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Le donne del Pd scrivono ai candidati alle primarie

Le donne del Pd scrivono ai candidati alle primarie

Le coordinatrici regionali e delle grandi città delle donne Partito Democratico con la coordinatrice nazionale, Roberta Agostini, scrivono ai tre candidati alla Segreteria Nazionale per promuovere una discussione su temi importanti durante l’ultima fase della campagna congressuale e per chiedere alcuni impegni.

Le donne del Pd vogliono che «l’aumento del tasso di occupazione femminile, il rilancio di politiche per l’infanzia, per la non autosufficienza, per il sostegno alla maternità e contro la povertà siano priorità del Pd e del governo che sosteniamo perché sono politiche che non servono solo alle donne, ma rappresentano un passo avanti verso una nuova crescita democratica».

Inoltre, «il tema dei diritti è sempre più centrale in una moderna società civile. Per questo – continuano – è necessario dare piena attuazione alla legge 194, cambiare la legge 40, rilanciare politiche pubbliche contro la violenza ed il femminicidio, affermare l’universalità dei diritti delle donne come diritti umani, a partire da quelli delle migranti».

Le Democratiche pongono ai candidati alla segreteria questi temi convinte che senza un’assunzione del punto di vista delle donne non ci potrà essere cambiamento. «La condivisione della responsabilità dello spazio pubblico è condizione essenziale per rivolgere proposte moderne ed avanzate alla società italiana». Per questo, scrivono le coordinatrici Democratiche, «dobbiamo cambiare leggi elettorali, regole, statuti, nel senso di una piena attuazione della parità di genere e, per quanto riguarda il nostro Partito, applicare le regole che ci siamo dati: parità di genere nelle liste per l’assemblea nazionale, nella scelta dei capilista e in tutti in tutti gli organismi di direzione politica, sia a livello nazionale che nei territori».

«Vogliamo che sia rilanciata», scrivono ancora, «la Conferenza delle donne del PD come luogo importante non solo per l’elaborazione di idee e proposte, ma anche per consolidare e valorizzare una classe dirigente di donne democratiche».

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