Misure per contrastare la povertà minorile e giovanile

La XII Commissione,

premesso che:

    l’Italia è agli ultimi posti in Europa negli indicatori principali relativi al benessere e ai diritti dell’infanzia;

    la povertà minorile non è solo un fenomeno inaccettabile dal punto di vista etico e della violazione dei diritti, ma anche una pesante ipoteca sul destino di centinaia di migliaia di bambini e bambine nonché sul futuro dell’intero Paese;

    la critica situazione economica che sta attraversando il Paese viene pagata duramente dalle nuove generazioni e rischia di creare nei prossimi anni drammatiche ripercussioni sociali;

    come evidenziano, gli ultimi dati Istat in Italia 1.822.000 tra bambini e adolescenti (pari al 17,6 per cento) vive in condizioni di povertà. Anche il rapporto UNICEF rileva che siamo di fronte ad una vera e propria «emergenza infanzia»;

    sul tema è intervenuto anche il garante per l’infanzia Vincenzo Spadafora, sottolineando che il 7 per cento dei suddetti minorenni vive in povertà assoluta e che questa grave deprivazione materiale riguarda, nel Mezzogiorno, il 70 per cento di coloro che vivono in nuclei familiari con 3 o più minorenni;

    molte sono le segnalazioni di enti locali riguardanti il crescente numero di bambini e bambine che arrivano a scuola la mattina senza aver consumato un pasto adeguato la sera precedente;

    diversi problemi rilevanti derivano da questa situazione: oltre ai rischi per la salute fisica connessi alla malnutrizione/denutrizione, anche problematiche correlate all’abbandono scolastico e a diverse forme di dipendenze e devianza sociale;

    le conseguenze della povertà infantile connesse alla scarsa scolarità si traducono poi in scarso sviluppo delle conoscenze e, quindi, in bassa produttività, bassa occupazionalità; e quindi maggiori costi sociali e una maggiore domanda di servizi di welfare, con evidenti ricadute sulla spesa pubblica;

    la situazione, che continua a peggiorare con l’aggravarsi della crisi economica, deriva anche da politiche socio-educative carenti e frammentarie, ben lontane da quelle degli altri Paesi europei;

    in Italia negli ultimi anni c’è stata una costante riduzione dei finanziamenti destinati a famiglie, infanzia e maternità; il Fondo nazionale delle politiche sociali è passato da 1 miliardo di euro nel 2007 a 45 milioni nel 2013;

    sono stati pesantemente ridotti i fondi per i servizi educativi e scolastici e depauperati i bilanci degli enti locali, rendendo insostenibili molte reti di welfare inclusivo, anche nelle realtà in cui esiste una forte tradizione culturale di sostegno sociale e comunitario; complessivamente, nello studio Unicef che ha esaminato le condizioni di vita dei bambini dei 29 Paesi dalle economie più avanzate, l’Italia si trova al 22o posto; nello specifico, l’Italia è nelle retrovie in particolare per quanto riguarda l’istruzione (al 25o posto), al 22o per la partecipazione a forme di istruzione superiore, al 24o per i risultati scolastici conseguiti e, viceversa, al secondo posto per i neet (bambini e adolescenti che non studiano e non lavorano);

    la Commissione europea nella sua raccomandazione «Investire sui bambini: rompere il ciclo vizioso di svantaggio» sollecita gli Stati membri a metter al centro della loro agenda il tema dell’infanzia e degli investimenti necessari per combattere la povertà dei bambini per garantire a tutti di crescere uguali;

    nella raccomandazione la Commissione ricorda inoltre che la riduzione della povertà e dell’esclusione sociale è uno degli obiettivi della Strategia Europa 2010, la prevenzione e la lotta alla povertà minorile devono dunque essere tra gli obiettivi prioritari dei Governi degli Stati membri;

    sempre nella raccomandazione la Commissione sprona gli Stati a fare uso di alcuni strumenti in favore dei minori svantaggiati che già esistono come il Fondo di aiuti europei agli indigenti – creato nel 2012 al fine di rafforzare l’inclusione sociale e combattere la povertà nell’Unione a sostegno dei programmi nazionali che prestano un’assistenza non finanziaria alle persone indigenti per ridurre la deprivazione alimentare e la deprivazione materiale grave – il programma di distribuzione di frutta e latte nelle scuole, attivo dal 2009, il Fondo sociale europeo e il Fondo per lo sviluppo regionale;

    la povertà è strettamente legata anche al fenomeno della dispersione scolastica, limita le opportunità educative e di crescita, aggrava i già pesanti divari territoriali che affliggono il Paese;

    la povertà infantile è acuita dalla diminuzione nell’accesso alle cure mediche e alla prevenzione sanitaria che sono drasticamente crollate di fronte ad una mancanza di mezzi economici delle famiglie;

