Patto di stabilità, premio ai comuni virtuosi

Oltre ai provvedimenti già inseriti nella Legge di stabilità per alleggerire il Patto di stabilità, nel 2014 le regole del Patto verranno riviste. L’assicurazione arriva dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Graziano Delrio, che abbiamo intervistato in occasione della protesta dei sindaci bergamaschi in programma sabato mattina.

Il ministro assicura anche che i dipendenti della Provincia non rischiano nulla e si dice disponibile ad incontrare i sindaci orobici appena possibile, all’inizio del nuovo anno. Venerdì 8 novembre i parlamentari bergamaschi del Pd Giovanni Sanga ed Elena Carnevali hanno incontrato il ministro per illustrare le ragioni della protesta e fare il punto sui problemi degli enti locali.

Ministro, quali spazi di manovra ci sono sul Patto di stabilità?

«Questo Patto ormai non piace a nessuno: dobbiamo cambiarne le regole. E nel 2014 certamente cambieranno».

Cosa è già contenuto nella Legge di stabilità riguardo al Patto?

«Il Patto bloccava investimenti per quattro miliardi dei Comuni: ora c’è un’inversione di tendenza. Anziché continuare ad aumentare questo saldo negativo, abbiamo messo un miliardo. Per la prima volta gli obiettivi del Patto vengono ridotti di un miliardo, cioè i Comuni potranno disporre di un miliardo in più. Non è ancora tutto quello che volevamo: ma intanto è un segnale importante. In particolare voglio che il governo faccia un provvedimento per togliere completamente dal Patto i Comuni sotto i cinquemila abitanti. Ci stiamo lavorando».

E nel 2014 come cambierà il Patto?

«Bisogna premiare i Comuni virtuosi, quelli con i conti in ordine, che hanno buoni servizi e che devono investire per lo sviluppo del territorio».

Si paventa il rischio di chiusura dei Comuni. È un rischio reale?

«Prendo in seria considerazione l’allarme di sindaci così seri come quelli bergamaschi. Ma nel 2014, oltre al miliardo messo per il Patto, vi sarà anche un miliardo per tenere bassa la Service tax. E sarà il primo anno in cui i Comuni non avranno tagli aggiuntivi».

L’Eco di Bergamo, 9 novembre 2013

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