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Decreto lavoro, il parere della Commissione affari sociali

Decreto lavoro, il parere della Commissione affari sociali

La Commissione affari sociali ha discusso oggi, in sede consultiva, il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, che riguarda primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti.

Il relatore, Gian Luigi Gigli (Scelta Civica), ha presentato le parti del provvedimento di competenza della Commissione:

articolo 3, commi 2 e 5: riguardano l’ampliamento dell’ambito territoriale di applicazione della cosiddetta «carta acquisti sperimentale» (o nuova social card). Attualmente la social card è sperimentata tra le fasce di popolazione in condizione di maggiore bisogno ed entro un limite massimo di risorse pari a 50 milioni di euro, nei comuni con più di 250.000 abitanti. Con questo decreto si ha un’estensione, nei limiti di 140 milioni di euro per il 2014 e di 27 milioni per il 2015, a tutti gli altri comuni delle regioni del Mezzogiorno;

articolo 3, comma 1: per favorire l’occupazione giovanile, prevede un finanziamento – pari a 108 milioni per il 2013, a 68 milioni per il 2014 e a 152 milioni per il 2015 – a progetti relativi all’infrastrutturazione sociale e alla valorizzazione di beni pubblici e a borse di tirocinio formativo, relativamente ai giovani residenti e/o domiciliati nelle regioni meridionali. Durante l’esame in Senato è stato introdotto anche un comma 1-bis, il quale prevede che dovranno essere finanziati, in via prioritaria, i bandi che prevedano il sostegno di nuovi progetti o imprese in grado di contare su un’azione di accompagnamento e tutoraggio per l’avvio e il consolidamento dell’attività imprenditoriale da parte di altra impresa già operante da tempo, con successo, in altro luogo e nella medesima attività;

articolo 9, commi 4-bis e 4-ter: introdotti nel corso dell’esame al Senato, prevedono disposizioni a favore dei disabili. Il comma 4-bis incrementa la dotazione del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, stabilita dall’articolo 13, comma 4, della legge n. 68 del 1999, di 10 milioni di euro per l’anno 2013 e di 20 milioni di euro per l’anno 2014. Il comma 4-ter,invece, prescrive l’obbligo, per i datori di lavoro pubblici e privati, di adottare accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro – come definiti dalla Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità – al fine di assicurare alle persone con disabilità la piena eguaglianza con gli altri lavoratori. Quest’ultimo comma sana un’inadempienza dell’Italia, sancita il 4 luglio 2013 dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea che, accogliendo uno specifico ricorso della Commissione europea nei confronti dell’Italia, ha dichiarato che l’Italia, non avendo imposto a tutti i datori di lavoro di prevedere, in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, soluzioni ragionevoli applicabili a tutti i disabili, è venuta meno al suo obbligo di recepire correttamente e completamente l’articolo 5 della direttiva 2007/78/CE. Non è, infatti, sufficiente che gli Stati membri prevedano misure di incentivo e di sostegno, bensì devono adottare provvedimenti efficaci e pratici in funzione delle esigenze delle situazioni concrete;

articolo 10, commi 5 e 6: riguardano le pensioni di invalidità e prevedono che i requisiti reddituali per la pensione assistenziale di inabilità in favore dei mutilati e degli invalidi civili sono computati soltanto con riferimento al reddito imponibile IRPEF del medesimo soggetto, con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare. Il criterio è esteso anche alle domande di pensione già presentate;

articolo 10, comma 7: esclude i trasferimenti erariali alle regioni per le politiche sociali e le non autosufficienze da quelli che sono assoggettati a riduzione nel caso di mancata adozione – da parte della regione – delle misure di «riduzione dei costi della politica» di cui all’articolo 1 del decreto-legge n. 174 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 213 del 2012;

articolo 11, comma 12: consente alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano di ricorrere alla leva fiscale – aumentando, a decorrere dall’anno 2014, l’aliquota base dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche fino ad un massimo di 1 punto percentuale – per coprire gli oneri derivanti dal rimborso delle anticipazioni di liquidità erogate dallo Stato per far fronte ai pagamenti dei debiti delle regioni e degli enti del servizio sanitario nazionale secondo quanto disposto agli articoli 2 e 3 del decreto-legge n. 35 del 2013 sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione. L’aumento dell’addizionale regionale all’IRPEF è consentito al solo fine della copertura degli oneri derivanti dal rimborso del prestito dello Stato per il pagamento dei debiti della regione o degli enti del servizio sanitario. Ad oggi, solo la Sicilia e la Sardegna (quest’ultima per il pagamento dei debiti sanitari) hanno fatto richiesta per ottenere anticipazioni di liquidità;

articolo 11, commma 12-bis: prevede che nelle regioni sottoposte ai piani di rientro e commissariate i pagamenti dei debiti sanitari possono essere effettuati anche dando precedenza ai crediti fondati su titoli esecutivi per i quali non sono più esperibili rimedi giurisdizionali diretti ad ottenere la sospensione dell’esecutività. Restano comunque fermi i piani di rientro nonché gli eventuali piani di pagamento dei debiti accertati in attuazione di essi;

articolo 11, comma 23: stabilisce che ai prodotti succedanei dei prodotti da fumo (le sigarette elettroniche) si applichino le disposizioni vigenti per i tabacchi lavorati in tema di divieto pubblicitario e promozionale, nonché di tutela della salute dei non fumatori;

articolo 11, comma 22: a decorrere dal 1° gennaio 2014, le sigarette elettroniche sono assoggettate ad un’imposta di consumo del 58,5 per cento. La commercializzazione di tali prodotti viene assoggettata alla preventiva autorizzazione da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

