Comunicato stampa sulla ex Filati Lastex

Comunicato stampa sulla ex Filati Lastex

La realizzazione dell’asilo nido e di strutture dedicate alla disabilità, da tempo previste e da decenni attese a Redona, rivestono una importanza fondamentale sia per la città, per il quartiere sia per le politiche di welfare. La comunità di Redona ha sempre giustamente “richiesto” – come gli altri quartieri del territorio – che la programmazione delle opere e dei servizi avvenisse in un percorso di partecipazione e di condivisione. Così è stato per il cambio di destinazione da alloggi per anziani a Polo civico e per la palazzina dell’Ex Filati Lastex, il cui recupero non era nemmeno nel pensiero di chi amministra oggi. È per questa ragione che nel 2006 abbiamo pensato a un nuovo nido e a una comunità e alloggi protetti per l’accoglienza di ragazzi disabili. L’esigenza nasceva dalla necessità di corrispondere ai bisogni di un quartiere in grande espansione urbana, di nuove famiglie e di continuità con i progetti realizzati dalla stessa comunità, interventi spesso propedeutici e pilota, come per esempio l’accoglienza di molti ragazzi e ragazze che oggi, non avendo alternative, sono ospitati in strutture fuori dal nostro territorio, lontani dalla loro rete familiare e amicale. Fare comunità, crescere e svilupparsi investendo nella relazione umana, nella solidarietà e farsi carico di progetti integrati passa attraverso questi percorsi: una ricchezza e un valore che chi amministra deve coltivare e accrescere.

La pubblicazione del bando di project financing per il recupero della ex portineria della Filati Lastex avviene nel marzo 2007, nell’aprile del 2009 l’aggiudicazione. Le modifiche della legge sugli appalti possono aver complicato un po’ le cose, così come le diverse valutazioni dovute al cambio di amministrazione, ma sono stati necessari ben sei anni per poter vedere la continuità del progetto, un tempo irragionevole e insensato in cui l’avvicinarsi della scadenza elettorale è stato un buon detonatore. Basta scorrere nella memoria gli appelli del quartiere, il convegno del 2010 organizzato nel Polo civico “Filati Lastex tra sogno e realtà”, la dichiarazione del Sindaco del 27 ottobre 2010 “Tutto chiarito, si va avanti”, l’ordine del giorno delle minoranze che impegnava l’amministrazione a proseguire senza indugi. Ci sono voluti anni e anni di paziente, faticosa e impegnativa “pressione”, prima di tutto dalla comunità di Redona, perché si comprendesse e si portasse a termine una storia che non meritava di essere gettata alle ortiche. L’esito finale è certamente positivo, ma aver contribuito a consolidare l’immagine di inefficienza, lentezza e inattività della pubblica amministrazione non è certo un vanto.

Da tempo – in un momento di risorse scarse – si impone di affrontare le politiche di welfare, anche per una realtà locale come Bergamo, in rapporto nuovo e innovativo tra Stato, società e organizzazioni, del non profit e del profit. Casa Mater alla Celadina e Filati Lastex a Redona sono stati un buon esempio di interventi che hanno seguito questa modalità. Rimangono oggi, dopo quasi cinque anni, amaramente sospesi i progetti per il recupero della Palazzina di San Bernardino ed il Centro Diurno Integrato al Villaggio Sposi, nato per completare l’offerta di servizi per la cronicità e la non autosufficienza.

Siamo sempre in “zona Cesarini” e questo oggi dovrebbe essere un buon motivo per uscire dall’indecisione degli ultimi anni, guardando avanti senza preoccuparsi della paternità dei progetti, ma operando per accrescere un nuovo modo di fare comunità dentro la città.

On. Elena Carnevali

Carla Marchesi, Consigliere comunale

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