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Delega fiscale al Governo, ridurre l’offerta di gioco per prevenire la ludopatia

Delega fiscale al Governo, ridurre l’offerta di gioco per prevenire la ludopatia

La Commissione affari sociali ha concluso oggi l’esame in sede consultiva del testo unificato delle proposte di legge che assegnano al Governo la delega per un sistema fiscale più equo. La discussione è proseguita sull’articolo 14, relativo alla ludopatia, che più direttamente riguarda le competenze della Commissione.

Paola Binetti (Scelta Civica) ha ricordato che, siccome diverse norme del decreto Balduzzi in materia di disciplina del gioco d’azzardo non sono state ancora applicate, sarebbe preferibile sollecitarne l’effettiva attuazione prima di introdurne altre sugli stessi argomenti (regolamentazione e limitazione dei messaggi pubblicitari di giochi con vincita in denaro; inserimento dei livelli essenziali di assistenza delle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia; pianificazione dei punti della rete di raccolta del gioco in modo da assicurare il rispetto delle distanze minime da determinati luoghi quali da istituti di istruzione, strutture sanitarie e ospedaliere, luoghi di culto, centri socio-ricreativi e sportivi).

Riguardo all’istituzione di un fondo finalizzato al contrasto delle ludopatie, previsto al comma 2, lettera q), dell’articolo 14, ha auspicato che siano trovate risorse «ampie e sicure» per alimentarlo. Infine, ha mostrato perplessità sul fatto che il comma finale dell’articolo preveda il rilancio del settore ippico, dal momento che proprio le scommesse in quell’ambito hanno rappresentato un tipo di gioco pericoloso ben prima dell’avvento di quelle telematiche.

Elena Carnevali (Pd) ha ricordato che il testo unificato in esame introduce una profonda e innovativa riforma del sistema fiscale. All’interno di esso è stato introdotto l’articolo concernente i giochi pubblici, la cui riforma è questione talmente complessa da richiedere lo strumento della delega al Governo.

Poiché l’iter parlamentare delle proposte di legge riguardanti il gioco d’azzardo sarà presumibilmente piuttosto lungo,  è opportuno ricorrere alla delega, puntando però a condizionare in modo stringente la successiva fase dell’adozione degli schemi di decreto legislativo da parte del Governo.

Il gruppo del Partito Democratico, proprio con questo obiettivo, ha presentato numerosi emendamenti riferiti, ad esempio, alle lettera e), n) ed o) del comma 2 dell’articolo 14. La riforma della regolamentazione dei giochi pubblici è quindi una questione prioritaria, «che richiede una risposta urgente a causa dell’incontrollata espansione del gioco, con tutte le ripercussioni sociali che ciò comporta, soprattutto sulle famiglie».

Le disposizioni previste dal cosiddetto decreto-legge Balduzzi – tra cui l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, gli avvertimenti sul rischio di dipendenza, la tutela dei minori dai messaggi pubblicitari e le linee d’azione, contenute nella legge di stabilità 2011 e nel decreto interdirigenziale da adottare entro il 31 dicembre 2013, attualmente all’esame della Conferenza unificata – vanno mantenute.

L’articolo 14, dal canto suo, introduce una riforma della regolazione del gioco pubblico con l’obiettivo di disciplinare lo sviluppo disordinato degli ultimi anni e la disomogeneità dei trattamenti fiscali. La riforma dovrebbe consentire una migliore regolamentazione del settore, l’eliminazione delle distorsioni accumulate negli ultimi anni, la fine dell’espansione incontrollata della rete, l’accostamento a questioni di prospettiva, sia sul versante del gioco tecnologico, sia su quello comunitario, in quanto la giurisprudenza europea ha una tendenza più liberista e tende ad ostacolare l’introduzione di regolamentazioni più rigide. La delega ha anche gli obiettivi di prevenire i fenomeni di gioco di azzardo patologico, di intensificare le misure per vietare l’accesso al gioco da parte dei minori e di individuare le risorse per finanziare i servizi sanitari che si occupano del contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo patologico.

Nell’esprimere il parere la Commissione dovrebbe fare riferimento ad alcune condizioni fondamentali: l’inserimento, tra i principi e criteri direttivi, della riduzione dell’offerta di gioco; il potenziamento delle misure di prevenzione, cura e riabilitazione; il rafforzamento dei poteri dei sindaci nella dislocazione territoriale della rete dei giochi e delle scommesse; le risorse per il fondo destinato al contrasto delle ludopatie, che dovrebbe essere alimentato non solo attraverso le entrate erariali, ma anche tramite i proventi spettanti ai soggetti di tutta la filiera.

Vanna Iori (Pd), condividendo molte delle considerazioni della collega Elena Carnevali, ha ricordato che ci sono questioni legate al gioco d’azzardo che vanno affrontate in via prioritaria – sia attraverso la delega sia con legge ordinaria – e che riguardano il monitoraggio del fenomeno del gioco d’azzardo; la regolamentazione e il potenziamento dei controlli; la predisposizione di adeguate sanzioni per evitare il pericolo costituito dall’infiltrazione di organizzazioni criminali, data la connessione che si viene a creare tra gioco compulsivo e usura.

