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Decreto scuola, si torna a investire

Decreto scuola, si torna a investire

Finalmente, dopo anni di tagli, si torna a investire nella scuola, con un piano articolato che prevede lo stanziamento di 400 milioni di euro. Si tratta di provvedimenti importanti che il Governo Letta si impegna a mettere in atto già a partire da quest’anno scolastico, dimostrando una rinnovata attenzione al mondo dell’istruzione, perché, come ha ricordato la ministra Carrozza, “mi rifiuto di dare per persa l’Italia”. Abbiamo bisogno che il Paese riparta e questo può avvenire soltanto investendo nell’istruzione.

Anche il segretario del Pd Guglielmo Epifani esprime la propria soddisfazione: “I provvedimenti sulla scuola e l’università assunti dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Istruzione rappresentano il segnale di una netta inversione di tendenza che finalmente si realizza in un settore lasciato per troppo tempo allo sbando. Da tempo il Pd chiedeva di tornare ad investire sulla formazione. Oggi il governo ha fatto un primo, importante passo. Merito del ministro Carrozza e dell’impegno del presidente Letta se dopo la stagione dei tagli a ripetizione decisi da Gelmini, Tremonti e Berlusconi si ricomincia a investire sui giovani, sulla formazione, sugli insegnanti di sostegno, se la scuola e l’università ricevono un’attenzione che lascia ben sperare per il futuro.”

“L’approvazione del decreto sulla scuola – afferma la capogruppo Pd in Commissione Cultura, Maria Coscia – è la dimostrazione che l’istruzione rappresenta uno dei temi centrali del governo Letta e che la promessa di investire sui giovani e sul futuro non è rimasta tale ma si fa realtà. Oggi sono stati affrontati temi importanti: dalle 26 mila immissioni in ruolo di insegnanti di sostegno, al problema della dispersione scolastica, che l’Europa ci chiede di far scendere dall’attuale 18, al 10%, alla stabilizzazione dei precari anche amministrativi fino all’annosa questione del trasferimento dei doventi inidonei che finalmente avranno giustizia. Auspico che si possa continuare su questa strada con ulteriori interventi a partire dalla prossima legge di stabilita’”.

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