I lavori della Camera in diretta

Ludopatia, chiarire i criteri per l’idoneità delle strutture private

Ludopatia, chiarire i criteri per l’idoneità delle strutture private

La Commissione affari sociali ha concluso oggi la discussione preliminare delle proposte di legge Binetti, Fucci, Mongiello e Baroni sulla prevenzione, la cura e la riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico.

Nel corso della discussione, Matteo Mantero (M5s) si è soffermato su alcuni punti che ritiene particolarmente rilevanti e che andrebbero recepiti nel testo che la Commissione adotterà a conclusione dell’esame preliminare: utilizzare una terminologia corretta, parlando di «dipendenza da gioco d’azzardo patologico» anziché di «ludopatia»; prevedere disposizioni rigorose in ordine all’apertura delle sale da gioco, che non possono essere collocate in prossimità di luoghi «sensibili» quali scuole, strutture sanitarie, centri di aggregazione giovanile e centri per anziani; introdurre un divieto assoluto di pubblicità dei giochi d’azzardo.

Elena Carnevali (Pd), riferendosi al testo che la Commissione sta per adottare a conclusione della discussione preliminare, ha segnalato l’opportunità di tenere conto delle disposizioni previste dalla proposta di legge che assegna una delega al Governo in materia fiscale, già approvato dalla Camera e attualmente all’esame del Senato, che contiene norme in materia di giochi pubblici, modificate anche grazie al parere espresso dalla Commissione affari sociali e ad alcuni emendamenti presentati da deputati di questa stessa Commissione.

Riferendosi poi al merito delle proposte di legge, si è soffermata su quella presentata dal deputato Binetti e altri, chiedendo delucidazioni sul comma 4 dell’articolo 3, che prevede che

La certificazione della diagnosi di gioco d’azzardo patologico è rilasciata dai presìdi socio-sanitari pubblici individuati dalle regioni. I dipartimenti di salute mentale (DSM) delle aziende sanitarie locali, direttamente in collaborazione con i servizi territoriali per le dipendenze (SerD) o attraverso strutture private idonee, assicurano prestazioni ambulatoriali, semiresidenziali, residenziali e domiciliari di diagnostica, di terapia medica, di terapia psico-educativa, di riabilitazione e socio-assistenziali, nei casi in cui lo stato di salute consenta che queste possano essere erogate in regime di non ricovero. La certificazione di diagnosi di gioco d’azzardo patologico dà diritto a:

a) l’esenzione dalla partecipazione al costo della spesa sanitaria;

b) l’immediato accesso alle strutture dei presìdi regionali per la valutazione e la diagnosi, l’assistenza psicologica e farmacologica e il ricovero, se necessario, in centri specializzati nella cura della patologia;

c) l’applicazione di misure alternative al carcere per i reati connessi al gioco d’azzardo patologico;

d) l’esenzione dalla partecipazione al costo per l’acquisto dei presìdi necessari al trattamento del gioco d’azzardo patologico e alla tutela della qualità della vita.

Questa formulazione non chiarisce a sufficienza i criteri per qualificare l’«idoneità» delle strutture private, poiché non è previsto quale requisito sia necessario per l’accreditamento.

Nella prossima seduta sono previsti l’intervento del Governo e la replica del relatore.

Argomenti: