I lavori della Camera in diretta

Tutela dei pazienti diabetici

La XII Commissione,

premesso che:

il diabete è una patologia cronica che si divide in diabete di tipo 1, rappresentato per la quasi totalità dalla forma immunomediata (cioè mediata da una disregolazione del sistema immunitario del soggetto) e diabete di tipo 2, dovuto invece ad un deficit di secrezione dell’insulina da parte delle cellule del pancreas od alla condizione di resistenza dei tessuti all’azione della stessa insulina. Circa il 90 per cento della popolazione diabetica è affetta da diabete tipo 2, mentre solo una minoranza è affetta da diabete tipo 1;

secondo l’OMS sono circa 346 milioni le persone affette da diabete in tutto il mondo. Più dell’80 per cento delle morti correlate a questa patologia avvengono in Paesi a basso e medio reddito. L’Oms stima inoltre che i decessi per diabete sono destinati a raddoppiare tra il 2005 e il 2030 (nel 2004, i dati riferiscono di 3,4 milioni di persone scomparse a causa delle conseguenze di un alto livello di zucchero nel sangue);

secondo l’Oms Europa, 52 milioni di persone in Europa soffrono di diabete. La presenza del diabete è in crescita in tutta Europa arrivando, in alcuni Stati, a tassi del 10-14 per cento della popolazione. Questo aumento è in parte dovuto all’invecchiamento generale della popolazione ma principalmente alla diffusione di condizioni a rischio come sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà e disuguaglianze economiche;

in Italia il numero di persone con diabete è aumentato in 12 anni di quasi la metà. Si è passati da 2,15 a 3,27 milioni di persone con poco meno di 100 mila casi in più ogni anno e il dato è probabilmente sottostimato. Almeno un altro milione, più probabilmente 1,5 milioni, di persone hanno il diabete senza saperlo;

il diabete colpisce soprattutto attraverso infarti e ictus. Ci sono comunque 51 persone ogni 100 mila (e quindi 30 mila persone all’anno) che muoiono a causa del diabete;

nel medio-lungo periodo la situazione non migliorerà: le nuove generazioni sviluppano sovrappeso e obesità più spesso e prima delle generazioni precedenti e questo fa temere una crescita nel numero di casi di diabete ancora in età lavorativa;

la Giornata mondiale del diabete istituita nel 1991 dall’International diabetes federation e all’Organizzazione mondiale della sanità, e riconosciuta dalle Nazioni Unite a partire dal 2006, cade ufficialmente il 14 novembre;

la Giornata mondiale del diabete è la più grande manifestazione del volontariato in campo sanitario. In 400 città e cittadine d’Italia si svolgeranno almeno 500 eventi organizzati da Associazioni di persone con diabete, medici, altri professionisti sanitari e persone di altre organizzazioni (Croce Rossa, Alpini, Misericordia, etc.). Tutti prestano il loro impegno come volontari. La Giornata mondiale del diabete è una delle poche nel suo campo a non sollecitare contributi ma anzi a offrire gratuitamente servizi;

l’evento più classico della Giornata è infatti la «glicemia in piazza» che si è evoluta fino a diventare una serie di test effettuati sul momento che permettono di scoprire se si ha il diabete o di valutare il rischio di svilupparlo. Spesso al test si accompagna la possibilità di ricevere una veloce consulenza medica o dietistica. Ma si organizzano anche conferenze, eventi che invitano all’esercizio fisico e perfino serate teatrali. Si calcola che 400 mila persone siano coinvolte dagli eventi organizzati;

il nostro Paese si trova nella peculiare situazione, forse unica al mondo, di avere una legge a tutela dei diritti delle persone con diabete mellito (legge n. 115 del 1987), e di avere posto con il Piano Sanitario Nazionale 2011-2013 il diabete, insieme ad altre malattie croniche non trasmissibili, fra le priorità per il Sistema sanitario nazionale;

il Piano nazionale diabete disegna un modello razionale di assistenza che, senza sprecare risorse, mette le persone in grado di gestire al meglio il loro diabete e riduce – a breve medio e lungo termine – le sofferenze umane e i costosi ricoveri dovuti a scompensi glicemici e a complicanze, in particolare si basa su:

a) centralità della persona con diabete che viene vista come risorsa del sistema;

b) ruolo delle Associazioni di volontariato delle persone con diabete o associazioni di famigliari di persone con diabete nel rappresentare i bisogni sanitari e sociali;

c) integrazione e la rete tra i diversi livelli assistenziali (specialista-specialista o specialista-medico di medicina generale) attraverso percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA);

d) uso appropriato delle risorse;

permangono difficoltà a trovare lavoro, il 34 per cento dei datori di lavoro non ha neppure preso in considerazione l’assunzione di chi è affetto da diabete. Si tratta di difficoltà e discriminazioni ingiustificate. La tutela del lavoratore diabetico, sancita attraverso legge n. 115 del 1987, stabilisce infatti il divieto di qualsiasi discriminazione nei riguardi dei pazienti diabetici nell’accesso a posti di lavoro pubblico e privato e raccomanda la necessità di agevolarne l’inserimento nelle attività lavorative. L’articolo 1, lettera d) della citata legge indica espressamente la necessità di «agevolare l’inserimento del diabetico nella scuola, nelle attività sportive e nel lavoro», mentre l’articolo 8, comma 1 stabilisce che la malattia diabetica, priva di complicanze invalidanti, non costituisce motivo ostativo per l’accesso al lavoro pubblico e privato;

inoltre, quanto al tempo da sottrarre al lavoro per curare bene il diabete, esso è soltanto quello necessario per le analisi di laboratorio (2-4 mattine l’anno) e le verifiche periodiche (2-6 volte l’anno). In proposito, la legge n. 104 del 1992 concede al diabetico tre permessi mensili (retribuiti) per effettuare i regolari controlli. I diabetici, non sono dunque esposti all’assenteismo più degli altri lavoratori,

impegna il Governo:

ad attuare ogni iniziativa per garantire cure sempre più appropriate alle persone affette da diabete;

ad assumere ogni iniziativa per tutelare la salute dei pazienti diabetici nei diversi contesti regionali;

ad avviare ogni azione possibile affinché si abbattano i pregiudizi discriminatori sul lavoro verso persone affette da patologia diabetica.

D’Incecco (primo firmatario), Iori, Lenzi, Bellanova, Biondelli, Amato, Capone, Casati, Carnevali, Miotto, Burtone, Grassi, Scuvera

Risoluzione presentata in Commissione affari sociali il 14 novembre 2013

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