Croce Rossa, approvato il parere

Croce Rossa, approvato il parere

La Commissione affari sociali ha concluso oggi l’esame della relazione sullo stato di attuazione del decreto legislativo che prevede la riorganizzazione della Croce Rossa approvando il parere già presentato in una precedente riunione dal relatore Giovanni Monchiero (Scelta civica).
Dopo l’integrazione con alcune osservazioni formulate dai commissari, il parere approvato afferma che:

La XII Commissione (Affari sociali),
premesso che:
    ha proceduto, ai sensi dell’articolo 124 del regolamento, all’esame della relazione sullo stato di attuazione del decreto legislativo recante la riorganizzazione dell’Associazione italiana della Croce rossa (CRI), presentata dal Ministro della salute in base al disposto dell’articolo 8, comma 5, del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178;
    la predetta relazione è stata oggetto di un dibattito svoltosi presso la medesima Commissione a partire dalla seduta del 23 ottobre 2013, nel corso del quale si è proceduto anche allo svolgimento di alcune audizioni, di rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dell’Ispettore nazionale del Corpo militare della CRI, gen. Gabriele Lupini, e del Presidente nazionale della CRI, avv. Francesco Rocca;
   osservato, nel merito della relazione, che:
    tenuto conto che la Croce rossa italiana (CRI) si trova da tempo in difficoltà economiche e organizzative e che questo ha comportato ventiquattro anni di commissariamento negli ultimi trenta anni, appaiono complessivamente apprezzabili i risultati economici raggiunti con riferimento alla situazione del bilancio consolidato, pur essendo quest’ultima gravata anche da circa 50 milioni di euro di crediti vantati nei confronti di Enti pubblici, alcuni dei quali risalenti addirittura agli anni novanta, la cui riscossione si presenta problematica nonostante il Commissario abbia intrapreso azioni più incisive in questa direzione;
    si valuta positivamente l’adozione di atti rilevanti dal punto di vista organizzativo: in particolare, da una situazione di quasi totale assenza, si è passati all’emanazione di diversi regolamenti; inoltre, è stata posta in essere la rescissione delle convenzioni ritenute troppo onerose e si è proceduto altresì alla razionalizzazione delle risorse attraverso sistemi informatizzati per il rilevamento dei dati riguardanti tutte le convenzioni, nonché all’istituzione della Tesoreria Unica;
    la situazione economica pregressa rimane tuttavia caratterizzata da varie criticità: particolarmente contorta si presenta la vicenda della Siciliana Servizi Emergenza (SI.S.E.), emersa proprio grazie all’intervento dell’attuale presidente della Croce Rossa Italiana e denunciata alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti;
    il capitolo concernente la gestione del personale ha comportato i maggiori problemi, in primis la drammaticità del contenzioso derivante da vertenze impiantate dal personale civile, tale da poter produrre conseguenze devastanti sui bilanci della CRI,

impegna il Governo a:

a) dare piena attuazione al decreto legislativo n. 178 del 2012 in quanto, se si può concordare sulla oggettiva necessità – recepita in sede di conversione del decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 30 ottobre 2013 – di operare un rinvio parziale della privatizzazione della Croce Rossa Italiana, ritardando di 12 mesi il processo di privatizzazione delle sole strutture centrali (sede nazionale e regionali) e di sei mesi il programma di privatizzazione della struttura periferica (sedi provinciali e sedi locali), non può comunque essere messa in discussione la riforma prevista dal predetto decreto legislativo;
b) procedere tempestivamente all’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio previsto dal comma 1 dell’articolo 6 del decreto legislativo in oggetto, al fine di stabilire i criteri e le modalità di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della CRI e quelli del personale già appartenenti al Corpo militare – previa verifica della possibilità del loro inserimento nella platea dei militari coinvolti dall’operazione di riduzione in corso – nonché tra i livelli delle due categorie di personale e quelli previsti dai contratti collettivi dei diversi comparti della pubblica amministrazione;
c) promuovere ogni iniziativa utile al raggiungimento dell’accordo con le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, di cui al comma 7 del suddetto articolo 6, volto a favorire il passaggio di personale della CRI presso enti e aziende del Servizio sanitario nazionale;
d) monitorare l’attuazione del decreto legislativo n. 178 del 2012, impegnandosi altresì a riferire in merito al Parlamento con cadenza trimestrale.

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