    è peggiorata, inoltre, la qualità dell’alimentazione di bambini e bambine ed adolescenti; un dato ancora più drammatico è l’allontanamento dei minorenni dal nucleo familiare per questioni di indigenza della famiglia di origine che arriva sino alla perdita della capacità genitoriale;

    particolare rilievo rivestono le povertà immateriali, tra cui la situazione dei figli coinvolti nelle separazioni genitoriali altamente conflittuali, spesso vittime innocenti dei rancori di coppia,

impegna il Governo:

   a dotarsi di una strategia nazionale che preveda una pluralità di misure per contrastare le diverse manifestazioni della povertà che agisca su diverse dimensioni, anche sfruttando a pieno gli strumenti finanziari che l’Unione europea mette a disposizione;

   ad elaborare un apposito piano di contrasto alla povertà minorile e giovanile, finalizzato anche a combattere la dispersione scolastica e a favorire l’inclusione lavorativa dei giovani che escono dalle comunità di tipo familiare, reperendo le necessarie risorse e considerando lo stanziamento delle medesime non una spesa che crea debito, ma un investimento sul capitale umano, per il progresso sociale ed economico del Paese;

   ad assumere iniziative per istituire un apposito Fondo nazionale cui possano accedere gli enti locali, su parametri che tengano in considerazione le condizioni di povertà minorile e che permettano la garanzia di diritti di cittadinanza (come il diritto all’istruzione, alla fruizione delle mense, del trasporto scolastico, e altro), stabilendo meccanismi di monitoraggio e sanzionatori per evitare che finanziamenti e obiettivi concordati con le regioni e gli enti locali vengano disattesi;

   ad assumere iniziative per rifinanziare in modo adeguato la legge n. 285 del 1997 «disposizioni per la promozione dei diritti e le opportunità dell’infanzia e l’adolescenza»; a prevedere misure urgenti ed interventi di sostegno per consentire ai minori di essere educati nell’ambito della propria famiglia, anche dando immediata attuazione, attraverso l’emanazione dei previsti decreti legislativi, alla legge n. 219 del 10 dicembre 2012;

   a prevedere iniziative urgenti atte a specificare che le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia;

   a favorire il consolidamento delle reti di associazioni di volontariato nell’ambito familiare che sviluppino legami solidali tra famiglie e tra le generazioni nella direzione del welfare solidale e relazionale, fondato su un mix di risorse economiche e relazionali;

   a mettere a sistema tutte le sperimentazioni positive e le buone pratiche già esistenti in Italia.

Scuvera (primo firmatario), Iori, Zampa, Capone, Roberta Agostini, Albanella, Argentin, Basso, Bazoli, Beni, Biondelli, Boschi, Cardinale, Carnevali, Carocci, Carra, Casati, Cenni, Chaouki, Cimbro, Coccia, Cominelli, Coscia, D’Incecco, Marco Di Maio, Ermini, Fabbri, Fossati, Gadda, Gandolfi, Gasparini, Giorgis, Giulietti, Gnecchi, Gozi, Gregori, Gribaudo, Giuseppe Guerini, Guerra, Iacono, Incerti, La Marca, Laforgia, Lattuca, Lenzi, Maestri, Malpezzi, Manzi, Marantelli, Marzano, Mongiello, Morani, Moretti, Moscatt, Mura, Narduolo, Nicoletti, Patriarca, Porta, Rostan, Sbrollini, Tidei, Tullo, Velo, Zappulla, Zardini, Capodicasa, Crivellari, Rubinato, Rocchi, Rigoni, Mogherini, Cani, Culotta, Marchi, Amoddio, Simoni, Quartapelle Procopio, Blazina, Rosato, Antezza, Fontanelli

Data di presentazione: 2 agosto 2013

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