 

Nel corso del dibattito sono state sollevate perplessità su tutto il provvedimento (Lega Nord) o su parti di esso (M5S), in particolare quella relativa al finanziamento di progetti imprenditoriali e borse di tirocinio formativo solo per i giovani del sud, con l’esclusione di quelli del centro-nord.

Per il Partito democratico, Anna Margherita Miotto ha sottolineato invece come il disegno di legge contenga novità significative: segna un netto cambiamento di tendenza per la social card, grazie alla gestione diretta da parte dei comuni e all’utilizzo, per la prima volta, dei Fondi europei; prevede risorse per le regioni che si trovano in condizioni di difficoltà maggiori, per affrontare situazioni che sono vicine alla povertà estrema; sulle pensioni di invalidità chiarisce una situazione di incertezza determinata anche da sentenze contrastanti adottate in materia. Delia Murer ha segnalato come sia stato escluso dal provvedimento un punto che aveva già segnalato durante l’audizione del ministro Giovannini, cioè l’aumento dal 4 per cento al 10 per cento dell’IVA applicabile alle prestazioni socio-sanitarie e assistenziali rese a favore di particolari categorie di soggetti da parte delle cooperative sociali, previsto dalla legge di stabilità 2013. Il nuovo regime fiscale, che si applicherà a partire dal 2014, è destinato a creare difficoltà sia occupazionali sia nell’erogazione dei servizi da parte delle cooperative, che non saranno più in grado di effettuare determinate prestazioni.

 

Delle osservazioni emerse durante il dibattito si è tenuto conto nel parere finale approvato dalla Commissione, che contiene infatti due osservazioni. Questo il testo:

La XII Commissione,

   esaminato per le parti di competenza, il disegno di legge C. 1458, approvato dal Senato, «Conversione in legge del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, recante primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti»;

   preso atto, in particolare, delle disposizioni concernenti, rispettivamente: l’ampliamento dell’ambito territoriale di applicazione della cosiddetta «carta acquisti sperimentale»; l’incremento della dotazione del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili per gli anni 2013 e 2014, nonché la previsione dell’obbligo, per i datori di lavoro pubblici e privati, di adottare accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro, al fine di assicurare alle persone con disabilità la piena eguaglianza con gli altri lavoratori; l’esclusone dei trasferimenti erariali in favore delle regioni relativi alle politiche sociali e alle non autosufficienze da quelli che sono assoggettati a riduzione nel caso di mancata adozione, da parte della regione, delle misure di «riduzione dei costi della politica» di cui all’articolo 1 del decreto-legge n. 174 del 2012; l’introduzione di un nuovo articolo 3-ter nel decreto-legge n. 35 del 2013, volto a consentire alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano di ricorrere alla leva fiscale ai fini della copertura degli oneri derivanti dal rimborso delle anticipazioni di liquidità erogate dallo Stato per far fronte ai pagamenti dei debiti delle regioni e degli enti del servizio sanitario nazionale; l’inserimento del comma 1-bis all’articolo 6 del decreto-legge 35 del 2013, al fine di stabilire che nelle regioni sottoposte ai piani di rientro e commissariate i pagamenti dei debiti sanitari possono essere effettuati anche dando precedenza ai crediti fondati su titoli esecutivi per i quali non sono più esperibili rimedi giurisdizionali diretti ad ottenere la sospensione dell’esecutività; l’applicazione anche ai prodotti succedanei dei prodotti da fumo delle disposizioni vigenti per i tabacchi lavorati in tema di divieto pubblicitario e promozionale, nonché di tutela della salute dei non fumatori,

esprime:

PARERE FAVOREVOLE

 con le seguenti osservazioni:

   a) valutino le Commissioni di merito l’opportunità di introdurre una nuova disposizione al fine di evitare che l’IVA applicabile alle prestazioni socio-sanitarie ed assistenziali rese dalle cooperative sociali a favore di particolari soggetti sia aumentata a decorrere dal 2014, come previsto dall’articolo 1, comma 489, della Legge di stabilità 2013, ai sensi del quale è stata soppressa l’aliquota agevolata al 4 per cento;

   b) all’articolo 9, comma 4-ter, capoverso 3-bis, valutino le Commissioni di merito l’opportunità di meglio specificare gli interventi per garantire la tutela del lavoro dei soggetti disabili.

 

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