello internazionale quella cultura urbana di cui il nostro Paese ha rappresentato la culla;

– questo evento si colloca in linea di ideale continuità rispetto a Expo 2015, insieme al quale può tradursi in una straordinaria opportunità per il rilancio dell’economia e dello sviluppo dell’intero Paese;

– molte città italiane hanno presentato la propria candidatura al bando, promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, per l’individuazione della Capitale europea della cultura 2019 e, in particolare: Aosta, Bergamo, Mantova, Venezia, Ravenna, Urbino, Pisa, Siena, Perugia con i Luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, L’Aquila, Lecce, Taranto, Caserta, Matera, Reggio Calabria, Palermo, Siracusa, Cagliari;

- si è conclusa la prima fase di selezione a cura del panel degli esperti italiani ed europei con la designazione delle città Cagliari, Lecce, Matera, Perugia con i Luoghi di Francesco d’Assisi, Ravenna e Siena;

- le città candidate hanno compiuto uno sforzo di portata non ordinaria per migliorare se stesse, non solo nell’ammodernamento del sistema culturale e turistico, ma anche avviando trasformazioni sul piano infrastrutturale, urbanistico e architettonico, attraverso forme di progettazione partecipata con uno straordinario coinvolgimento di migliaia di cittadini, associazioni, enti, e che il livello della competizione e i requisiti richiesti dal bando portano a ritenere che la qualità progettuale dei dossier sia buona;

- la possibilità per l’Italia – che si trova spesso a rinunciare all’uso di risorse europee, anche per mancanza o debolezza di capacità progettuali – di poter disporre di una banca-progetti, e a un livello di definizione economico-finanziaria piuttosto avanzato, rappresenta certamente una rilevante opportunità in vista dell’attività programmatoria dei prossimi anni;

- appare quindi opportuno – senza interferire nel processo che porterà alla individuazione della Città Capitale Europea della Cultura 2019 – stabilire forme di collaborazione tra i vari attori istituzionali al fine di consentire di valorizzare appieno la capacità progettuale delle città candidate, anche mediante il ricorso alle risorse previste con il nuovo ciclo di programmazione 2014/2020 e i programmi comunitari come Creative Europe o Cultural Heritage;

- per questa via, il «Programma Italia 2019» potrà effettivamente consentire di realizzare nel Paese un sistema di crescita economica e civile che faccia perno su infrastrutture materiali e immateriali in grado di favorire la rinascita delle città medie italiane, lo sviluppo della produzione culturale e la valorizzazione delle industrie culturali, dando una dimensione innovativa anche alla conservazione del patrimonio culturale e risultando determinante ai tini del miglioramento del benessere dei cittadini e dello sviluppo del turismo di qualità;

- in tale contesto, la città che sarà scelta come Capitale europea della cultura 2019 potrà porsi come «capofila» di una rete di città rinnovate, capaci di rappresentare in ambito internazionale il ruolo centrale dell’intero Paese nel contesto della cultura europea;

- il «Programma Italia 2019» può essere una esperienza esemplare anche per l’Europa,

impegna il Governo

ad individuare idonei strumenti, anche nell’ambito della programmazione 2014/2020, al fine di sostenere e realizzare, attraverso il concorso dello Stato, delle Regioni e degli enti territoriali, il «Programma Italia 2019», quale rilevante opportunità per la valorizzazione della progettualità espressa dalle città candidate a Capitale europea della cultura e quale occasione fondamentale per sostenere la ripresa economica, sociale e culturale del Paese.

Sereni (primo firmatario), Luciano Agostini, Amoddio, Antezza, Ascani, Battaglia, Bellanova, Brunetta, Capone, Carnevali, Carra, Causi, Cenni, Ciprini, Colaninno, Dallai, Fontana, Fontanelli, Galgano, Gallinella, Gelli, Giulietti, Guerini, Laffranco, Latronico, Lauricella, Locatelli, Marchetti, Marcon, Marguerettaz, Martella, Misiani, Mognato, Morani, Moretto, Mura, Murer, Pagani, Paglia, Palese, Piccione, Picierno, Pinna, Realacci, Sanga, Schirò, Taranto, Ventricelli, Verini, Zoggia, Zolezzi, Petrenga, Culotta, Bindi, Martelli, Zappulla, Sbrollini

Ordine del giorno sul disegno di legge di stabilità 2014 presentato nella seduta del 20 dicembre 2013

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