Approvato il decreto contro il femminicidio

Approvato il decreto contro il femminicidio

«L’avevamo promesso. Lo facciamo». Enrico Letta aveva affidato a Twitter, in mattinata, l’annuncio di una delle misure più importanti che il consiglio dei ministri era pronto ad approvare. Il decreto legge che inasprisce le pene per il reato di “femminicidio” è stato varato oggi dal governo. Dopo la ratifica della Convenzione di Istanbul e l’approvazione di varie mozioni sul tema della violenza di genere in Parlamento, arriva dall’esecutivo un altro segnale forte nella lotta contro uno dei reati più odiosi e sempre più diffusi nel nostro Paese.

Il decreto è formato da 12 articoli. Le principali novità introdotte riguardano l’arresto obbligatorio in caso di flagranza per i reati di maltrattamento familiare e stalking,  l’allontanamento da casa del coniuge violento se c’è rischio per l’integrità fisica della donna, la concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari se la donna vittima dell’aggressione è straniera, l’irrevocabilità della querela per impedire pressioni dell’uomo sulla donna perché ritiri la denuncia, la possibilità per i tribunali di adottare “corsie preferenziali” per l’esame delle cause che riguardano maltrattamenti, il gratuito patrocinio legale per le vittime che non possono permettersi un difensore, l’informzione costante alla vittima sulla condizione giudiziaria dell’aggressore, l’inasprimento di un terzo della pena se alla violenza assiste un minore, se la vittima è in gravidanza e se l’autore è marito, convivente della donna o lo è stato in passato.

 

La conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri

 

«Un giorno storico»

Positive le reazioni dal Partito Democratico. «Le norme contro il femminicidio approvate oggi in Consiglio dei ministri sono una buona notizia. Sono il segno di un impegno serio nel contrasto alla violenza, come molte volte abbiamo discusso in queste settimane nelle aule parlamentari e come abbiamo chiesto approvando la Convenzione di Istanbul», ha dichiarato Roberta Agostini, portavoce della Conferenza nazionale delle donne Pd. «Il Paese e le donne attendono da tempo una seria strategia che tenga insieme prevenzione del reato, protezione della vittima e punizione del colpevole e che affronti con misure adeguate maltrattamenti e violenze avvenute all’interno delle mura domestiche. Sono norme che vanno nella giusta direzione, in particolare quelle che riguardano il reato commesso in presenza di minori o la violenza sulle donne in stato di gravidanza o, ancora, quelle che riguardano donne straniere o che allontanano il coniuge violento. Le istituzioni devono sempre più rendersi protagoniste di quel cambiamento culturale profondo che le donne chiedono e per il quale in tante si stanno impegnando».

«Un giorno storico», è il commento di Silvia Velo, vicepresidente del Gruppo Pd. «La legge contro il femminicidio – ricorda Velo – era attesa da tanto, da troppo tempo e innumerevoli sono state le vittime innocenti di una politica fino ad oggi assente nella tutela di donne abusate, maltrattate, schiavizzate. Finalmente l’Italia, grazie alle promesse mantenute dal presidente del consiglio Letta , con questo provvedimento, che prevede una serie di norme a tutela delle donne e dei loro figli, può entrare nel novero dei paesi civili. E’ stato fatto – conclude – un importantissimo passo in avanti, nella consapevolezza che la lotta alla violenza non passa solo attraverso le leggi ma anche attraverso una rivoluzione culturale: contrasto e prevenzione devono andare di pari passo per una societá migliore».

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