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Integrazione a scuola, è ora di riflettere e agire

Integrazione a scuola, è ora di riflettere e agire

Quel che è certo, rispetto alla situazione della scuola di Costa Volpino, è che dovremmo riflettere e agire. La scuola e di conseguenza le famiglie saranno chiamate sempre più a confrontarsi con un cambiamento sociale e demografico dovuto anche dall’incidenza di molti nuovi alunni non italiani, magari nati qui, che provengono dalle scuole dell’infanzia del territorio, o da poco arrivati.

Bisogna lavorare, a vari livelli, perché situazioni come quella di Costa Volpino non si verifichino. Ormai è un dato acquisito che il miglior clima educativo è nelle classi dove si incontrano realtà diverse: diverse situazioni economiche e sociali, diversa provenienza geografica e abitudini, diverse capacità individuali. In questo modo i bambini hanno più stimoli e apprendono di più e soprattutto imparano a convivere, il che per il mondo futuro è davvero una risorsa.

Questo clima educativo richiede la “personalizzazione della didattica”, come prescrivono le norme, ma ciò andrebbe reso possibile attraverso l’impegno di più insegnanti, in grado di dare risposte diverse a bisogni diversi, con interventi di sostegno o di arricchimento.

La riduzione draconiana del personale docente e dei fondi dedicati all’istruzione avvenuta negli anni dei precedenti governi di centrodestra ha inciso profondamente sulla didattica, rendendo quasi impossibile il ricorso alle compresenze come risorsa educativa, penalizzando irrimediabilmente molte esperienze pilota e consolidate sperimentate dalle singole realtà scolastiche, compresa l’attività degli sportelli provinciali per l’integrazione degli alunni stranieri. Oggi il governo sottolinea invece, con la ministra Maria Chiara Carrozza, l’importanza di investire nella scuola, alla quale sarà dedicato un decreto ad hoc proprio lunedì, nonostante la situazione economica ancora molto complessa del nostro Paese.

Si tratta di un segnale positivo, da cui partire per evitare che si generino situazioni come quella verificatasi a Costa Volpino. La scuola rimane infatti il luogo privilegiato per la costruzione di solidi legami di integrazione tra tutte le diversità, un’opportunità anche per gli alunni italiani che “incontrano il mondo” nelle aule scolastiche, arricchendosi della presenza di culture altre. L’istituzione scuola ha il dovere, ed è una sfida pedagogica impegnativa e appagante, di promuovere questa integrazione, garantendo a ogni alunno un percorso che favorisca il pieno sviluppo delle potenzialità individuali, difficilmente raggiungibile in classi esclusivamente dedicate agli stranieri.

On. Elena Carnevali

Intervento pubblicato su “L’Eco di Bergamo” dell’8 settembre 2013

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