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Nota di aggiornamento al Def, se il sistema sanitario diventa «selettivo»

Nota di aggiornamento al Def, se il sistema sanitario diventa «selettivo»

Valutazioni concordi arrivano dalla Commissione affari sociali sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), che la legge di contabilità pubblica – la n. 196 del 2009 – prevede e di cui è iniziato l’esame in sede consultiva.

Il relatore Giovanni Monchiero (Scelta civica) ha illustrato il contenuto della parte della Nota che riguarda «sanità e assistenza» (paragrafo V.12). In essa, è indicato come obiettivo primario da perseguire quello di mantenere e sviluppare l’attuale sistema di governance del sistema sanitario per conciliare le caratteristiche del nostro Servizio Sanitario Nazionale, considerato dall’OMS uno dei primi in Europa, con i livelli di finanziamento contenuti, in modo da favorirne la sostenibilità nel medio-lungo periodo. Per questo è prevista l’adozione del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione – relativo al quinquennio 2014-2018 – che riserverà particolare attenzione ai comportamenti a rischio (sedentarietà, alimentazione eccessiva, fumo, dipendenza da gioco patologico, consumo di sostanze alcoliche, con un particolare focus sui giovani) e alle tossicodipendenze.

Importanti saranno i sistemi informativi dedicati alla prevenzione, tra i quali la Nota menziona le raccolte sistematiche di dati che porteranno alla definitiva attuazione del fascicolo sanitario elettronico, previsto nell’articolo 17 del cosiddetto «decreto del fare», che indica come termine ultimo per la sua istituzione il 30 giugno 2015.

La Nota cita anche il nuovo Patto per la salute, a proposito del quale rileva la necessità di perfezionarlo in tempi brevi e di completare il processo di trasferimento delle risorse dall’ospedale al territorio. In questo modo si avrebbe una «definitiva riorganizzazione del livello assistenziale ospedaliero accompagnata da una rimodulazione e da un potenziamento della rete dei servizi territoriali, riorganizzazione nella quale l’ospedale dovrà diventare sempre più un luogo di cura per acuti, a elevata specializzazione». In questo ambito la Nota prevede il potenziamento del ruolo delle farmacie, che dovrebbero diventare luogo privilegiato di erogazione di nuovi servizi socio-sanitari.

Per perseguire una politica di rigoroso contenimento dei costi, la Nota esprime l’intenzione di rafforzare, in collaborazione con le Regioni, il monitoraggio dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie e dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), in modo da sviluppare un sistema sanitario sempre più «selettivo»: a tale scopo dovranno essere ridisegnati i perimetri dei LEA attraverso il sistema del Health Technology Assessment (HTA), ovvero «un approccio multidisciplinare e multidimensionale che si propone di analizzare le implicazioni medico-cliniche, sociali, organizzative, economiche, etiche e legali di una nuova tecnologia mediante la valutazione di diversi fattori quali l’efficacia, la sicurezza, l’impatto organizzativo e i costi». La finalità dell’HTA è quella di identificare le opzioni assistenziali dimostratesi non solo maggiormente efficaci sul piano dei costi, ma anche preferite da pazienti e cittadini in modo da assicurare, a parità di risorse, il massimo valore possibile in termini di salute. 

Durante il dibattito che è seguito alla presentazione del relatore, Anna Margherita Miotto (Pd) ha espresso una serie di preoccupazioni, che sono state poi condivise dagli altri commissari che sono intervenuti. In particolare, Miotto ha evidenziato che per i prossimi anni non si prevede un aumento dell’incidenza della spesa sanitaria sul Pil, e non si può non notare la contraddizione tra l’impegno assunto per la predisposizione di un nuovo Patto per la salute e la riduzione delle risorse per sostenere il sistema sanitario. Il mantenimento dell’attuale modello di governance del settore sanitario, inoltre, significa continuare a privilegiare il contenimento dei costi senza fare fronte adeguatamente «all’altra imprescindibile necessità, prevista direttamente dalla Costituzione, di garantire la tutela del diritto alla salute».

Il parere della Commissione dovrebbe contenere, secondo Miotto, osservazioni sul nuovo Piano Nazionale di Prevenzione, nel quale si presta attenzione alla prevenzione di tutti i comportamenti a rischio quali fumo, sedentarietà, dipendenza da gioco patologico, senza considerare fattori come l’inquinamento e, più in generale, le politiche ambientali; sull’assistenza territoriale, dove occorrerebbe, più che evidenziare il ruolo delle farmacie, assicurare il potenziamento della medicina del territorio, a partire dalla medicina generale, secondo il modello già delineato, ma non ancora attuato, dal decreto Balduzzi.

La scelta dell’aggettivo «selettivo» in relazione al percorso che dovrà seguire il sistema sanitario nazionale, infine, è «ambigua e suscettibile di sviluppi non sempre auspicabili», anche in relazione all’obiettivo di ridisegnare il perimetro dei LEA. A questo proposito, la previsione per cui, nel ridisegnare il perimetro dei LEA, occorrerà tenere conto delle opzioni assistenziali preferite da pazienti e cittadini non è condivisibile, perché, se la libertà di scelta rappresenta di per sé un principio non contestabile, è pur vero che è necessario assicurare comunque la scientificità dell’approccio e la comprovata efficacia delle terapie.

Gli interventi successivi (Andrea Cecconi, M5S, Vittoria D’Incecco, Pd, Massimo Enrico Baroni, M5S e Marisa Nicchi, Sel) hanno in parte ripreso le osservazioni di Anna Margherita Miotto e allo stesso tempo contenevano dichiarazioni di disponibilità ad approvare un parere che trasmettesse alla Commissione bilancio le riserve sui contenuti della Nota di aggiornamento.

Vittoria D’Incecco ha fatto notare come l’incidenza del Fondo Sanitario Nazionale sul Pil sia diminuita dal 7,1 al 6,7 per cento, per questo potrebbe essere utile una maggiore integrazione ospedale-territorio, la cui mancanza genera inefficienza, poiché sono assegnate al campo sanitario molte prestazioni essenzialmente di carattere sociale con evidenti sovrapposizioni e sprechi. Inoltre ha proposto che le visite mediche alle quali vengono sottoposti i lavoratori in base alla normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro siano a carico del Servizio sanitario nazionale, sollevando così le imprese da costi molto onerosi. Andrebbe poi valorizzato il ruolo dei medici di medicina generale, in particolare nell’ambito delle politiche per la prevenzione. Anzi, gli ambulatori dei medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale potrebbero diventare centri di servizi socio-sanitari.

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