Responsabilità dei medici, chiesto un ciclo di audizioni informali

Responsabilità dei medici, chiesto un ciclo di audizioni informali

La Commissione affari sociali ha iniziato oggi l’esame in sede consultiva della proposta di legge che prevede l’emanazione di un regolamento in cui far confluire la legislazione vigente sul tema dell’abbattimento delle barriere architettoniche per superare l’attuale frammentazione normativa.

La relatrice Vittoria D’Incecco (Pd) ha illustrato il contenuto del provvedimento soffermandosi sul comma 3, che prevede la ricostituzione di una Commissione permanente, alla quale sono affidati i compiti di individuare la soluzione a eventuali problemi tecnici derivanti dall’applicazione della normativa; elaborare proposte di modifica e aggiornamento, anche per semplificare l’inserimento di innovazioni tecnologiche che eliminino le barriere architettoniche nelle parti comuni degli edifici esistenti e nelle loro pertinenze; adottare linee guida tecniche basate sulla progettazione universale ai sensi dell’articolo 4, comma 1, lettera f), della Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006; procedere al monitoraggio sistematico delle pubbliche amministrazioni in tema di adozione di piani di eliminazione delle barriere architettoniche. Proprio la lettera f) della Convenzione Onu impegna gli Stati a promuovere la ricerca e lo sviluppo di beni, servizi, apparecchiature e attrezzature progettati universalmente, cioè in modo da richiedere il minimo adattamento possibile ed il costo più contenuto possibile per venire incontro alle esigenze specifiche delle persone con disabilità.

I componenti della Commissione saranno nominati dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentita la Conferenza Stato-Regioni.

Giulia Di Vita (M5S) ha espresso perplessità in merito alla ricostituzione della Commissione permanente, perché questa struttura, istituita nel 1989, non ha mai funzionato e non si comprende perché in questa fase dovrebbe invece fare ciò che non ha fatto in passato. Ha anche affermato che potrebbero essere apportati dei miglioramenti al testo del comma 3 dell’articolo unico di cui si compone il provvedimento, prevedendo, per esempio, che della Commissione facciano parte anche esperti del settore, in particolare per la progettazione universale.

 

Responsabilità professionale dei medici

Nella parte pomeridiana della seduta, invece, la Commissione affari sociali ha proseguito l’esame in sede referente delle proposte di legge relative al rischio clinico e alle coperture assicurative nel settore sanitario. A quelle già in discussione (primi firmatari Fucci e Calabrò) ne è stata abbinata un’altra, che il relatore Pierpaolo Vargiu ha illustrato.

Ferdinando Aiello (Sel) ha auspicato che sia predisposto in tempi brevi un testo unificato ed ha espresso apprezzamento per la proposta di legge di iniziativa del deputato Fucci, nella parte in cui prevede l’istituzione della conciliazione obbligatoria per le richieste di danni, al fine di valutare preventivamente la fondatezza di tali richieste, nonché di svolgere gli opportuni accertamenti.

Maria Amato (Pd), invece, ha definito particolarmente interessante la disposizione contenuta nell’articolo 2 della proposta di legge Calabrò, che pone a carico delle strutture sanitarie la responsabilità civile per danni a persone causate dal personale sanitario. Nella situazione attuale, le polizze assicurative gravano direttamente sui medici, ciò comporta l’assunzione di costi eccessivamente elevati, soprattutto per i medici più giovani, e genera situazioni di discriminazione in quanto, ad esempio, non c’è una compagnia assicurativa disposta a coprire il rischio derivante dall’esposizione a radiazioni di una donna in stato di gravidanza. La situazione generale potrebbe migliorare se vi fosse una trattativa unica a livello aziendale con le compagnie assicuratrici. In questo modo si limiterebbe anche l’impatto della cosiddetta «medicina difensiva», per cui i medici, essendo oramai elevatissimo il numero delle richieste di risarcimento dei danni da parte dei pazienti, prescrivono in modo massiccio esami e farmaci, anche quando non sarebbe strettamente necessario, per non incorrere in azioni giudiziarie.

Anche Donata Lenzi (Pd) ha fatto riferimento al ruolo delle compagnie assicurative, che dimostrano, in generale, scarsa disponibilità verso il settore sanitario. Data la complessità dell’argomento, ha chiesto che la Commissione proceda tempestivamente allo svolgimento di un ciclo di audizioni in modo da definire con chiarezza i punti rispetto ai quali occorre intervenire in via legislativa.

Accogliendo la richiesta di Donata Lenzi, il presidente della Commissione e relatore del provvedimento, Pierpaolo Vargiu, ha chiesto ai gruppi parlamentari di recapitare alla presidenza le richieste sulle audizioni informali che intendono svolgere, in vista della prossima riunione dell’ufficio di presidenza, prevista per giovedì 24 ottobre.

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