Concluso l’esame di assestamento di bilancio e decreto Imu

Concluso l’esame di assestamento di bilancio e decreto Imu

La Commissione affari sociali ha concluso oggi l’esame del disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato per l’anno 2013 e del rendiconto finanziario relativo all’anno 2012 approvando a maggioranza le relazioni favorevoli preparate dal relatore dei provvedimenti, Giovanni Monchiero.

La Commissione ha concluso anche l’esame del disegno di legge di conversione del decreto Imu. Questo provvedimento potrebbe tornare in commissione qualora il suo testo fosse modificato da eventuali emendamenti approvati dalle commissioni di merito. Nel seguito della discussione, Edoardo Patriarca (Pd) ha affermato che la copertura finanziaria per l’abolizione della seconda rata dell’Imu potrebbe essere trovata ricorrendo ai proventi del gioco d’azzardo.

Andrea Cecconi (M5S) ha lamentato le ridottissime possibilità di intervento della commissione, che può solo anticipare fondi da un anno all’altro per consentire un’anticipazione del pagamento dei debiti sanitari.

La proposta di parere del relatore, Raffaele Calabrò (Pdl), che contiene alcune delle osservazioni emerse nel dibattito in commissione, è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario di Sel e M5S. Questo è il testo:

La XII Commissione,

– esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, recante disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici (C. 1544 Governo);

- espressa, in generale, soddisfazione per la disciplina recata dall’articolo 13, in materia di pagamenti dei debiti nei confronti delle imprese da parte degli enti territoriali, con particolare riferimento alle disposizioni concernenti l’accesso alle anticipazioni di liquidità in favore delle regioni e delle province autonome, per il pagamento dei debiti sanitari;

- rilevato, tuttavia, che l’articolo 15, recante norme concernenti la copertura finanziaria del provvedimento in titolo, prevede tagli lineari che incidono anche sulle politiche relative alla tutela della salute e alle politiche sociali, con tutte le conseguenze che ne derivano per quanto riguarda il finanziamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e delle attività aventi rilievo sociale;

- valutata altresì l’esigenza di risolvere la problematica questione relativa all’esenzione dal pagamento dell’IMU con riferimento alle organizzazioni non profit, in quanto, ai sensi dell’articolo 91-bis del decreto-legge n. 1 del 2012 – convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2012 – e delle modifiche successivamente introdotte, è stata circoscritta l’esenzione dal pagamento dell’IMU agli immobili nei quali le attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive sono svolte «con modalità non commerciali»; il decreto ministeriale n. 200 del 19 novembre 2012, volto a disciplinare i presupposti della predetta nozione di commercialità, ha delineato un meccanismo completamente avulso dal quadro normativo vigente, oltre ad essere particolarmente complesso e, quindi, di difficile applicazione, tanto da generare confusione presso le organizzazioni non profit interessate, con il connesso rischio di contestazioni e contenziosi,

esprime:

 PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti osservazioni:

a) valutino le Commissioni di merito l’opportunità di riconsiderare, all’articolo 15 del provvedimento in titolo, relativamente alla riduzione degli stanziamenti concernenti le spese, la ripartizione effettuata tra i diversi Ministeri, nel senso di evitare gli effetti negativi che altrimenti si produrrebbero sulle politiche relative alla tutela della salute e sulle politiche sociali;

b) valutino le Commissioni di merito l’opportunità di introdurre nel testo del provvedimento una disposizione volta a chiarire la questione relativa all’applicazione dell’esenzione dall’IMU in favore degli immobili di proprietà di organizzazioni non profit.

 

Nella seduta di oggi è ripresa la discussione sul testo unificato dei disegni di legge Binetti, Fucci e Mongiello relativa alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione dalla dipendenza da gioco d’azzardo patologico. Al provvedimento è stata abbinata anche la proposta di legge n. 1596, d’iniziativa del deputato Baroni e altri, che ha per oggetto «Disposizioni per la prevenzione della diffusione dei fattori di rischio del gioco d’azzardo patologico, nonché per la cura e la riabilitazione dei soggetti che ne sono affetti». La relatrice del testo unificato, Paola Binetti (Scelta Civica), ha illustrato il contenuto dei 12 articoli della nuova proposta di legge assegnata alla commissione, che vuole introdurre nel nostro ordinamento giuridico misure in grado di affrontare sia «le conseguenze dell’espandersi delle forme di dipendenza patologica da gioco, sia il costante ampliamento delle proposte di gioco, la moltiplicazione degli spazi, fisici e virtuali, e gli effetti delle campagne pubblicitarie che molte volte veicolano messaggi ingannevoli attraverso spot televisivi, quotidiani, riviste e cartellonistica pubblicitaria».

Massimo Enrico Baroni (M5S) ha dissentito su un aspetto della presentazione della relatrice in cui, pur classificando correttamente la patologia del gioco d’azzardo come un disturbo del controllo, ha indicato come cura interventi basati sulla farmacoterapia, mentre, a suo giudizio, occorrerebbe un trattamento riabilitativo affidato a personale specializzato, analogamente a quanto avviene per contrastare altre forme di dipendenza patologica come la tossicodipendenza, il tabagismo e l’alcolismo.

Paolo Beni (Pd) ha ricordato il rischio che si creino sovrapposizioni fra le proposte all’esame della commissione e i decreti legislativi che saranno adottati dal Governo in sede di attuazione della delega in materia fiscale, in particolare a proposito dell’articolo 14 della proposta di legge che nella giornata odierna ha concluso l’iter alla Camera. Beni ha anche affermato che, accanto al versante prettamente fiscale, che interessa la filiera dei soggetti concessionari dei giochi, occorrerà, da parte della commissione, prestare la massima attenzione ai profili di carattere sanitario e sociale strettamente connessi al gioco d’azzardo. Un altro aspetto della questione a suo avviso trascurato è rappresentato dalle alternative al gioco d’azzardo, molto spesso assenti. In questo senso, sarebbe opportuno coinvolgere il mondo dell’associazionismo per cercare soluzioni in merito alle modalità di utilizzo del tempo, specialmente per i giovani.

Edoardo Patriarca (Pd) ha insistito sull’importanza dell’aspetto propriamente fiscale in quanto non si possono prevedere benefici fiscali in favore dei soggetti concessionari di giochi, per non trasmettere messaggi contraddittori presso l’opinione pubblica. Un ruolo importante dovrebbe poi essere affidato alla scuola, ma anche alle famiglie, alle associazioni di volontariato, perché svolgano un’adeguata attività di informazione sui rischi connessi al gioco d’azzardo e di prevenzione.

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