Debiti sanitari, incrementato il fondo per il pagamento alle imprese

Debiti sanitari, incrementato il fondo per il pagamento alle imprese

La Commissione affari sociali ha iniziato oggi l’esame in sede consutiva del disegno di legge di conversione del decreto del governo che, tra l’altro, sospende il pagamento della prima rata dell’Imu.

Il relatore, Raffaele Calabrò (Pdl), ha illustrato il contenuto della parte di provvedimento che coinvolge direttamente le competenze della Commissione. Si tratta dell’articolo 13, che interviene sul pagamento dei debiti nei confronti delle imprese da parte degli enti territoriali, rideterminando le risorse del relativo Fondo, che sono incrementate di 7,2 miliardi per il 2013 e contemporaneamente ridotte dello stesso importo per il 2014. Per far fronte a pagamenti ulteriori, la norma incrementa poi il Fondo di 7,2 miliardi di euro per il 2014. Sono inoltre dettate disposizioni per consentire la concessione di ulteriori anticipazioni per il pagamento dei debiti sanitari da parte delle regioni, rispetto a quanto già previsto nel decreto-legge n. 35 del 2013, a valere sulle somme spettanti alle stesse a titolo definitivo.

In particolare, le variazioni nella dotazione del Fondo, così come previste nel comma 1 dell’articolo 13, si possono riassumere così:

Sezioni del Fondo per il pagamento dei debiti degli enti territoriali 2013 2014
Liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali + 1.611 milioni – 1.611 milioni
Liquidità alle regioni e alle province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari + 3.102,5 milioni – 3.102,5 milioni
Liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti del Servizio sanitario nazionale + 2.505,2 milioni – 2.505,2 milioni

 

Quest’ultima sezione del Fondo subisce una variazione complessiva delle somme disponibili di questo tipo:

2013 2014
da 5.000 milioni da 9.000 milioni
a 7.505,2 milioni a 7.309 milioni

 

Il comma 8, invece, incrementa di 7.218,6 milioni di euro per il 2014 la dotazione complessiva del Fondo, ma destina tali risorse «ad ulteriori pagamenti» da parte delle regioni e degli enti locali di debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2012, oppure dei debiti per i quali sia emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro lo stesso termine.

Il comma 6 interviene su quanto previsto dall’articolo 3, comma 3, del decreto-legge n. 35 del 2013. In base a quest’ultima norma sono state concesse anticipazioni di liquidità alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano per il pagamento dei debiti sanitari cumulati al 31 dicembre 2012. Le anticipazioni sono ammesse per un importo massimo di 14 miliardi di euro, di cui 5 miliardi per il 2013 e 9 miliardi per il 2014. I criteri per il riparto delle risorse sono costituiti dall’ammontare degli ammortamenti non sterilizzati e dall’importo delle mancate erogazioni delle somme dovute dalle regioni ai rispettivi Servizi sanitari. Le anticipazioni sono restituite, insieme con gli interessi, in un periodo non superiore a 30 anni. Adesso il comma 6 del decreto Imu dispone che le regioni possano presentare domanda di accesso anticipato a quota parte delle risorse da assegnarsi con il procedimento previsto dal comma 3 dell’articolo 3 del decreto-legge n. 35, entro e non oltre il 15 settembre 2013. L’accesso all’anticipazione è consentito fino ad un importo pari all’80 per cento delle somme singolarmente già assegnate.

Le regioni interessate devono assicurare misure idonee di copertura annuale del rimborso dell’anticipazione di liquidità, a partire dalla riduzione della spesa corrente, e la presentazione di un ulteriore piano dei pagamenti relativo ai debiti certi, liquidi ed esigibili cumulati alla data del 31 dicembre 2012 non ricompresi nel piano dei pagamenti già predisposto.

Le misure previste dall’articolo 13 – in particolare, le maggiori anticipazioni di liquidità nell’anno 2013 e l’incremento nell’anno 2014 del Fondo anticipazioni liquidità – porteranno effetti benefici in termini di maggior gettito IVA (quantificati in 925 milioni per l’anno 2013). Inoltre,  le maggiori anticipazioni di liquidità disposte dai commi 1-7 possono determinare impatti positivi sulle previsioni di crescita del PIL, stimati in + 0,1 per cento nel 2013, + 0,28 per cento nel 2014 e + 0,03 nel 2015.

Gli oneri derivanti dal decreto sono pari a 2.934,4 milioni di euro per il 2013, 553,3 milioni di euro per l’anno 2014, 617,1 milioni di euro per l’anno 2015 e 486,1 milioni di euro a decorrere dal 2016. Alla loro copertura si provvederà anche attraverso tagli lineari sugli stati di previsione dei Ministeri; in particolare, per quanto riguarda il Ministero della salute, si dispone una riduzione di 6,96 milioni di euro dei consumi intermedi e di 40.000 euro di investimenti lordi fissi.

Nel corso della discussione che è seguita alla presentazione del relatore, Paolo Beni (Pd) ha evidenziato l’opportunità di rivolgere alle Commissioni bilancio e finanze una raccomandazione riguardante un ulteriore tema che, pur non essendo strettamente attinente alle competenze della Commissione affari sociali, merita comunque di essere trattato nell’ambito di questo provvedimento, cioè l’esigenza di risolvere la questione relativa all’esenzione dal pagamento dell’IMU da parte delle organizzazioni non profit.

Ezio Primo Casati (Pd), pur apprezzando i contenuti del provvedimento, ha mostrato perplessità sulla previsione di tagli lineari anche sullo stato di previsione del Ministero della salute per coprire gli oneri finanziari. Sarebbe opportuno che le Commissioni di merito (bilancio e finanze) riconsiderassero i tagli lineari che, incidendo sulle politiche di tutela della salute e sulle politiche sociali, potrebbero incidere in modo negativo sul finanziamento dei livelli essenziali di assistenza e delle attività aventi rilievo sociale.

Paola Binetti (Scelta Civica) ha fatto notare che ci sono altri punti che, pur non rientrando direttamente nelle competenze della Commissione, meriterebbero di essere affrontati: uno è la riduzione del limite massimo di fruizione per la detraibilità dei premi di assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni (articolo 12), che dovrebbe essere rivalutata, considerato l’impatto che tale tipologia di detrazione ha sulle famiglie, l’altro è il tema trattato dall’articolo 5, recante norme in materia di tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (Tares). Binetti ha poi valutato positivamente il fatto che siano previste modalità certe per il pagamento dei debiti degli enti locali e dei debiti sanitari in particolare, ma sarebbe anche necessario predisporre una normativa organica che garantisca che il pagamento di questi debiti in via ordinaria entro tempi certi e secondo modalità definite.

La discussione proseguirà nelle prossime sedute.

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