“Siamo pronti a fare la nostra parte anche a Roma”

“Siamo pronti a fare la nostra parte anche a Roma”

Non è che siano volati proprio dei complimenti ai politici romani, ieri. “Indecenti”, li definisce il sindaco di Albino Luca Carrara, “perché non sono in grado di gestire la complessità di questo momento”. “Ignoranti”, li apostrofa il loro ex collega Ettore Pirovano, ora presidente della Provincia, “perché legiferano sui Comuni ma probabilmente il Comune l’hanno visto solo quando sono andati a rifare la carta d’identità”. 

La boutade è sufficiente a mettere zizzania fra il deputato democratico Beppe Guerini – “I miei compagni di banco del Pd in Parlamento sono per il 90% amministratori” – e quello leghista Cristiani Invernizzi: “sarà, ma non li ho visti alzarsi neanche una volta per sostenere le legittime aspirazioni dei territori che pretendete di rappresentare”.

Fatto sta che i restanti parlamentari, per un giorno, preferiscono abbandonare la dialettica di parte, per restare nel solco tracciato dalla manifestazione dei sindaci, quello di una collaborazione al di là dei colori politici per portare a casa i risultati. Bando quindi alle polemiche (anche se a qualcuno scappa), per rispondere compatti all'”appello al coraggio” fatto dal sindaco di Bergamo Franco Tentorio. “Raccolgo la provocazione di Tentorio per quello che si può, perché sappiamo tutti, a partire da Tentorio stesso, che la realtà è più complessa; in ogni caso bisogna mettersi tutti insieme al lavoro per far sì che i Comuni svolgano nel miglior modo possibile il loro compito”, invita a far squadra il deputato Pd Giovanni Sanga. Ricordando, però, anche che “quella del governo Letta è la prima finanziaria, dopo quelle di Berlusconi e di Monti, che inizia a restituire qualcosa agli enti locali, dopo anni. È stata tracciata una strada, non è ancora sufficiente, ma bisogna andare avanti”. È d’accordo la collega Elena Carnevali, che assicura “l’attenzione del governo e del Pd” per i tre temi sollevati dai sindaci: lo stop all’instabilità fiscale e all’incertezza dei trasferimenti, nonché l’allentamento del Patto di stabilità. “Il miliardo e mezzo di euro sbloccato dal governo per i Comuni è un primo segnale – aggiunge Carnevali – ma gli obiettivi sono anche la premialità ai Comuni virtuosi e l’attenzione per i piccoli Comuni.” E anche lei risponde indirettamente a Tentorio e Pirovano: “Comprendo il grido di dolore vero dei sindaci, perché ho fatto anche l’amministratore e so bene di che cosa stiamo parlando. Cerchiamo di fare la nostra parte a Roma,  ma non dimentichiamoci che le modifiche del Patto di stabilità si inseriscono in un contesto europeo”.

Come sottolinea anche il senatore lumbard Giacomo Stucchi, presente col collega Nunziante Consiglio. “Il Patto di stabilità andrebbe sostituito con il pareggio di bilancio: tanto ho e tanto spendo. E non si può prescindere dal fatto che non tutti i Comuni amministrano allo stesso modo. Chi amministra bene deve poter dare le risposte ai suoi cittadini”, interviene Stucchi, commentando come “molto importante l’adesione massiccia alla manifestazione, al di là delle appartenenze politiche: “I Comuni bergamaschi fanno bene a rivendicare insieme la loro virtuosità. Sono l’esempio reale e concreto della gestione attenta dei soldi dei cittadini”. B.R.

Da L’Eco di Bergamo di domenica 10 novembre 2013

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