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Decreto femminicidio, il Piano d’azione straordinario

Decreto femminicidio, il Piano d’azione straordinario

La Commissione affari sociali ha iniziato oggi l’esame in sede consultiva del disegno di legge che prevede la conversione del decreto contro il femminicidio, approvato dal governo nel mese di agosto.

La relatrice del provvedimento, Daniela Sbrollini (Pd), ha illustrato, in particolare, il contenuto dell’articolo 5 del provvedimento, quello che più interessa le competenze della commissione. Si tratta del punto del decreto che prevede un Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, la cui stesura sarà affidata al Dipartimento per le pari opportunità, in sinergia con la programmazione comunitaria del periodo  2014-2020.

Il Piano ha come finalità la prevenzione, la formazione di professionalità in grado di gestire fenomeni di violenza di genere e di atti persecutori, il potenziamento dell’assistenza alle vittime attraverso il rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza, la collaborazione tra istituzioni, la raccolta dati, la configurazione di un sistema di governance del fenomeno tra livelli di governo sul territorio nazionale. Per l’elaborazione del Piano potranno essere utilizzate anche le risorse del Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità (istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri dall’articolo 19, comma 3, del decreto-legge n. 223 del 2006), mentre non sono previsti stanziamenti aggiuntivi per la concreta attuazione del Piano che – ai sensi del comma 3 dell’articolo 5 – deve avvenire «senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

Daniela Sbrollini ha rilevato come sia necessario introdurre nel nostro ordinamento una normativa organica e non interventi di carattere straordinario, così come occorre prevedere lo stanziamento di risorse adeguate, che «consentano effettivamente di dare una risposta credibile al problema della violenza di genere». E’ opportuno cambiare completamente approccio, passando dalla previsione di un Piano straordinario che «non fornisce indicazioni operative univoche sulla nascita di una rete territoriale di servizi integrati per il sostegno e la protezione delle donne vittime di violenza e, soprattutto, non fornisce finanziamenti certi alle regioni e agli enti locali», alla predisposizione di norme più stringenti per contrastare la violenza di genere. In relazione a queste, poi, dovrebbero essere individuate le risorse che ne consentano concretamente l’attuazione.

Perplessità analoghe, sulla straordinarietà del Piano e sulla mancanza di risorse aggiuntive, sono state espresse dai commisari che hanno partecipato alla discussione, durante la quale è stato ricordato come alcune proposte di legge sul contrasto della violenza di genere all’esame delle commissioni si segnalino per una impostazione più organica.

Il vice ministro Maria Cecilia Guerra, intervenendo in rappresentanza del governo, ha ricordato che il decreto contro il femminicidio è il primo atto concreto realizzato dopo l’approvazione da parte del Parlamento della Convenzione di Istanbul. Ha spiegato, poi, che la straordinarietà del Piano è connessa con il tipo di atto legislativo che lo prevede, un decreto legge emanato per motivi necessari e urgenti, ma ciò non incide sulla sua efficacia, dal momento che prevede interventi in tutti gli ambiti ritenuti indispensabili per un serio contrasto al fenomeno della violenza contro le donne: prevenzione, formazione, potenziamento dell’assistenza alle vittime di violenza, collaborazione tra istituzioni, configurazione di un sistema di governance del fenomeno tra livelli di governo sul territorio nazionale.

L’assenza di risorse aggiuntive per l’attuazione del Piano va intesa, secondo il vice ministro, come una «formula di rito», prevista già nel testo della ratifica della Convenzione di Istanbul. Tuttavia le risorse necessarie per la realizzazione delle singole misure previste dal Piano potranno essere stanziate al momento dell’approvazione della Legge di stabilità.

La discussione sul punto proseguirà nelle prossime sedute.

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