Il Movimento 5 Stelle ha chiesto di rinviare l’espressione del parere al momento in cui la Commissione finanze avrà approvato gli emendamenti al testo originario. I commissari degli altri gruppi hanno fatto notare che, invece, il parere espresso in anticipo, specie se riporta delle condizioni, può indirizzare in modo più efficace la posizione della commissione di merito di fronte alle proposte di emendamenti che sono state presentate.

La relatrice del provvedimento, Anna Margherita Miotto (Pd), ha quindi illustrato la proposta di parere da lei elaborata che ha ricevuto la dichiarazione di voto favorevole di Pd, Scelta Civica e Pdl. Contrario il Movimento 5 Stelle, che non condivide l’impostazione complessiva dell’articolo 14.

Questo è il testo del parere approvato dalla Commissione:

La XII Commissione,

– esaminato, per le parti di competenza, il provvedimento in titolo, in particolare l’articolo 14, che conferisce delega al Governo per il riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici, al fine di porre rimedio allo sviluppo disordinato dovuto agli interventi normativi succedutisi negli ultimi anni e alla disomogeneità dei trattamenti fiscali, nonché con l’obiettivo di riordinare il sistema dei controlli, di introdurre nuove norme per rafforzare i criteri di trasparenza nell’affidamento delle concessioni, razionalizzare il sistema sanzionatorio e – in relazione alle competenze proprie della Commissione affari sociali –, di prevenire i fenomeni di gioco di azzardo patologico, di intensificare le misure per vietare l’accesso al gioco dei minori ed individuare le risorse per finanziare i servizi sanitari che si occupano del contrasto alla dipendenza da gioco d’azzardo patologico;

– considerato che il decreto-legge n. 158 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 189 del 2012, è già intervenuto in questa materia, recando disposizioni volte rispettivamente a: regolamentare e contenere i messaggi pubblicitari di giochi con vincita in denaro (articolo 7, commi 4, 4-bis e 5); prevedere l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia, intesa come patologia che caratterizza i soggetti affetti da sindrome da gioco con vincita in denaro (articolo 5, comma 2); disciplinare la ricollocazione dei punti della rete fisica di raccolta del gioco sulla base di determinati criteri, anche relativi alle distanze da istituti di istruzione primaria e secondaria, da strutture sanitarie e ospedaliere, da luoghi di culto, da centri socio-ricreativi e sportivi (articolo 7, comma 10); vietare l’ingresso ai minori di anni diciotto in determinate aree destinate al gioco con vincite in denaro (articolo 7, comma 8);

– ravvisata la necessità di mantenere in vigore le richiamate disposizioni, considerato che ad alcune di esse deve ancora essere data attuazione,

esprime

PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:

a) al comma 2, lettera a), dell’articolo 14, nella parte in cui si fa riferimento all’«esigenza di prevenire i fenomeni di ludopatia ovvero di gioco d’azzardo patologico e di gioco minorile, con abrogazione espressa delle disposizioni incompatibili ovvero non più attuali», venga specificato che non devono essere abrogate le disposizioni recate dal decreto-legge n. 158 del 2012 in queste materie, richiamate espressamente nelle premesse;

b) al comma 2, lettera a), dell’articolo 14, sia inserito espressamente, tra i principi e criteri direttivi ivi previsti, quello della riduzione dell’offerta di gioco, al fine di prevenire i fenomeni di ludopatia ovvero di gioco d’azzardo patologico e di gioco minorile, anche in considerazione dell’aumento del gettito erariale che presumibilmente conseguirà alla rivisitazione degli aggi e compensi spettanti ai concessionari ai sensi della lettera f) del medesimo comma;

c) al comma 2, lettera m), dell’articolo 14, si preveda un rafforzamento dei poteri dei sindaci in ordine alla localizzazione degli apparecchi di gioco, che devono essere tenuti lontano da luoghi «sensibili», nonché alla fissazione delle fasce orarie in cui è consentito il funzionamento dei giochi stessi;

d) al comma 2, lettera q), dell’articolo 14, si preveda che il fondo destinato al contrasto delle ludopatie – laddove sarebbe più opportuno utilizzare l’espressione gioco d’azzardo patologico – GAP – sia finanziato non solo attraverso le risorse erariali derivanti dai giochi pubblici ma anche con i proventi spettanti ai soggetti facenti parte della intera filiera del gioco;

e) al comma 2, lettera s), dell’articolo 14, al fine di introdurre meccanismi di autoesclusione dal gioco si introducano ulteriori possibilità oltre a quella del registro nazionale, che appare troppo rigida e tale da dissuadere il ricorso alle altre misure di autoesclusione già sperimentate in altri paese europei.

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