I lavori della Camera in diretta

Privatizzazione Croce Rossa, la proposta di risoluzione del relatore

La Commissione affari sociali ha ripreso oggi la discussione della relazione sullo stato di attuazione del decreto legislativo che prevede la riorganizzazione dell’Associazione italiana della Croce Rossa, dopo le audizioni informali dei giorni scorsi, durante le quali sono stati ascoltati i sindacati dei dipendenti, l’Ispettore nazionale del Corpo militare della CRI e il Presidente nazionale della CRI, Avv. Francesco Rocca.

Nella seduta di oggi è intervento in rappresentanza del governo il sottosegretario Paolo Fadda, che ha ricordato come durante la conversione del decreto-legge n. 101 del 2013, riguardante la razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni, è stato approvato un emendamento di iniziativa parlamentare che prevede un rinvio parziale della privatizzazione delle strutture centrali della Croce Rossa Italiana, mantenendo inalterato il programma di privatizzazione dei comitati provinciali e locali. Per questa ragione il sottosegretario ha manifestato la necessità che si crei una sinergia tra il governo e la Croce Rossa per realizzare compiutamente la riforma introdotta dal decreto legislativo n. 178 del 2012.

Per il Partito Democratico Anna Margherita Miotto ha chiesto anche una collaborazione tra ministeri per dare piena attuazione alla riforma. Riguardo alla questione del Corpo militare della associazione, ha ricordato che sarebbe opportuno individuare una soluzione modificando gli schemi di decreti legislativi in corso di esame presso la Commissione difesa, che riguardano la revisione dell’assetto strutturale e organizzativo delle Forze armate e del personale militare e civile del Ministero della difesa.

Il sottosegretario Fadda ha espresso la propria disponibilità sul punto, mentre il presidente Pierpaolo Vargiu ha ricordato che dal punto di vista procedurale, si potrebbe fare ricorso alla possibilità prevista dall’articolo 96-ter, comma 4, del regolamento della Camera, relativo ai casi in cui gli schemi di atti normativi del Governo investono in misura rilevante aspetti di competenza di commissioni diverse da quella alla quale sono assegnati e che consente a queste ultime di chiedere al Presidente della Camera di essere autorizzate a trasmettere propri rilievi alla Commissione competente per materia.

Anna Margherita Miotto ha quindi chiesto al presidente di avanzare richiesta alla presidente Boldrini di poter esprimere questi rilievi, ottenendo il sostegno di tutta la commissione.

Il relatore Giovanni Monchiero ha poi illustrato il contenuto della proposta di risoluzione relativa alla relazione in discussione.

Questo è il testo presentato, che indica alcuni impegno al governo:

La XII Commissione (Affari sociali),

premesso che:

    ha proceduto, ai sensi dell’articolo 124 del regolamento, all’esame della relazione sullo stato di attuazione del decreto legislativo recante la riorganizzazione dell’Associazione italiana della Croce rossa (CRI), presentata dal Ministro della salute in base al disposto dell’articolo 8, comma 5, del decreto legislativo 28 settembre 2012, n. 178;

    la predetta relazione è stata oggetto di un dibattito svoltosi presso la medesima Commissione a partire dalla seduta del 23 ottobre 2013, nel corso del quale si è proceduto anche allo svolgimento di alcune audizioni, di rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dell’Ispettore nazionale del Corpo militare della CRI, gen. Gabriele Lupini, e del Presidente nazionale della CRI, avv. Francesco Rocca;

osservato, nel merito della relazione, che:

    appaiono complessivamente apprezzabili i risultati economici raggiunti, con riferimento alla situazione del bilancio consolidato, pur essendo quest’ultima gravata anche da circa 50 milioni di euro di crediti vantati nei confronti di Enti pubblici, alcuni dei quali risalenti addirittura agli anni novanta, la cui riscossione si presenta problematica nonostante il Commissario abbia intrapreso azioni più incisive in questa direzione;

    si valuta positivamente l’adozione di atti rilevanti dal punto di vista organizzativo: in particolare, da una situazione di quasi totale assenza, si è passati all’emanazione di diversi regolamenti; inoltre, è stata posta in essere la rescissione delle convenzioni ritenute troppo onerose e si è proceduto altresì alla razionalizzazione delle risorse attraverso sistemi informatizzati per il rilevamento dei dati riguardanti tutte le convenzioni, nonché all’istituzione della Tesoreria Unica;

    la situazione economica pregressa rimane tuttavia caratterizzata da varie criticità: particolarmente contorta si presenta la vicenda della Siciliana Servizi Emergenza (SI.S.E.), emersa proprio grazie all’intervento dell’attuale presidente della Croce Rossa Italiana e denunciata alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti;

    il capitolo concernente la gestione del personale ha comportato i maggiori problemi, in primis la drammaticità del contenzioso derivante da vertenze impiantate dal personale civile, tale da poter produrre conseguenze devastanti sui bilanci della CRI,

impegna il Governo a:

   a) dare piena attuazione al decreto legislativo n. 178 del 2012 in quanto, se si può concordare sulla oggettiva necessità – recepita in sede di conversione del decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 30 ottobre 2013 – di operare un rinvio parziale della privatizzazione della Croce Rossa Italiana, ritardando il processo di privatizzazione delle sole strutture centrali (sede nazionali e regionali) e lasciando inalterato il programma di privatizzazione della struttura periferica (sedi provinciali e sedi locali), non può comunque essere messa in discussione la riforma prevista dal predetto decreto legislativo;

   b) procedere tempestivamente all’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio previsto dal comma 1 dell’articolo 6 del decreto legislativo in oggetto, al fine di stabilire i criteri e le modalità di equiparazione fra i livelli di inquadramento previsti dal contratto collettivo relativo al personale civile con contratto a tempo indeterminato della CRI e quelli del personale già appartenenti al Corpo militare, nonché tra i livelli delle due categorie di personale e quelli previsti dai contratti collettivi dei diversi comparti della pubblica amministrazione;

   c) promuovere ogni iniziativa utile al raggiungimento dell’accordo con le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, di cui al comma 7 del suddetto articolo 6, volto a favorire il passaggio di personale della CRI presso enti e aziende del Servizio sanitario nazionale.

Il seguito della discussione è stato rinviato a un’altra seduta.

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